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ATTUALITÀ | 30 settembre 2020, 18:48

Don Claude Duverney, parroco di St-Rhémy e St-Oyen, in udienza dal Papa dopo un viaggio di 1000 km a piedi

Il sacerdote valdostano ha compiuto oggi 80 anni; 'noi sacerdoti siamo chiamati a testimoniare la bontà di Cristo tra i sofferenti, in ogni momento della nostra vita'

Da sn Mario Deffeyes, Corrado Jordan, Maddalena Lettry, Claude Duverney, Albert Lanièce e Ivo Collé

Da sn Mario Deffeyes, Corrado Jordan, Maddalena Lettry, Claude Duverney, Albert Lanièce e Ivo Collé

"Percorrere più di mille chilometri lungo la Via Francigena è stata certamente una fatica, non lo nego. Ma è stata ripagata nel migliore dei modi perchè, volendo il Signore, ho potuto incontare Papa Francesco in Vaticano e vivere con lui qualche minuto di intensa spiritualità". Lo ha detto ad Aostacronaca.it il parroco di Saint-Rhémy-en Bosses e Saint-Oyen, Claude Duverney, già missionario in Senegal, che  partito a fine agosto dalla sua parrocchia ha percorso a piedi 1004 km della Via Francigena scendendo dal Gran San Bernardo fino a Roma, dove ad attenderlo ha trovato il senatore Albert Lanièce, l'ex consigliere regionale valdostano Ivo Collé, che da anni lavora nella Capitale e i valdostani Mario Deffeyes e Maddalena Lettry.

Duverney oggi mercoledì 30 settembre, giorno del suo 80esimo compleanno, è stato ricevuto in udienza dal Santo Padre: "Mi ha chiesto della mia esperienza di viaggio - racconta il parroco - si è interessato alla mia iniziativa per la quale avevo iniziato a progettare tragitto e organizzazione un anno fa. Ho voluto ripercorrere le tappe della Via Francigena con l'umile spirito del pellegrino desideroso di vivere la spiritualità in modo diverso dal contesto liturgico ordinario. Credo di esserci riuscito e di questo anche Papa Francesco si è rallegrato con me".

Il 29 luglio 2015 è stato istituito il Fondo Amici di Don Claude Duverney, finalizzato alla promozione e al supporto delle attività umanitarie e di cooperazione allo sviluppo avviate e sostenute dal sacerdote, che ha operato come "Fidei donum" presso la Diocesi di Kaolack in Senegal.

"C'è tanto da fare nel Mondo per portare la testimonianza della bontà di Cristo in maniera tangibile fra le popolazioni sofferenti - sottolinea il parroco di St-Rhémy e St-Oyen - e noi sacerdoti siamo chiamati a questa testimonianza di fede costantemente, in ogni momento della nostra vita".

p.g.

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