/ Panta Rei

In Breve

Panta Rei | 05 novembre 2020, 08:00

Panta Rey a Piero

Panta Rey a Piero

La notizia che ho letto nel tuo recente editoriale è l’ultima che avrei voluto avere, anche se purtroppo la positività di un amico o familiare è diventata quotidianità. Sono assente da qualche tempo dalle pagine di Aostacronaca, per una serie di impegni che tu ben conosci, ma non potevo farti mancare la mia solidarietà per un momento da cui, come tu stesso ti sei detto certo, uscirai alla grande con la tua solita grinta, ma nel quale devi toccare con mano le tante lacune della nostra petite patrie che hai sempre esposto con lucidità e chiarezza a beneficio dei lettori.

Innanzitutto non voglio neppure immaginare che qualcuno possa godere della tua situazione solo per averti trovato in contrasto con le sue idee o azioni. Sarebbe persona della stessa ignobile imbecillità di chi afferma che quelli della nostra età possono anche ammalarsi e morire perché tanto non siamo utili alla società e non produciamo PIL.

 Ricordo che all’inizio della pandemia, a parte gli innumerevoli annunci “Andrà tutto bene” ormai patetici, qualcuno diceva che da questa esperienza saremmo usciti tutti migliori. In realtà la paura sta facendo uscire il peggio delle persone. E dei politici in particolar modo. Solo un politicante, o politichino come più argutamente ami definirli tu, potrebbe approfittare di una situazione così delicata per farsi propaganda.

In questo senso stiamo assistendo a un vero campionato di incompetenza e cattivo gusto. Chi scambia l’opposizione “costruttiva” con una resa dei conti all’ultimo sangue, perché non accetta le sconfitte elettorali, dovrebbe tener conto del fatto che certe beghe da portineria non fanno che danneggiare i cittadini che finiscono per essere palleggiati da una decisione all’altra senza soluzioni concrete e urgenti.

 

Nessuno ha finora avuto la tua onestà intellettuale di riconoscere di essere stato precipitoso nei suoi giudizi e di aver riconosciuto che l'emergenza in cui ci troviamo sprofondati avrebbe spiazzato chiunque, facile pontificare quando non si è nella stanza dei bottoni con l'incognita di un nemico sconosciuto davanti.

Vero è, comunque, che la questione dei tamponi e dei controlli sanitari sta facendo uscire dai gangheri molte persone costrette, come te, ad aspettare l'inaspettabile. E che sia per mancanza di personale, di strutture e di fondi è ancora più allucinante quando si legge di una regione, la nostra, in crisi isterica perché è andata in tilt una piattaforma che regala migliaia di euro per comprare biciclette e monopattini che servono solo per il divertimento di pochi e non certo a salvaguardare l’ambiente di tutti. E’ solo un piccolo recente esempio ma se, invece della caccia ai facili consensi con intempestive iniziative popolari, si radunassero energie tangibili per uscire da questo dramma, la politica riacquisterebbe un poco di quella credibilità andata in frantumi insieme alla nostra visione del futuro. Questo perlomeno è il parere, che peraltro condivido soprattutto in questa crisi pandemica, di tutti coloro con cui mi confronto sull’argomento e che vorrebbero veder destinare fondi limitati e preziosi al sostegno, come dici tu, del personale e dei sistemi sanitari al collasso.

Ma la politica, che sia nazionale o locale, non ascolta il parere dei più e quando qualcuno come te lo segnala ad alta voce ecco che si offende e parte all’attacco per salvaguardare la famosa poltrona.

La qual poltrona oggigiorno scotta, perché le responsabilità di chi ci si è incollato sono esorbitanti e purtroppo imprevedibili di giorno in giorno.

Forse una migliore consapevolezza del proprio ruolo ma anche una maggiore umiltà sulle proprie umane capacità darebbero una spinta di vigore a una situazione che sta degenerando drammaticamente verso il caos per una mancanza di visione di insieme e di intenti. Se ne staranno rendendo conto?

Vedi quindi di uscire dall’isolamento in fretta, abbiamo bisogno delle tue analisi e delle tue critiche, per quanto scomode a qualcuno possano sembrare. A presto, Piero.

Panta Rey

Grazie Panta Rey. Grazie per il sostegno morale e per le tue parole che mi obbligano a tornare prima o poi e covid-19 permettendo, ma sono certo che con l'aiuto dei miei figli, di mia nuora, di mio genero e di Giulio caccerò il mostro dalla mia famiglia. Cara Paola, permettimi di cogliere l'occasione per ringraziare anche i tanti lettori che mi hanno inviato messaggi solidarietà e sostegno. pi.mi.

 

Panta Rey

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore