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ATTUALITÀ ECONOMIA | 13 ottobre 2020, 21:21

Presidio dei sindacati scuola in place Deffeyes per tutela docenti senza cattedra

Da sn Claudio Idone, Alessandro Celi, Luigi Bolici e Alessia Démé

Da sn Claudio Idone, Alessandro Celi, Luigi Bolici e Alessia Démé

"Rendiamo stabile il lavoro, rendiamo sicure le scuole" è lo slogan con il quale mercoledì 14 ottobre dalle 13 alle 15 docenti precari senza cattedra e rappresentanti sindacali della categoria organizzeranno un presidio in piazza Deffeyes, all'ingresso del Palazzo regionale. Protestano contro la decisione della Giunta regionale di procedere con il concorso straordinario per la stabilizzazione dei precari.

"Fare il concorso in questo periodo di emergenza Covid è un atto discriminante verso questa categoria di insegnanti già fortemente penalizzati da contratti ingiusti e norme che li costringono, per poter partecipare al concorso, a prendere aspettativa e stare a casa invece di lavorare, perchè in caso di quarantena di una loro classe non sarebbero più ammessi alle prove".

Lo sostiene Alessia Démé, segretaria Cisl scuola VdA che ha organizzato la protesta insieme a Claudio Idone (Cgil scuola), Alessandro Celi (Snals) e Luigi Bolici (Savt Ecole). "I numeri dei contagi ci dicono che questo è il momento peggiore per un concorso così importante - ha fatto eco a Démé il cigiellino Idone - al di là della grande confusione sotto il sole, sia da parte dei vertici regionali che nazionali i quali alternano regole, modificano norme a seconda degli aggiornamenti dei bollettini sanitari, c'è il problema che già oggi abbiamo insegnanti precari impossibilitati a muoversi perchè contagiati dal Covid o in isolamento domiciliare: insistere con il concorso del 22 ottobre senza considerare la possibilità di posticipare la data è assolutamente mortificante per tutto il mondo della scuola, studenti compresi".

Oggi martedì 13 ottobre i quattro sindacalisti hanno incontrato il Presidente della Giunta, Renzo Testolin e la Sovrintendente agli Studi, Marina Fey, per un ulteriore confronto su tale possibilità. "L'unico spiraglio aperto da Testolin - ha spiegato Bolici - è la richiesta che egli stesso inoltrerà domani alla Conferenza Stato-Regioni ovvero di proporta al ministero dell'Istruzione di rimandare il concorso a quando la pandemia farà meno paura. Francamente, ci saremmo aspettati un'azione della Regione, che ha il potere di posticipare il concorso straordinario".

Celi ha posto l'attenzione "sul paradosso di uno Stato che invita, anzi ordina di limitare gli spostamenti e gli incontri fra persone, e poi impone a migliaia di insegnanti precari di muoversi da una regione all'altra, altrimenti perderanno il diritto di lavorare!".

I sindacati ricordano "il gesto di apertura quando, a marzo, proprio sul tema del concorso straordinario per i precari, annullammo lo sciopero di protesta per non intralciare le iniziative di emergenza lockdown del Governo. Oggi non siamo ripagati con eguale, sensibile moneta. Lotteremo dunque, per la tutela del nostro prezioso precariato che chiede solo la conferma di un diritto sacrosanto al lavoro e alla dignità professionale e umana".

p.g.

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