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CRONACA | 13 ottobre 2020, 11:00

Aosta: Giunta Nuti eredita la prima 'tegola'; contenzioso al Tar da un milione e mezzo di euro

Aosta: Giunta Nuti eredita la prima 'tegola'; contenzioso al Tar da un milione e mezzo di euro

La nuova giunta comunale di Aosta guidata dal sindaco Gianni Nuti non si è ancora insediata, e già al Tar è stato protocollato un ricorso che minaccia di generare un debito fuori bilancio dai 300.000 a un milione e mezzo di euro. Tanta è infatti la forbice del risarcimento chiesta al Comune di Aosta e allo Sportello unico degli enti locali-Suel dall'avvocato di Ivrea Danilo Pastore in favore di tre suoi clienti, ovvero la società Rayon de Soleil sas di Sergio Chatellair &c.; l'aostana nonchè socia della 'Rayon' Maria Porcheddu e l'impresa edile 'Edileco costruzioni e ristrutturazioni ecocompatibili' di Nus.

In sintesi, nell'ottobre del 2019 la Rayon de Soleil e Maria Porcheddu stipularono un  contratto con la Edileco per la cessione di loro beni immobili in Regione Saraillon ad Aosta; la Edileco aveva un progetto importante di riqualificazione immobiliare ma dal Comune di Aosta e dal Suel giunse nel febbraio di quest'anno il diniego a concedere titolo abilitativo per la concessione edilizia. Diniego inspiegabile  a detta dell'avvocato Pastore e dei suoi assistiti perchè, si legge nel ricorso, "l’Amministrazione non suffragava le proprie ragioni su norme di legge, su norme regolamentari, ovvero su atti amministrativi generali, bensì sulla base di opinabili impressioni personali peraltro non assistite da alcun apprezzabile profilo di interesse pubblico. E ciò, nonostante, le osservazioni collaborative a mezzo del professionista incaricato".

L'aut-aut comunale ha determinato il congelamento dell'iniziativa immobiliare, la cui sorte è rimasta "altamente pregiudicata", spiega il legale. Va detto che però durante i mesi del lockdown tra i ricorrenti e l'Amministrazione comunale di Aosta è stato avviato "un rapporto collaborativo" conferma l'avvocato eporediese, che ha portato l'Amministrazione a decidere per  "un ravvedimento che, nel collaborativo dialogo dialettico - è scritto nel ricorso - portava alla comunicazione, in data 11 settembre 2020, del provvedimento Suel- Struttura operativa per la Città di Aosta di revoca in autotutela del diniego, ponendo le premesse per una positiva composizione in via amministrativa degli aspetti abilitanti l’intervento edilizio".

Resta però il fatto che, per Pastore e i suoi assistiti, "i danni patiti vanno comunque risarciti" e tali danni sono quantificati dal minimo delle spese vive (300.000 euro) sostenute da Edileco, Rayon e Porcheddu per gli atti burocratici, i contratti e il contenzioso a un massimo sopratttutto in favore dell'impresa edile di Nus per la mancata realizzazione del progetto, vale a dire un milione e mezzo di euro. Ai giudici del Tar l'ultima parola.

patrizio gabetti

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