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ECONOMIA | 16 ottobre 2020, 10:30

E' la Valle d'Aosta la regione turisticamente più accogliente d'Italia

E' la Valle d'Aosta la regione turisticamente più accogliente d'Italia

Il coronavirus ha danneggiato gravemente ed è tornato a minacciare seriamente l'economia turistica valdostana. Ma nonostante tutto la Valle d'Aosta risulta la regione Italia più accogliente per i turisti e quest'anno alla fiera del 'TTG Travel Experience' ha ottenuto il riconoscimento come regione più accogliente dal punto di vista turisitico nell'ambito della quinta edizione di Italia Destinazione Digitale, l'Oscar delle regioni italiane ideato da The Data Appeal Company per restituire ai territori del Bel Paese un risultato concreto del monitoraggio e dell'analisi dei big data raccolti e analizzati dall'intelligenza artificiale di Travel Appeal e dare una lettura inedita del turismo a partire da chi quei territori li visita e li vive.

In base ai dati raccolti, della Valle d'Aosta piacciono soprattutto ai visitatori la disponibilità e la cortesia del personale alberghiero e dei ristoratori, la facilità di spostamento, l'informazione sentieristica, le tante iniziative enogastronomiche e culturali.

E' invece il Trentino la regione con la migliore reputazione online, il Lazio quella più recensita, la più amata dai turisti stranieri la Sicilia, quella con la miglior offerta enogastronomica l'Umbria. E, grande novità del 2020, il Molise con il più alto Covid Safety Index, che misura la percezione dei viaggiatori relativamente alle misure anti-coronavirus adottate da hotel, ristoranti e attrazioni.

Tra i riconoscimenti speciali che hanno tenuto conto dell'emergenza sanitaria che il Paese e il mondo intero stanno attraversando c'è anche la Toscana premiata per la migliore strategia sulle Online Travel Agency in risposta al Covid-19 e il Veneto si è aggiudicato il premio di regione con la reputazione più in crescita. Quest'anno il premio è stato assegnato sulla base della più ampia analisi mai realizzata: sono stati presi in considerazione 21,4 milioni di contenuti pubblicati online, su 470 mila punti di interesse nei comparti ricettività, locali e ristorazione, attrazioni e affitti brevi, nel periodo che va da settembre 2019 a agosto 2020.

Nei mesi di lockdown si è registrato un calo drastico, con una parziale ripresa estiva: in generale la diminuzione media è del 68% negli ultimi sei mesi. Vista la fortissima correlazione tra contenuti online e i flussi turistici, questo dato racconta quello che molto probabilmente i dati ufficiali del turismo stanno rilevando: nel 2020 sono mancati circa 2 turisti su 3.

Inoltre vi è una differenza significativa tra le destinazioni urbane, in grande sofferenza per l'assenza del turismo internazionale di medio-lungo raggio e la mancanza di fiducia del resto della domanda, e le destinazioni balneari, che hanno un riscontro decisamente migliore da parte della domanda e che chiudono una stagione contenendo le perdite.

red. eco.

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