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CULTURA | 17 settembre 2020, 15:34

Bruno Baratti a Genova con l'installazione sonora 'La Cura'

Occupazione attiva che avviene quando l’attenzione è riposta nei confronti di qualcuno o qualcosa, il gesto di “curare” evoca parole quali: interessarsi, predisporre, custodire, conservare, raccogliere, affidarsi, vigilare, osservare

Bruno Baratti

Bruno Baratti

LA CURA rappresenta la sintesi del concetto di “Interessamento solerte e premuroso per oggetto o persona, che impegna sia il nostro animo sia la nostra attività”. Bruno Baratti - artista esperto in comunicazione, spiega così la sua nuova sperimentazione che presenterà alla mostra Code War Project 2020 di Genova, dal 25 al 27 settembre.

L’installazione sonora, realizzata da Bruno Baratti di Aosta, è stata selezionata a seguito della Call per artisti organizzata da Code War Project per la mostra “Il Canto del merlo” che si terrà a Genova Quarto nella sede dell’Ex Ospedale psichiatrico e sarà al centro di tre giorni dedicati alla musica elettronica, con eventi serali ai quali parteciperanno importanti musicisti della scena elettronica italiana.

"LA CURA - aggiunge Baratti - è un’installazione programmata per attivarsi automaticamente a intervalli regolari somministrando “cure sonore concrete” al visitatore, che partecipa attivamente al progetto dovendo porsi, al pari del soggetto accudito, in condizione di attesa fino al momento della somministrazione e quindi in situazione di ricezione acustica e visiva".

Come accade nella vita, la percezione del beneficio non è mai immediata e il periodo di attività dell’opera termina senza apparenti vantaggi sensibili. La vita di un soggetto che necessita di cura, in condizione di ricovero e assistenza sia in struttura organizzata sia domestica, viene scandita dai momenti nei quali LA CURA viene erogata. Il resto del tempo si caratterizza per l’attesa con tutte le sue implicazioni correlate.

La durata della “cura sonora” è di 10 minuti per ogni intervallo. Spetta al visitatore, una volta conosciuti gli orari, farsi trovare pronto per l’assunzione dei suoni, asettici e non melodici.

Flaconcini medicinali, come quelli normalmente usati per contenere sostanze curative liquide, sono sospesi con sottili fili. Due solenoidi, collegati a un dispositivo che li comanda, percuotono i flaconcini provocando lo spostamento casuale dei restanti e producendo rumori ritmici che, opportunamente amplificati ed elaborati da sintetizzatori elettronici opportunamente programmati, vengono diffusi nell’ambiente creando un ritmo surreale e ipnotico.

Alla mostra “Il Canto del merlo” curata da MIXTA esporranno: Alessandro Bartolena (IT): Trittico Aereo, installazione, Anton Karyuk (UKR): Stick and carrot, installazione, Basso, Carbone (IT): Labirintico, installazione, Basso, Ferrari, Persico, Todd, Ulivi (IT): Revolving Doors, performance, Bruno Baratti (IT): La cura, installazione, Kuri Sohn (DE): Extended Nature, installazione, Milotta / Donchev, Davide Cangelosi (IT): Neanche così mi ascolteranno, installazione e performance.

Programma e informazioni sull’evento e sui live set sono disponibili alla pagina https://www.facebook.com/codewarproject/

red. pi.

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