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Consiglio Valle | 08 agosto 2020, 15:17

Elezioni: Aosta; il centrodestra vuole tornare alla politica del tombino

Ambiente, riqualificazione urbana e sociale, sicurezza sono i tre pilastri del programma di Paolo Laurencet e Renato Favre, candidati sindaco e vicesindaco

Paolo Laurencet e Renato Favre

Paolo Laurencet e Renato Favre

"Rispolverare la capacità degli amministratori comunali di occuparsi anche della cosiddetta ‘politica del tombino’, ultimamente quasi presa in giro dai nuovi politici rottamatori". E' l'obiettivo dichiarato nel corso di una conferenza stampa dal candidato sindaco al Comune di Aosta Paolo Laurencet e dal candidato vicesindaco Renato Favre, che corrono per il centrodestra composto da Forza Italia e Fratelli d'Italia alle elezioni comunali del prossimo 20 settembre.

Nel giardino del Bataclan di Aosta a fare gli onori di casa e presntare i candidati alla stampa, la presidente del Consiglio Valle e coordinatrice di Forza Italia Emily Rini e Alberto Zucchi, coordinatore di Fratelli d'Italia.

Paolo Laurencet è docente universitario, dottore commercialista specializzato in Amministrazione e gestione aziendale; ha ricoperto ruoli di vertice in importanti aziende e società valdostane. Renato Favre fu eletto per la prima volta nel Consiglio comunale di Aosta nel 1990 nelle fila dell'Uv e concluse la sua carriera di amministratore e consigliere nel 2010 come presidente del Consiglio comunale.

"Noi siamo per la politica delle maniche rimboccate e della testa e del cuore calati nella quotidianità cittadina; vedere Aosta nelle condizioni attuali di trascuratezza e incuria ci fa male al cuore - ha detto Laurencet - e dovrebbe fare male al cuore di tutti coloro che Aosta la abitano e la vivono. Perché Aosta e gli aostani meritano di meglio, e come loro meritano di meglio anche i turisti che la visitano e la visiteranno".

Per Favre "i politici rottamatori non hanno capito che la ‘politica del tombino’ altro non è che la capacità di mettersi al servizio dei propri concittadini a partire dai piccoli problemi quotidiani. Che a volte sono quelli maggiormente avvertiti e più semplici da risolvere, se ci fosse soltanto qualcuno che ci pensa e che interviene".

Laurencet ha poi invitato gli elettori a dire "basta a un’amministrazione comunale chiusa negli uffici all’Hotel de Ville perché più attenta ai social che non al territorio" perchè l’amministratore comunale deve tornare a consumare "le solette delle scarpe in giro per Aosta e in giro nelle frazioni, perché la vita vissuta di Aosta e degli aostani la si capisce soltanto toccandola con mano, non certo battibeccando sui social chiusi nei propri uffici in piazza Chanoux".

Più in generale, per il centrodestra "serve un ritorno alla politica cittadina seria e umile, visto che coloro che, anche ultimamente, sono entrati in municipio ad Aosta vestendo i panni dei gran rottamatori, come abbiamo potuto vedere ne sono poi usciti rottamati dai cittadini aostani e dai loro stessi partiti".

Scendendo nel particolare dello stato di abbandono in cui versa la città, i due candidati hanno stigmatizzato "il verde pubblico lasciato spesso e volentieri all’abbandono, un arredo urbano spesso e volentieri discutibile e quasi mai condiviso con chi la città la vive veramente, una manutenzione delle opere viarie a dir poco disastrata e una gestione degli impianti sportivi che fa acqua da tutte le parti".

Infine grande attenzione alla sicurezza, per questo, tra l'altro, il centrodestra si impegna a potenziare l'illuminazione pubblica, soprattutto nelle aree più a rischio, ad estendere la rete di videosorveglianza perchè i i cittadini "hanno il diritto di percorrere senza timori e senza angosce le vie cittadine, senza trovarsi ad avere a che fare con balordi e malintenzionati".

red. pol.

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