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CISL VdA | 06 novembre 2020, 10:16

L'Enciclica di Papa Francesco 'Fratelli tutti' un messaggio universale di grande cambiamento per l’umanità

La Cisl farà una riflessione anche a livello nazionale il prossimo 13 novembre. La fratellanza è una scelta di modello politico sociale ed economico, va al di di la’ del concetto di solidarietà

Aannamaria Furla e Jean Dondeynaz, segretario generale Cisl VdA

Aannamaria Furla e Jean Dondeynaz, segretario generale Cisl VdA

“Il messaggio universale, alto, importante che Papa Francesco ci ha dato con la sua ultima enciclica “ Fratelli tutti” e’ che ciascuno di noi deve impegnarsi con responsabilita’ per cambiare questo nostro mondo e cambiarlo in meglio” . E’ quanto ha sottolineato oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, concludendo il convegno “‘Fratelli tutti’, l’impegno della Cisl per la Calabria, come aprire nuove strade”, organizzato in tele conferenza dalla Cisl Calabria cui hanno partecipato Tonino Russo, Segretario generale della Cisl Calabria, Francesca Puglisi, Sottosegretario Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Natale Mazzuca, Vicepresidente Confindustria Nazionale, Monsignor Francesco Savino, Vescovo di Cassano allo Ionio, Delegato Pastorale della Salute e Pastorale Giovanile Conferenza Episcopale Calabria, Gianluca Gallo, Assessore Regione Calabria, Klaus Algieri, Presidente UnionCamere Calabria.

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“‘L’Enciclica 'Fratelli tutti' è un monito forte a cambiare le priorità, i paradigmi, i comportamenti, cambiare il nostro modello economico e sociale. E’ un messaggio globale di fraternità che interroga ciascuno di noi rispetto al proprio ruolo, individualmente e collettivamente. Per questo la Cisl farà una riflessione anche a livello nazionale il prossimo 13 novembre. La fratellanza è una scelta di modello politico sociale ed economico, va al di di la’ del concetto di solidarietà. Non c’e’ fratellanza se non si riconoscono le differenze in una societa’ globalizzata, se si erigono muri, se non c’e’ pluralismo che e’ sinonimo di liberta’ e di giustizia.

Fratellanza significa soprattutto rispetto della dignità della persona. E se non c’è lavoro non c’è dignità della persona. Papa Francesco dice in maniera chiara che il lavoro è indispensabile per vivere come comunita’, come popolo” , ha aggiunto la leader Cisl facendo notare come  parlare di 'popolo del lavoro' come fa Papa Francesco,  "messaggio che la Cisl fa proprio da tanto tempo", sia un messaggio "alla radice della dottrina sociale della chiesa ma mai esplicitato in un modo così forte. Questo è il grande pregio del nostro Pontefice: parlare al cuore, alla testa e alla responsabilità collettiva e individuale , lasciando poco spazio a interpretazioni fuorvianti”.

"Papa Francesco parla di patto e pace sociale,  - ricorda Furlan - dei soggetti del lavoro, dei mediatori sociali come gli artigiani. Noi siamo artigiani di questo patto sociale e ogni giorno ci dobbiamo interrogare sul come riusciamo a costruire questa volontà di centrare la dignità della persona e del popolo attraverso il tema del lavoro. E’ un messaggio straordinario che il nostro papa ci dà ma anche responsabilizzazione rispetto agli attori del ruolo sociale, quindi ai sindacati ma anche al mondo dell’associazionismo datoriale. Attraverso il lavoro rispettare il ruolo della persona".

La leader della Cisl prosegue nella sua riflessione su alcuni temi globali dell’enciclica citando la frase di importante del Papa 'non c’è pace senza giustizia sociale': "Non è una frase scontata, - osserva - viviamo in un mondo dove anche il vivere in un paese in pace, cioè che non è coinvolto in una guerra, non sempre significa essere in un paese dove c’è giustizia sociale. Il tema della democrazia, della libertà, della giustizia sociale è un un tema interroga il mondo globalizzato e dentro il mondo globalizzato anche quella parte di mondo occidentale dove non sempre alla democrazia riusciamo a garantire anche la giustizia sociale che è la grande sfida che abbiamo davanti. Per vivere in democrazia è indispensabile la giustizia sociale, anche noi in Italia, che non è ultimo paese rispetto al suo sistema sociale e di welfare, dobbiamo fare molto cammino per creare una giustizia sociale che ci fa vivere democrazia e libertà in modo pieno" sottolinea.

Ed è su questo che si inserisca "fortemente un altro concetto fondamentale dentro l’enciclica ma anche dentro il pensiero di papa Francesco nei sui anni di pontificato: la questione dello scarto. Scarto intesto non solo rispetto all’ambiente, e al territorio ma che comprende gli anziani, i giovani, i poveri le tante forme di schiavitù ancora presenti nel mondo" E sottolinea come la sfida alta sia "riuscire ad individuare con chiarezza anche in Italia, in Europa cosa è lo scarto. E trovare nel lavoro l’antitesi allo scarto".

Qiuanto al ruolo della politica toccato dal Papa nell'enciclica, - "ruolo altissimo per la creazione di un futuro di benessere, e gli dà una grossa responsabilità" - Furlan sottolinea: "dobbiamo essere gli artigiani di uno strumento sociale umano che mette al centro la persona. Dobbiamo mettercela tutta per creare condizioni migliori per le generazioni future: dobbiamo trovare un equilibrio tra il trovare il lavoro e mantenere la salute. Creare il giusto nel rispetto ambientale, nel rispetto del lavoro. Se assumessimo fino in fondo questa scelta alcuni drammi che stiamo vivendo, tipo la questione dell’Ilva, troverebbero soluzioni migliori rispetto ai disastri che stiamo vivendo. Non saper gestire la transizione, un peso che sento enorme sulle spalle".

"Ma il  tema della responsabilità-  individuale e collettiva - è trasversale in tutta l’enciclica -ricorda Furlan osservando come ancora "molto vada fatto in questo senso, in termini di responsabilità".

"Sono rimasta molto stupita che la Calabria sia nella zona rossa, insieme a regioni con tasso di contagio maggiore. Mi interrogo però su una cosa: quanto incide su questo la salute molto scarsa del sistema sanitario di questa regione? E quanto il dibattito sul Mes davvero è lontano anni luce rispetto ai bisogni che ci sono. Abbiamo visto in questi ultimi 10 anni, un taglio alla sanità di oltre 37 miliardi, un taglio che ha messo a posto i conti della nostra sanità nazioanle a scapito della sanità territoriale che è stata resa fatiscente, dove c’era, e completamente sconosciuta in altre realtà.

Quando ci interroghiamo sulle responsabilità collettive e individuali e facciamo le scelte dobbiamo partire da cosa è il bene comune e quali sono le priorità. Noi tutti dobbiamo chiedere alla politica di superare i muri e gli steccati e fare quello che fanno in altri paesi europei: stringersi intorno ad un paese che sta attraversando un momento drammatico e far prevalere, invece che gli interessi specifici della politica, quelli della collettività. Lo stesso vale per il lavoro. Per creare un paese in cui fondamentale sia la centralità della persona non posso prescindere dal lavoro.

info cisl

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