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ECONOMIA | 19 novembre 2020, 08:41

A ottobre crollano i consumi: meno 8%

Crollano i consumi a ottobre: meno 8,1% rispetto allo stesso mese del 2019. La pandemia, l’emergenza sanitaria che si riaccende e le prime misure di contenimento causano un crollo dei consumi. A farne le spese sono soprattutto i servizi del tempo libero, il turismo e i trasporti

Graziano Dominidiato, Presidente Confcommercio VdA

Graziano Dominidiato, Presidente Confcommercio VdA

L’Indicatore dei Consumi Confcommercio scende dell’8,1% a causa del tonfo della domanda relativa ai servizi, che crolla del meno 27,7%. I beni sono fermi allo 0,2%. Dopo la forte ripresa registrata nel terzo trimestre, a ottobre il riacutizzarsi della pandemia e le prime misure di contenimento hanno di nuovo deteriorato la situazione dell’economia», dice Confcommercio.

Meno 8,1% per i consumi nel confronto annuale: un crollo. Il rallentamento colpisce soprattutto la filiera del turismo, dei servizi per il tempo libero e i trasporti «con riduzioni della domanda che si avvicinano a quelle registrate a marzo in occasione dello scoppio dell’emergenza coronavirus».

I settori più colpiti sono quelli che si sono fermati o quasi per la pandemia e le misure di contenimento. I servizi ricreativi crollano di oltre il 73%, gli alberghi del 60%, bar e ristoranti del 38%. Vanno giù dunque le spese per la mobilità e il tempo libero: risentono della crisi sanitaria e delle progressive restrizioni. Criticità ci sono anche per la domanda di abbigliamento e calzature che risentono in modo indiretto della minore socialità e mobilità (meno 1,7%).

Ci si muove di meno, si sta spesso in casa: abiti e scarpe nuove non servono più di tanto. Si mantiene il segno positivo per beni e servizi di comunicazione (più 6,8%) e per alimentari e bevande (più 1,3%) «Male anche il Pil, in rapido peggioramento: a novembre l’Ufficio Studi stima una riduzione del 7,7% mensile e del 12,1% annuo – prosegue Confcommercio – A meno di un eccezionale, ma improbabile, recupero a dicembre, il calo congiunturale nel quarto trimestre dovrebbe essere superiore al 4%.

Ciò non cambierebbe le attese per il risultato finale del 2020 Pil per il 2020 (tra -9% e -9,5%), grazie a un terzo trimestre decisamente più favorevole rispetto a quanto previsto, ma implicherebbero un’entrata ben peggiore nel 2021, facendo svanire le più ottimistiche previsioni di rimbalzo statistico per l’anno prossimo».

Niente ripresa dei consumi e previsioni magre per il business di Natale le famiglie continuano a tagliare la spesa, a causa della situazione di emergenza che investe il paese e della grave incertezza sul futuro .

Bruno Albertinelli

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