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Le Maitre contable | 17 agosto 2020, 12:18

L'OPINIONE DEL COMMERCIALISTA PAOLO LAURENCET: Italia fragile con troppe incertezze

Quella che si è appena conclusa è stata una settimana senza grosse novità sia sul piano politico che economico, almeno a livello nazionale. C’è da chiedersi se sia un bene o un male. L’adagio popolare recita “nessuna nuova, buona nuova”.

L'OPINIONE DEL COMMERCIALISTA PAOLO LAURENCET: Italia fragile con troppe incertezze

Certamente ci sono segnali di risveglio dell'Italia seria, quella che lavora, produce, studia e fatica. Dalla manifattura al turismo, dai servizi alla cultura, dalle start up alle professioni sono tante le storie di come il Paese provi a rilanciare l’economia colpita duramente dalla pandemia. Sono tutte situazioni però che attengono all’iniziativa imprenditoriale, al desiderio e alla voglia di ripartire a prescindere dalla politica e dalle istituzioni che continuano a dimostrarsi assenti o comunque maggiormente concentrate sulle questioni di palazzo e sulla gestione del potere.

Facendo un’analisi più ampia, non so se le cose stiano andando sempre peggio, di sicuro, il ferragosto del 2020 trova un’Italia fragile e con tante, troppe incertezze sul proprio futuro.

Sono stati prolungati sia il divieto ai licenziamenti che la cassa integrazione in deroga, però incredibile solo a pensarlo, non riusciamo nemmeno a spendere i soldi che abbiamo:1,8 milioni di assegni della CIG non sono ancora arrivati e 9 mila laureati in medicina aspettano invano una borsa di specializzazione.

Per quanto riguarda la scuola i messaggi continuano ad essere vaghi e contraddittori e tutto ciò a danno soprattutto delle famiglie italiane già in difficoltà ad organizzarsi per gestire i tempi dello smart working. Anche i dossier industriali paiono irrisolti, da ILVA ad Alitalia e Autostrade, sono impantanati. Persino il Recovery Fund, presentato come la vincita di una lotteria plurimilionaria sembra deludere le aspettative.

L’ennesimo decreto, siamo a quello di agosto, porta in dote, salvo intese, il rinvio degli acconti in scadenza il 30 novembre. Purtroppo non salgono sul carrozzone del provvedimento, il rinvio del saldo per l’anno 2019 e del primo acconto che mantengono le scadenze originarie del 20 luglio e del 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40%. L’Esecutivo non rinuncia al proprio gettito non curandosi della crisi di cassa che attanaglia le imprese italiane.

C’è da sperare che la temuta seconda ondata dell’epidemia non si verifichi o comunque che non sia tanto grave quanto la prima. Pare evidente che il nostro Paese non è pronto ad affrontarla sia sul piano sanitario che economico. Non saremmo assolutamente in grado di sopportare e superare un’altra serrata delle nostre attività economiche.

L’unica nota stonata riguarda la vicenda dei parlamentari che hanno incassato il bonus da 600 euro erogato dall’INPS a favore delle partite IVA. Non è una questione di legalità. Se hanno ricevuto il contributo significa che avevano i requisiti così come tutti gli altri imprenditori. Probabilmente è più un fatto di opportunità: parlamentari che beneficiano di uno stipendio fisso tra i più elevati in Italia, dovevano proprio richiedere anche i 600 euro, per quanto ne avessero diritto in termini di legge? Rimane una valutazione personale. Ciascuno è libero di farsi la propria idea.

In generale non sono incline ad esprimere giudizi. Meno accettabili le scuse che i suddetti parlamentari hanno addotto per giustificarsi, sempre che ce ne fosse motivo. Tanto per cambiare la colpa è ricaduta sui  commercialisti rei di aver inoltrato la domanda a loro insaputa. Su questo punto giova ricordare che, per espressa previsione di legge, non eravamo stati abilitati a predisporre le domande quali intermediari. Questo significa che senza l’esplicita richiesta di assistenza da parte del cliente eravamo impossibilitati a trasmettere la domanda. Inoltre non era stato nemmeno previsto l’invio massivo delle medesime. Altri hanno dato la colpa alla complessità della norma, sostenendo che la legge scritta male ha consentito loro di ottenere il bonus. Peccato che la maggior parte di questi sono esponenti della maggioranza e quindi estensori del testo che essi stessi riconoscono scritto male.

Ritengo che la questione non siano tanto i 600 euro, quanto il comportamento che ormai ha assunto la nostra classe dirigente. Non serve lamentarsi, così come poco conta la gogna mediatica passeggera cui costoro potranno essere sottoposti.

Se si vuole cambiare l’unica via percorribile è l’urna elettorale. A settembre si vota in 7 regioni e prima o poi mi auguro noi cittadini torneremo a poter scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento. Sarà in quei momenti che dovremmo ricordarci di tutti questi fatti ed esprimere le nostre preferenze. Errare è umano, perseverare diabolico, stupido lamentarsi se ci si ostina a sostenere chi non si è dimostrato all’altezza.

Per quanto riguarda i fatti valdostani, dal 18 agosto sarà possibile richiedere il contributo a fondo perduto destinato ad imprese, autonomi e liberi professionisti. Capisco che siamo in campagna elettorale però tutta questa fretta, considerato l’enorme ritardo è poco comprensibile. Si poteva attendere il mese di settembre. Il solo risultato è che si è, qualora ce ne fosse bisogno, appesantito il lavoro di noi commercialisti valdostani. Come i colleghi nazionali siamo alle prese con un calendario di scadenze fittissime una delle quali è il 20 agosto, in più abbiamo vinto in premio anche quella di martedì prossimo. Poco ragionata anche la richiesta dello Spid o della carta nazionale dei servizi per l’accesso alla pagina web dedicata alle domande di contributo. Forse in un mondo perfetto imprese, autonomi e liberi professionisti ne sono dotati. Peccato che la realtà sia ben diversa e lo testimonia il boom di richieste dello Spid che il sito delle Poste Italiane ha registrato a ridosso di ferragosto.

Molti sono i dubbi sul fatto che ci siano risorse economiche per tutti coloro che hanno i requisiti. E’ prevedibile che intorno alle ore 14 del 18 agosto il sito della Regione vada in tilt per via del numero di domande che più o meno contemporaneamente arriveranno. Lista Civica in settimana è tornata sul tema del click day chiedendo rassicurazioni sul fatto che tutte le domande possano essere soddisfatte e nessuno rimanga a bocca asciutta.

Ci si dimentica che il centrodestra era intervenuto prima dell’approvazione della legge e con emendamento aveva proposto una revisione dell’intensità dei contributi proprio perché nessuno rimanesse escluso. Allora si era preferito fare orecchie da mercante ed approvare una legge di cui troppi articoli ora sono in discussione.

Comunque sia domani dalle ore 14 parte la corsa all’oro, armiamoci di Spid e di molta pazienza. Quali saranno le tastiere più veloci della Valle?

 

   

Paolo Laurencet

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