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Mondo Artigiano | 02 ottobre 2020, 15:36

Con il Recovery Fund scelte radicali e puntare sulle piccole imprese

Con il Recovery Fund scelte radicali e puntare sulle piccole imprese

L' Italia è chiamata a “scelte radicali che siano in grado di cambiare il paradigma che ci ha visto agire negli ultimi 20 anni. È in discussione il nostro destino economico e ognuno dovrà dare il meglio di sé nell’interesse del Paese”. E’ quanto ha sottolineato Sergio Silvestrini, Segretario generale della CNA nel corso dell’audizione alla Commissione bilancio del Senato sul Recovery Fund, indicando che è “cruciale la questione dei tempi per attivare i 209 miliardi che ci auguriamo possano sommarli ai 36 del Mes”.

“Le linee guida definite dal governo per l’utilizzo dei fondi europei – ha aggiunto Silvestrini – individuano priorità che devono essere accompagnate da efficaci riforme su fisco, pubblica amministrazione, lavoro e giustizia”. Inoltre le scelte sugli interventi non potranno non tenere conto della rapidità di trasmissione di impulsi positivi all’economia”.

Secondo Salvatore Addario, presidente di Cna VdA (nella foto) “i primi passi saranno importanti anche per ridare fiducia a imprese e cittadini e rimettere in moto consumi e investimenti”.

Le ingenti risorse dovranno essere impiegate nella piena consapevolezza che per 127 miliardi si tratta di prestiti, seppure a condizioni particolarmente vantaggiose, che andranno quindi impiegati in investimenti e riforme in grado di produrre effetti permanenti sulla crescita economica dell’Italia.

Andranno altresì evitati gli errori del passato nell’utilizzo dei fondi comunitari: la dispersione in tanti rivoli e la dilatazione dei tempi. Per una vera svolta è necessario mantenere una regia centrale nel selezionare gli obiettivi di investimento, sulla base di rigorosi parametri, e attivare un attento monitoraggio della spesa.

Bene, quindi, l’impostazione del Piano per il metodo proposto che, partendo dagli obiettivi, definisce gli strumenti, i progetti, i criteri di ammissibilità e le verifiche nonché le politiche di supporto al Piano che dovrà essere applicato con il dovuto rigore ed efficienza.

Sulle sei missioni individuate dal Governo, il Segretario Generale della CNA ha messo in risalto l’importanza della formazione. Il capitale umano è il fondamento sul quale costruire il futuro. Infine si è soffermato su due aspetti cruciali per il tessuto delle piccole imprese. Il sostegno all’export ad esempio richiede strumenti di accompagnamento fatti su misura delle oltre 110mila piccole e piccolissime imprese esportatrici che, pur avendo una grandissima capacità di penetrare i mercati esteri, faticano a rendere permanente la loro presenza negli stessi. “Sono le piccole imprese, con la loro artigianalità il cuore pulsante del Made in Italy che tutto il mondo guarda con ammirazione”.

Infine particolare attenzione merita il tema della patrimonializzazione.  “Vanno modificati gli attuali istituti e strumenti poco efficaci e discriminatori a danno delle imprese più piccole. Strategico è il rafforzamento delle filiere prestando però attenzione a non favorire processi di ulteriore gerarchizzazione delle relazioni tra imprese, che risulterebbero utili solo al capo-filiera per mantenere ancor più stretto e funzionale il controllo sulle imprese sub-fornitrici.

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