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Confcommercio VdA | 01 settembre 2020, 09:58

Per il Covid-19 persi in Valle d’Aosta 450 milioni di euro circa 3.500 euro a testa a fronte di una media nazionale di 1.900 euro

Dominidiato ‘Servono provvedimenti più incisivi e rapidi nella loro applicazione. Fisco e burocrazia rallentano la crescita urge trovare la soluzione”

Al centro Graziano Dominidiato con Adriano Valieri (direttore generale) e Beppe Sagaria, ultimo a destra, vice presidente vicario

Al centro Graziano Dominidiato con Adriano Valieri (direttore generale) e Beppe Sagaria, ultimo a destra, vice presidente vicario

E’ un effetto-Covid a diverse velocità quello che emerge dall'analisi dei consumi nelle regioni italiane per il 2020: se a livello nazionale la previsione è di un calo del 10,9%, pari a una perdita di 116 miliardi, 1.900 euro pro capite in Valle d’Aosta la perdita stimabile è di 450 milioni di euro con un peso pro capite di circa 3.500 euro a fronte di una media nazionale di 1.900 euro.

Tabella consumi elaborazione Centro Studi Confcommercio

I numeri, frutto dell’elaborazione dei dati sui consumi 2020 dell’Ufficio Studi di Confcommercio, fanno emergere che la Valle d’Aosta, rispetto allo scorso anno ha perso il 14,2%, 3 punti in più della Lombardia, e non consola il fatto che davanti alla nostra regione in termini percentuali di perdita vi sia il Trentino Alto Adige con il 16% ed il Veneto con il 15% a fronte di una media nazionale del 10,9%.

“La situazione – commenta Graziano Dominidiato, Presidente di Confcommercio - Fipe VdA  è sconfortante tanto più che ai fatti di oggi ed in tutti i territori, per differenti ragioni, dovrebbero trascorrere almeno cinque anni per tornare ai livelli di spesa pro capite del 2019”.

Una valutazione che per la quale Dominidiato ribadisce, come ha già illustrato nella prima fase di incontri con i candidati alle elezioni regionali e comunali, la necessità di “urgenti riforme strutturali, da finanziare in parte con i fondi europei, per tornare a crescere a ritmi più coerenti con le legittime aspettative di famiglie e imprese; ma soprattutto è necessario, soprattutto a livello locale sciogliere il nodo della burocrazia non più in grado di dare risposte tempestive agli imprenditori e alle famiglie  come richiede la crisi”.

Le valutazioni del Centro Studi Confcommercio proiettano meccanicamente nel futuro performance passate assolutamente insoddisfacenti e rendono sempre più urgenti e necessarie riforme in grado di mutare la produttività del sistema Italia per evitare di riprendere, dopo la pandemia, il percorso di crescita esangue sperimentato nel passato.  

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