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Zona Franca | 17 ottobre 2020, 08:00

IMPEDITO FISICAMENTE

Anonimo Valdôtain argomenta sull'importanza di eleggere Alberto Bertin alla carica di Presidente del Consiglio Valle

IMPEDITO FISICAMENTE

E' già  stato detto dell'importanza che comporterebbe l'elezione di Bertin alla carica di presidente del Consiglio Regionale, per i meriti che ha avuto nelle passate legislature, per aver denunciato i pericoli dell'infiltrazione mafiosa nelle istituzioni, per essere stato il promotore di importanti riforme istituzionali e cosa non del tutto trascurabile in democrazia, per aver ottenuto dopo il presidente Testolin  il maggiore suffragio di voti nell'ambito di quella che si annuncia essere la nuova maggioranza.

Tale scelta non sarebbe solo simbolica ma trascinerebbe con sé un fatto molto concreto: nell'aula del Consiglio sarebbe necessario abbattere materialmente  le barriere che impediscono di accedere al più alto scranno.

Eleggere Alberto Bertin presidente del Consiglio significherebbe cioè mandare un messaggio forte e concreto a tutte quelle donne e a quegli uomini che lottano per rivendicare il diritto alla diversità o come si dice oggi, ad una diversa abilità.

Ma dai “rumors” che ci giungono sembra che dalla sua stessa lista vengano le principali perplessità su una simile ipotesi e la motivazione sembrerebbe proprio l'impedimento fisico.

La notizia se confermata ha dell'incredibile.

Non solo perchè viene da un ambiente politico culturale che abbiamo sempre creduto essere sensibile e attento a simili problemi ma soprattutto perchè evidentemente la giustificazione addotta è un puro pretesto, strumentale a fare posto a chi altrimenti dovrebbe accontentarsi del posto di consigliere.

In questo caso le cosiddette aggregazioni civiche, più che mostrarsi aperte alla società civile, sembrano invece impiegare con profitto la mancanza  di  regole, quelle invece che i partiti  si davano con i congressi e le elezioni degli organi dirigenti. E in un contesto dai piccoli numeri, come quello valdostano, hanno gioco facile gli arbìtri e le demagogie perpetrate da leader, non legittimati né da un  voto popolare né ricoprenti cariche  di partito, perchè il partito non c'è.

Mentre a livello nazionale si è parlato in questi anni del partito personale, qui assistiamo ai partiti impersonali, dove un burattinaio o più burattinai nell'ombra manovrano i vari burattini.

E chi non è burattino di nessuno e cerca di ragionare con la propria testa non può ricoprire una certa carica perchè è impedito fisicamente.

A pensarci bene allora, per fare carriera politica sarebbe stato meglio essere impedito cerebralmente.  

Anonimo Valdôtain

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