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Consiglio Valle | 08 ottobre 2020, 05:00

Nella Lega cresce la voglia di Uv

Oggi incontro Autonomisti-Lega. Un passo a lato di Nicoletta Spelgatti potrebbe riaprire il confronto con il Leone Rampante. A distanza di due anni e mezzo si ripetono, a ruoli invertiti, le scene del 2018 quando la Lega e altri avevano posto la pregiudiziale su Rollandin che, scontata la sospensione di 18 mesi, a novembre tornerà in aula

Nella Lega cresce la voglia di Uv

Nella Lega arde sotto la cenere la voglia di Uv. Per il momento è tutto sottotraccia ma sono sempre più insistenti i segnali che giungono da Via Kaolack ad Avenue des Maquisards per riavviare il confronto per avviare una collaborazione che era stata bloccata nel 2018 dopo la vittoria alle elezioni dei leghisti. Con l’Uv di Augusto Rollandin, disse grosso modo Nicoletta Spelgatti, la pasionaria leghista. Oggi c’è chi vuole restituire alla prima donna presidente della Regione la medesima moneta; Nicoletta Spelgatti faccia un passo a lato e possiamo iniziare a sedersi ad un tavolo informale; si sente dire dalle diplomazie.

Infatti, ad Aosta in Via Kaolack la discussione è aperta. Non c’è nessuna voglia di essere relegati all’opposizione ed un segnale in tal senso emerge nell’analisi del voto registrato al ballottaggio. L’elezione di Nuti infatti ha forti sfumature verdi, ben più numerose di quelle azzurre a favore di Giovanni Girardini.

L’ipotesi che Nicoletta Spelgatti faccia un passo a lato e non rivendicare per se la presidenza della Giunta potrebbe aprire i giochi. Nell’Uv l’ipotesi Paolo Sammaritani presidente della Regione potrebbe essere presa in considerazione anche perché tra gli unionisti la fiducia nei possibili alleati della coalizione che ha eletto Gianni Nuti, sindaco di Aosta, non è così granitica come sembrava il giorno dopo le elezioni.

E meno ancora granitica è l’ipotesi di un’intesa con VdA Unie che conta tre consiglieri ma uno vale uno, con Luciano Caveri che punta alla Presidenza del Consiglio ma non può mettere sul piatto Corrado Jordan, il quale partecipa agli incontri con autonomisti con Dino Vierin, e Claudio Restano i cui destini paiono essere nelle mani di Leonardo La Torre che tiene i contatti con tutti per ottenere anche solo una poltroncina. Ma il La torre procuratore non piace a Restano che si muove in assoluta autonomia rispetto agli altri due colleghi.

Pare invece salda l’empatia politica tra Uv e Alliance Valdotaine, fermo restando che anche in Av le anime sono due: quella dell’Alpe e quella della Stella Alpina. E’ pur vero che l’edelweiss prospera sui monti; ma una cosa è la botanica altra cosa è la politica. In  Stella alpina l’antagonismo è forte per la sedia assessorile. Pierluigi Marquis non pare proprio disponibile a cedere il passo al suo segretario politico Carlo Marzi.

Intrigata anche la situazione interna a Progetto civico progressista dove stanno emergendo grandi differenziazioni tra e dentro le varie componenti. Albert Bertin pare non poter più contare sulla componente Rete civica visto l’asse preferenziale tra Chiara Minelli e Elio Riccarand. Nell’ala piddina il confronto è teso tra Paolo Cretier e Erik Guichardaz da una parte e la sinistra di Andera Padovani alla quale fa riferimento anche Jean-Pierre Guichardaz con Antonino Malacrinò. A farne le spese della lotta intestina è Sara Timpano, segretaria del partito che di voti ne ha presi solo 163, la metà di Cretier ultimo eletto della lista e che tra un paio di mese perderà anche la segreteria.

L'ultimo incontro tra gli autonomisti e Progetto Civico Progressista non ha certo soddisfatto i primi per via degli attacchi da parte di Riccarand dai quali la componete di Corso Battaglione Aosta non si è dissociata, anche se ha cercato allentare la tensione.

Un panorama che evidenzia le grandi difficoltà e perplessità che le forze politiche stanno incontrando per formare la nuova maggioranza regionale. Più passano i giorni e più aumentano le difficiltà.

I 21 voti ipotizzati il giorno dopo le elezioni (7 Uv, 7 Progetto civico, 4 Alliance Valdotaine, 3 VdA Unie) giorno dopo giorno diventano sempre più una chiemera. Per contro la prospettiva di aprire un tavolo di confronto con la Lega diventa sempre più concreta e sarà proprio l’incontro di oggi tra gli autonomisti ed i leghisti potrà gettare nuova luce su futuro governo della Petite Patrie.

Anche perché sono più i punti programmatici comuni tra Lega e Autonomisti che tra Autonomisti e Progetto Civico che pare alzare continuamente l’asticella; non si capisce se lo fa perché ha timore di governare oppure perché vuole ridimensionare gli autonomisti.

piero.minuzzo@gmail.com

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