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Chez Nous | 30 ottobre 2020, 15:03

Per favore uscite dalla bolla

Per favore uscite dalla bolla

Come tanti, troppi, valdostani devo fare i conti con il covid-19. Eppure sono stato prudente, ho rispettato il distanziamento, ho evitato gli assembramenti. Ho osservato tutte le prescrizioni. Eppure devo fare i conti con il convid. Chi mi vuole male, chi mi querela, chi presenta esposti sarà contento. Ma sono certo che alla loro faccia mi lascerò il Covid alle spalle.

Un’esperienza davvero drammatica sul piano umano e psicologico. Ti rendi conto che per le istituzioni vali zero. Nessuna considerazione; sei lasciato nella dolorosa solitudine. Telefoni ai numeri prescritti e nessuno ti risponde. Richiami i numeri prescritti e li trovi occupati. E avanti così giorno dopo giorno. Certo è che poche persone non possono dare risposte a migliaia di richieste. Ma sarebbe appena appena normale che venissero decuplicati i numeri telefonici e decuplicati gli addetti.

E invece, si costruiscono in fretta e furia le scuole che poi restano chiuse perché si ricorre alla didattica a distanza. E i cittadini che devono fare i conti con il covid stanno a casa, inebetiti ad aspettare una comunicazione sul comportamento da tenere, sui tempi del rampone e così via. Marzo non ha insegnato nulla. E oggi ci troviamo nelle condizioni, se possibile, peggiori di allora. E i nostri politici? I nostri politici sono cambiati, ma la musica è sempre la medesima. Sempre più valdostani devono fare i conti con il Covid e devono rassegnarsi a brancolare nel buio; devono prendere atto della carenza di strutture, di personale, carenza personale, fuga dal pubblico, scarsi investimenti, assistenza territoriale inadeguata.

Per questo  i cittadini si sentono senza protezione. Devo fare i conti con il covid e vorrei che sperimentassero a dover fare, ben inteso virtualmente, i conti con il covid assessori, consiglieri regionali e presidenti della Giunta. Suggeriscono loro di acquistare una sim e la utilizzino, con il numero nascosto, per chiamare i vari servizi di igiene, sanitari e di informazioni sul comportamenti da tenere in caso di positività. Si accorgeranno di essere vittime di un gioco perverso di da un numero all’altro. Per non parlare dei troppi medici di famiglia che non rispondono e se rispondono ti consigliano di prendere la tachipirina senza nulla sapere del tuo stato di salute. Il tutto come in un grottesco gioco dell’oca.

L’emergenza, che paghiamo sulla nostra pelle, ha reso più evidente, ove ve ne fosse stato bisogno, l’importanza di poter contare su una assistenza sanitaria efficiente e in grado di rispondere a minacce rese più insidiose da un sistema economico. Anni di Commissariamento, e politiche sanitarie miopi  rendono evidente l’ineludibilità di scelte che, al di là dell’emergenza straordinaria prodotta dal covid che per sottovalutazioni politiche e incapacità non è stata affrontata adeguatamente. Che fine hanno fatto gli esperti delle task force? Che fine hanno fatto quelli che chiedevano le tasck force e ora non si sentono proferire parola? Signori di Piazzza Deffeyes, uscite dalla bolla anticovid”.

Mettetevi al pari dei semplici cittadini che non ricevono risposte dalle istituzioni. Iniziate signori della Bolla Anticovid a reintrodure delle indennità di rischio per il personale dell’Emergenza Urgenza: è necessario adeguare economicamente ed incentivare il personale chiamato alle situazioni più a rischio ed alle situazioni di emergenza urgenza. Il lavoro del personale va differenziato per valore e rischio.

Le nuove emergenze hanno posto in evidenza che le richieste di sanità sono cambiate. La sanità è oramai quasi tutta basata sulla strumentazione; è finito il periodo della buona volontà del personale medico e paramedico. Tutti gli operatori vanno tutelati con attrezzature e strutture adeguate.

Va riorganizzata la filiera dell’assistenza territoriale. I servizi di guardia medica vanno aggregati in punti strategici, dove far lavorare insieme più medici con un minimo di dotazione strumentale e collegamento con strutture di maggiore livello. E’ necessario pensare il nostro territorio come un’unica rete ospedaliera, integrata nelle funzioni, con competenze differenziate ma collegate da un sistema di interconnessione telematica ed umana che permetta una gestione coordinate dei servizi ospedalieri.

Avete capito signore della bolla anticovid che è necessario sburocratizzare l’accesso ai servizi? I pazienti sono chiamati ad un continuo ping pong tra servizi ospedalieri e medicina territoriale. E intanto il covid dilaga con buona pace di Erik Lavevaz e della sua squadra composta da chi ieri tuonava contro Testolin per come affrontava l’emergenza Covid e che oggi si guardano dal mettere sul tavolo idee concrete. Non ne hanno.

A loro interessava entrare nella bolla di piazza Deffeyes. Sono riusciti nell’impresa.

I valdostani si organizzino al meglio se devono fare i conti con il covid.

piero.minuzo@gmail.com

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