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CRONACA | 30 settembre 2020, 21:42

Nuti e Borre si fanno in tre sui manifesti. Girardini vittima di vergognosi attacchi omofobi

Per una probabile errata interpretazione della legge elettorale nella parte delle affissioni in città sono comparsi mega manifesti, forse irregolari, di Nuti e Borre. Nel frattempo una vergognosa campagna omofoba contro Girardini evidenzia l’inciviltà che serpeggia sui social stigmatizzata da Vittorio Sgarbi

I tecnici della affiggioni al lavoro per sistemare il manifesto di Nuti - Borre

I tecnici della affiggioni al lavoro per sistemare il manifesto di Nuti - Borre

Il manifesto presumibilmente irregolare

Hanno dovuto riprendere secchio della colla e nuovi manifesti gli esperti delle affissioni ingaggiati dalla coalizione che sostiene Gianni Nuti e Josette Borre nel ballottaggio con Giovanni Girardini e Roberta Carla Balbis per la carica di Sindaco e Vice sindaca di Aosta. Infatti i manifesti di Nuti e Borre pare siano irregolari in quanto occupano tre spazi sui tabelloni elettorali anziché uno.

Così hanno dovuto dopo due giorni dividere il mega manifesto in tre, ovvero della misura degli spazi assegnati. Della cosa se ne occupa l’Ufficio elettorale e non è escluso che Gianni Nuti e Josette Borre vengano sanzionati dal Prefetto per irregolarità nella comunicazione elettorale.

La presunta irregolarità è nulla in confronto alla violenta e vergognosa campagna omofoba contro Giovanni Girardini che intasa i social. Quando in campagna elettorale si usano armi omofobe significa che l’avversario trema.

Ma è stupefacente che nessuno abbia espresso pubblicamente solidarietà a Giovannini, che se tra sforma Aosta come ha creato Viale Conte Crotti allora sì che si può parlare di Aosta Capitale del bello.

((Il manifesto dopo essere stato diviso in tre)

Ha ragione Vittorio Sgarbi quando definisce la campagna omofoba contro Girardini "anacronistico moralismo da sagrestia".

Infatti È inaccettabile il tentativo di delegittimazione in corso in queste ore nei confronti del candidato sindaco di “Rinascimento”, Giovanni Girardini.

"Infatti - aggiunge Sgarbi - diffondere il video in cui lo si vede ballare vestito da donna nulla dimostra se non il grave pregiudizio omofobo non solo dei suoi avversari politici, ma, cosa ancora più esecrabile, da parte di autorevoli organi di informazione che non dovrebbero prestarsi  a simili operazioni.

(Nella foto Giovanni Girardini e Roberta Carla Balbis)

Mentre autorevoli esponenti del mondo dell’arte, della cultura e persino delle istituzioni ogni giorno, in tutto il mondo, rivendicano la propria identità sessuale senza timore di dover essere trattati come appestati, - osserva Sgarbi - c’è chi qui da noi alimenta un anacronistico  moralismo da sagrestia,  come non si vedeva negli anni ‘60.

Piena solidarietà a Giovanni Girardini nella consapevolezza che se gli argomenti contro di lui sono i balli in maschera, i suoi avversari - e chi li spalleggia - sono davvero dei poveracci”, conclude Sgarbi.

pi.mi.

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