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CISL VdA | 19 ottobre 2020, 21:06

Cisl e Fnp Cisl su incontro con la Ministro Catalfo: "Non basta proroga opzione donna. Bisogna dare certezze a lavoratori e pensionati"

CISL ha ribadito la necessità di prevedere la pensione con 41 anni per tutti

Vincenzo Albanese, segretario regionale Cisl pensionati

Vincenzo Albanese, segretario regionale Cisl pensionati

“Al nuovo incontro tenutosi oggi in video conferenza con la Ministra del lavoro Nunzia Catalfo sulla previdenza la CISL e la FNP CISL hanno rimarcato le numerose criticità del sistema che è necessario affrontare con urgenza a partire dalle misure che saranno inserite in Legge di bilancio”. 

Lo dichiarano in una nota congiunta il Segretario Confederale Cisl Ignazio Ganga ed il segretario generale della Fnp Cisl, Piero Ragazzini, che oggi hanno partecipato all’incontro con la Ministra del welfare , Catalfo.

Bisogna non solo prorogare l'Ape sociale, come ha confermato la Ministra Catalfo , -sottolineano Ganga e Ragazzini - ma anche superare le notevoli difficoltà procedurali che hanno di fatto drasticamente ridotto l'accoglimento delle domande presentate, a partire dai codici Istat utilizzati”, affermano i sindacalisti. “Inoltre, abbiamo chiesto espressamente che questa misura sia estesa anche ai lavoratori fragili, a chi è dichiarato inidoneo alle mansioni e non viene ricollocato o è a particolare rischio per effetto della attuale congiuntura, a chi ha superato il periodo di comporto per malattia e a coloro che hanno cessato involontariamente l'attività lavorativa. Per le donne è necessario fare di più, non basta la proroga di opzione donna, come ci è stato promesso, ma bisognerebbe riportare il requisito anagrafico a 57 anni dagli attuali 58 anni e prevedere anche per le pensioni precoci il riconoscimento di 12 mesi per figlio nel limite di 24 mesi".

In ogni caso, la CISL ha ribadito la necessità di prevedere la pensione con 41 anni per tutti.

"Abbiamo altresì sollecitato la Ministra  - spiegano i due segretari - ad affrontare anche il tema delle pensioni in essere, particolarmente penalizzate dalla attuale situazione di deflazione. Pertanto si è ribadito che è indispensabile prevedere l'incremento della quattordicesima per i pensionati con redditi più bassi e individuare una misura che compensi, a maggior ragione oggi, la perdita del potere di acquisto delle pensioni, poichè da un lato ai pensionati non è concessa la riduzione delle tasse ma dall'altro subiscono l'aumento del costo dei beni di prima necessità.

E' positivo che a breve venga attivata la Commissione di studio sulla spesa previdenziale ed assistenziale, insieme a quella dei lavori gravosi, perchè è oramai urgente fare chiarezza sui dati proposti dalla Ragioneria generale dello Stato e richiamati dalla recente Nota di Aggiornamento del DEF.

La Ministra ha anche affermato di voler ridurre il limite dimensionale delle imprese che accedono al contratto di espansione da 1.000 a 500 unità, ma la CISL ha sottolineato che il vero problema è alleggerire gli oneri per le imprese per rendere appetibile il contratto di espansione e l'isopensione e dare certezza dei diritti pensionistici ai lavoratori che ne usufruiranno.

Sulla previdenza complementare, abbiamo infine segnalato che sarebbe opportuno prevede il semestre di silenzio assenso ad intervalli regolari e non solo una tantum. La Ministra ha, invece, rinviato la discussione sulla riforma più complessiva del sistema dal 2022, mentre noi riteniamo che anche questo tema debba essere affrontato al più presto per dare certezze ai lavoratori ed alle lavoratrici”, concludono i sindacalisti della Cisl.

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