/ ECONOMIA

ECONOMIA | 10 settembre 2020, 12:09

Positivo il turismo di agosto in Valle ma la boccata di ossigeno non cancella le preoccupazioni

Dall'ultima indagine Adava emerge che il 28,99% dei gestori e albergatori ha dichiarato un fatturato in linea con quello di agosto 2019, il 36,96% ha registrato un risultato positivo con aumenti compresi tra l’1% e il 15% e il 13,77% ha realizzato un incremento molto positivo superiore al 15%).

Vertici Adava (al centro Filippo Gérard) durante un'assemblea associativa (foto di repertorio)

Vertici Adava (al centro Filippo Gérard) durante un'assemblea associativa (foto di repertorio)

Anche se di poco più luci che ombre, nonostante le tante incertezze del periodo, dall'indagine dell'Associazione degli albergatori valdostani-Adava tra le strutture ricettive associate nel settore alberghiero, extralberghiero, dell’open air e attività agrituristiche estesa ai mesi di luglio e agosto.

Il focus è stato incentrato sull’andamento delle prenotazioni per la stagione invernale 2020/2021 e l’accesso alle misure regionali anticrisi.  

Tra le oltre 800 strutture ricettive associate è stato coinvolto un campione rappresentativo composto da 280 attività. Alla domanda su quale sia stato l'andamento del fatturato nel mese di luglio 2020 rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, a parte un 26,45% che si è dichiarato in linea con il 2019, prevalgono le risposte negative: il 21,01% degli intervistati ha registrato una contrazione compresa tra il -1% e il -15%, mentre il 32,25% ha definito l’andamento molto negativo con un decremento superiore al -15%.  

Decisamente migliori sono i risultati registrati nel mese di agosto 2020. Il 28,99% ha dichiarato un fatturato in linea con quello di agosto 2019, il 36,96% ha registrato un risultato positivo con aumenti compresi tra l’1% e il 15%, mentre solamente il 13,77% ha realizzato un incremento molto positivo (superiore al 15%).

Permangono in ogni caso gli imprenditori che hanno dichiarato un calo compreso tra il -1% e -15% rappresentato dall'11,59% del campione intervistato, mentre il 6,52% ha dichiarato una preoccupante diminuzione di fatturato superiore al -15%.   Per quanto riguarda invece la previsione di chiusura della stagione estiva: il 9,42% ha dichiarato di aver già chiuso a fine agosto, il 24,28% chiuderà entro il 15 settembre, il 21,74% entro fine mese, mentre il 36,59% ha dichiarato di voler chiudere dopo il 30 settembre nella speranza di poter recuperare, almeno in parte, quanto perso a giugno e a luglio.  

Relativamente all'andamento delle prenotazioni per la stagione invernale 2020/2021, il 24,64% ha registrato una tendenza in linea con lo stesso periodo dell'anno precedente, mentre 64,13% ha evidenziato un andamento negativo (30,07%) o molto negativo (34,06%).  

Riguardo alla provenienza delle prenotazioni sempre per l’inverno, ribaltando la tendenza normalmente registrata nei periodi pre-covid, sono gli italiani a rappresentare la maggioranza della domanda con un 64,13%, rispetto ad un 19,57% degli stranieri (il 16,30% non ha invece dato indicazione rispetto alla provenienza).  

Rispetto alla precedente indagine, abbiamo chiesto ai nostri associati a quali delle misure regionali anticrisi sono riusciti ad accedere (o per le quali hanno comunque i requisiti per accedervi). Tenendo conto del fatto che le 280 strutture ricettive che hanno partecipato al sondaggio avevano la possibilità di risposta multipla su più misure, i risultati (non in percentuale) sono stati i seguenti: bonus imprese (190), sospensione rate mutui Finaosta (105), incentivi alle assunzioni (77), contributi acquisto prodotti locali (64), accesso al credito per esigenze di liquidità (51), contributo 50% per spese funzionali a garantire rispetto misure sicurezza (47) e il bonus bed & breakfast (11).  

Il 29,71% del campione ha poi dichiarato di aver avuto accesso ad una sola misura, il 22,46% a due, il 18,84% a tre, il 10,87% a quattro, il 3,26% a cinque, l’1,09% a sei, il mentre l’11,59% delle strutture associate intervistate ha invece dichiarato di non aver avuto accesso ad alcuna misura regionale anticrisi.  

"Se teniamo conto della situazione da cui siamo partiti e del clima che si percepiva sino a pochi giorni prima dell’avvio di stagione -  ha commentato il presidente Adava, Filippo Gérard - i risultati sinora registrati sono abbastanza positivi e hanno fornito una boccata d’ossigeno ad un settore economico che, a livello nazionale, rimane comunque tra i più colpiti dagli effetti della pandemia".

Dopo un avvio di stagione a rilento, prosegue Gérard, "le nostre destinazioni hanno sicuramente cominciato ad accogliere numerosi ospiti provenienti quasi totalmente dal mercato interno italiano. Il mese di agosto ha fatto registrare un’affluenza decisamente importante con destinazioni in molti casi al completo. Se parliamo però di fatturati, è chiaro che un mese di agosto, per quanto eccezionale, non può cancellare un mese di giugno inconsistente e un luglio decisamente sottotono, come non si possono non registrare le difficoltà dei colleghi di Aosta e delle località di fondo valle (che hanno lavorato sostanzialmente solo ad agosto) o delle strutture ricettive con ristorante o con centro benessere che hanno dovuto lavorare a metà regime a causa dei vincoli stringenti imposti dai protocolli di sicurezza anti-covid".

Adava attende ora i dati di settembre, "ma è chiaro  - sottolinea il presidente - che senza la clientela straniera che solitamente rappresenta lo zoccolo duro in termini di presenze in questo periodo, le aspettative non sono rosee".

Per quanto riguarda le previsioni per la prossima stagione invernale, dai risultati emersi la situazione pare in effetti più complessa: l’incertezza generata dal drastico calo delle domanda da parte della clientela straniera è fortemente preoccupante, soprattutto per le località turistiche che negli anni hanno sempre più indirizzato il prodotto sci oltre i confini nazionali, penso ad esempio a Courmayeur, Cervinia, Gressoney e Ayas. Destinazioni che tenuto conto dell’indotto generato sono la spina dorsale del fatturato regionale del settore turistico.  

"Sarà particolarmente importante che, subito dopo le elezioni regionali - conclude Gérard - la prossima giunta che si insedierà lavori ad un piano strategico di rilancio del settore, con sostegni mirati agli investimenti e all’occupazione, nonché iniziative indirizzate al rinnovamento delle nostre strutture che siano premianti dell’imprenditorialità e non semplice assistenzialismo che non produce alcun valore sul lungo termine".

Altra priorità sarà poi portare a compimento la riorganizzazione e riforma del sistema turistico regionale attraverso l’individuazione di un unico soggetto che assuma direttamente le funzioni di coordinamento e promozione di tutta l’offerta artigianale, agricola, turistica e culturale valdostana.

L'Adava è "come sempre disponibile e pronta a collaborare con i nostri nuovi referenti istituzionali in maniera seria, propositiva e costruttiva, nell’interesse della propria categoria e dell’intera comunità valdostana".

red. eco.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore