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ECONOMIA | 21 settembre 2020, 13:09

Crollata di quasi il 44% occupazione settore turistico nella stagione invernale 2019-2020

La percentuale in termini assoluti significa oltre 1500 occupati in meno. A dirlo è l'Osservatorio del Mercato del Lavoro dell’Ente Bilaterale del Turismo (OML-T) dal quale si evidenzia lo stato di criticità che attraversa il settore

Roberto Canale, Direttore dell’Ente Bilaterale del Turismo (OML-T). I grafici sono tratti dal rapporto elaborato a cura della Direzione dell’E.B.R.T.

Roberto Canale, Direttore dell’Ente Bilaterale del Turismo (OML-T). I grafici sono tratti dal rapporto elaborato a cura della Direzione dell’E.B.R.T.

L'Osservatorio del Mercato del Lavoro dell’Ente Bilaterale del Turismo (OML-T) ha realizzato un interessante e utile monitoraggio del mercato del lavoro e della situazione economica e occupazionale regionale nell’ambito del settore turistico.

Henri Dondeynaz, pres, Ente Bilateriale Turismo

Nonostante sia limitato alle aziende che, avendo dipendenti, versano le quote all’Ente, rappresenta un valido quanto autorevole punto di partenza per i Consiglieri regionali che partecipazioni politiche per il rilancio dello sviluppo regionale valdostana e per un settore, quello del Commercio e Turismo, che rappresenta la spina dorsale dell’ economia valdostana. Il rapporto raccoglie i dati della stagione invernale 2019/20 e li mette a confronto con i dati della stagione estiva precedente.

“Il confronto delle due stagioni – si legge nella relazione di Roberto Canale, Direttore generale dell’Ente Bilaterale del Turismo (EBRT)  - indica una variazione in positivo nel numero delle aziende iscritte all’Ente, che passa da 1038 a 1051. Tale dato rileva la differenza tra le 155 aziende che hanno iniziato o ripreso ad effettuare i versamenti nella stagione invernale 2019/20 e le 142 aziende che hanno invece cessato di versare le quote. Il documento evidenzia come alla stagione invernale precedente il settore turistico ha subito un vero e proprio crollo dell’occupazione.

Infatti, il numero medio di dipendenti è sceso del 43,5%; passando dai 5484 dell’inverno precedente ai 3097 dell’inverno 2019/20.

“Ovviamente – precisa na nota che accompagna lo studio – il lockdown ha influito in maniera pesante sul numero medio di dipendenti”. L’inverno 2020 ha avuto un ottimo inizio tanto che nel mese di gennaio 2020 il numero di dipendenti ha superato quello della stagione precedente di quasi il 4%, mentre nel mese di aprile 2020, in pieno lockdown, il numero di dipendenti è sceso a727 unità, pari al 16,3% del numero di dipendenti registrati ad aprile 2019. (Nella foto Isabelle Monique Buillet, pres. Ente bilaterale Commercio)

Altro dato significativo e da tenere in considerazione riguarda la concentrazione di dipendenti; nonostante la più grande si riscontri nel settore alberghiero, il comparto del commercio e del turismo, per quanto riguarda il livello occupazionale si avvicina sempre più a quello alberghiero. Dal monitoraggio emerge che raggruppando gli alberghi, i campeggi, i rifugi alpini e altre strutture ricettive, la ricettività ha occupato ben 1626 dipendenti, pari al 53% del totale degli occupati.

Sommando i pubblici esercizi e le agenzie viaggi si raggiungono 1409 dipendenti che rappresentano il 47% del totale dei dipendenti. E di questo la politica deve tenerne in debita considerazione.

pi.mi.

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