/ Consiglio Valle

Consiglio Valle | 09 ottobre 2020, 05:00

Ridate credibilità al Consiglio Valle

Uv, Alliance - Stella Alpina e VDA Unie hanno scelto la politica dei due forni per dare alla Valle d’Aosta una nuova maggioranza ed un nuovo governo, ma hanno dimenticato di accendere il forno più importante: quello della credibilità istituzionale del Consiglio Valle

Ridate credibilità al Consiglio Valle

Come anticipato ieri dal nostro giornale le trattative per la formazione della nuova giunta sono tornate il alto mare. Parte dell’Uv e parte della Lega si strizzano l’occhio. Parte dell’Uv mal sopporta Progetto Civico Progressista. Lo abbiamo scritto sempre ieri e nella serata di ieri Erik Lavevaz ha confermato all’Ansa, che ci sono due trattative aperte “su una ci sono più affinità di tipo programmatico (Lega, ndr.) e sull'altra più affinità di tipo generale (Progetto Civico, ndr)".

Il presidente dell'Union valdotaine, Erik Lavevaz, ha riassunto l'esito degli incontri con Progetto civico progressista di mercoledì e quello diieri con la Lega Vallée d'Aoste. Parlando anche a nome dei gruppi Alliance Valdotaine-Stella Alpina e Vallée d'Aoste Unie, ha aggiunto: "Con la Lega è stato un incontro proficuo, nel senso che siamo partiti dalle parti di posizionamento politico che ci dividono di più rispetto al progetto civico, con cui invece abbiamo dei problemi in ambito programmatico, e poi abbiamo fatto qualche affondo sugli aspetti programmatici: non era certo un incontro di cortesia abbiamo cercato di fare dei ragionamenti seri e di contenuto".

Oggi gli autonomisti riuniranno le delegazioni politiche allargate e la prossima settimana si terrà un altro giro di confronti.

Insomma, Uv, Alliance - Stella Alpina e VDA Unie hanno scelto la politica dei due forni per dare alla Valle d’Aosta una nuova maggioranza ed un nuovo governo, ma hanno dimenticato di accendere il forno più importante: quello della credibilità istituzionale del Consiglio Valle.

E’ tempo di voltare pagina. E’ tempo di condivisione. E’ tempo di abbattere i muri e le pregiudiziali personali e ideologiche per dare alla Petite Patrie la Seconda Autonomia. Come mi ha detto un amico viticoltore, l’esito elettorale fa pensare che è finita la prima Autonomia ed è iniziata la seconda Autonomia. Ha ragione. Ma la seconda Autonomia può decollare solo con protagonisti ricchi di credibilità, rettitudine morale e di etica politica.

Tutto questo vuole dire che prima di parlare di programmi di alleanze, di poltrone, di posti e di sottogoverno è necessario che la politica dimostri credibilità morale ed istituzionale.

E per farlo deve farlo dall’Istituzione più importante: il Consiglio Valle. Se da dopo gli anni 90 la Presidenza del Consiglio è diventata una poltrona dal potere; ora deve tornare ad essere un osservatorio indipendente di mediazione politica alla cui presidenza sia eletto un Consigliere al di sopra di ogni sospetto, che non abbia mai avuto commistioni con il potere, che non abbia pendenze con la Corte dei Conti e non abbia in corso procedimenti penali o abbia a che fare a qualsiasi titolo con la giustizia penale e amministrativa o contabile.

I risultati elettorali hanno dimostrato inequivocabilmente la disaffezione dei valdostani per la politica e quindi il compito dei partiti è quello di tornare credibili.

C’è chi ha detto che “la disaffezione nei confronti dei partiti politici richiede di essere ascoltata con attenzione, per distinguere i fermenti di rinnovamento dalle pulsioni distruttive”.

La politica si muova dunque in questa direzione. Astensionismo, disaffezione, caduta dei partiti tradizionali sono un grido di sdegno, della volontà di non fornire ulteriore legittimazione a qualcosa in cui non si ha più fiducia.

La politica dimostri serietà e di aver compreso il voto. Invece di mettere la Presidenza del Consiglio nel calderone dei posti di potere la politica ridia al Presidente del Consiglio il ruolo rappresentante del Popolo Valdostano eleggendo da subito, al di fuori del mercanteggiamento di bottega, un Consigliere che negli anni ha dimostrato onestà intellettuale; convinta battaglia alla criminalità organizzata, lungimirante e lucida analisi dei bisogni della Valle d’Aosta, forte tensione morale nel denunciare il malaffare nella pubblica amministrazione.

Il Consigliere Alberto Bertin risponde a questi requisiti.

piero.minuzzo@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore