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ATTUALITÀ POLITICA | 26 settembre 2020, 19:27

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTITA: Rc, 'Aosta, un voto contro'

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTITA: Rc, 'Aosta, un voto contro'

La questione del ballottaggio al Comune di Aosta richiede – data la sua importanza – una attenta considerazione. I capisaldi cui far riferimento sono, per noi, il carattere antifascista delle istituzioni e la salvaguardia degli spazi democratici.

Per quanto riguarda il primo aspetto, è inaccettabile, da parte dei candidati sindaci,  qualsiasi atteggiamento possibilista nei confronti di profferte  -  per quanto “disinteressate”- di sostegno da parte di forze politiche che o si richiamano, direttamente, nella simbologia ad organizzazioni neofasciste – la mussoliniana fiamma tricolore di Fratelli d’ Italia o che strizzano l’ occhio a formazioni (CasaPound) esplicitamente fasciste, come fa la Lega che li accoglie volentieri nelle sue liste.  

E’ una pregiudiziale irrinunciabile. Per quanto riguarda il secondo aspetto, sappiamo, per esperienza diretta, che troppe volte nelle realtà amministrate da queste forze  viene messa a rischio l’ agibilità democratica per chi non accetta lo stato di cose presente. Senza contare gli atteggiamenti persecutori nei confronti dei più deboli.

Dunque chiediamo un voto CONTRO chi non prende le distanze più ampie possibili da simili soggetti e non respinge esplicitamente le loro profferte Questo non significa che chiediamo un voto PER chi, a causa dei meccanismi elettorali, rappresenta l’ alternativa ad uno schieramento per noi inaccettabile.  Ci sono troppe questioni, sia di carattere locale che nazionale per cui ci sentiamo distanti dallo schieramento alternativo alla lista seconda arrivata. Questo però non ci impedisce di vedere che sul piano del rispetto della vita democratica tra una parte e l’ altra c’ è un fossato.

La crisi in arrivo impone, a chi vuole cambiare lo stato di cose presente, di cercare di mantenere il massimo di agibilità politica possibile e questo, allo stato attuale,  si può fare solo impedendo la vittoria di chi non respinge a priori qualsiasi possibile convergenza con forze che in qualche modo al fascismo ed al razzismo fanno riferimento.  

Anche se è passato molto tempo, per noi resta sempre valido l’ insegnamento di Giancarlo Pajetta. “Con i fascisti abbiamo finito di parlare il 25 Aprile del 1945.” Una regola a cui attenersi scrupolosamente.          

info Rifondazione comunista

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