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Confcommercio VdA | 07 agosto 2020, 14:55

La Carta di Confcommercio VdA 2020-2025 per rilanciare la ripresa

In vista delle elezioni regionali e comunali del prossimo 20-21 settembre, il Comitato di Presidenza di Confcommercio VdA, si è riunito in rappresentanza delle oltre 1500 imprese associate e attive su tutto il territorio della Valle d’Aosta

La Carta di Confcommercio VdA 2020-2025 per rilanciare la ripresa

Confcommercio VdA è la più grande rappresentanza di impresa attiva in Valle d’Aosta e intende instaurare e rafforzare il dialogo con le forze politiche oltre ad ascoltare le proposte, i programmi, le idee dei partiti che si candidano a governare la regione ed i Comuni, in particolare il Comune di Aosta.

A seguito dell’epidemia Covid-19 ci troviamo a fare i conti con una recessione lunga e dolorosa; la Valle d’Aosta si trova ora ad affrontare la sfida di stimolare l’occupazione, la crescita e gli investimenti. Questa deve essere la priorità ed il commercio è uno dei pochi strumenti che consente di rilanciare l’economia senza gravare sui bilanci pubblici.

Lo sviluppo economico, l'innovazione, l'agenda digitale, l'internazionalizzazione, la gestione dei fondi europei e degli incentivi alle imprese, le reti di impresa e i nuovi modelli aggregativi tra imprese sono dunque tematiche alle quali la Regione deve guardare ed intervenire con rapidità ed efficacia per evitare il tracollo di un settore che è la spina dorsale del sistema Valle d’Aosta.

In materia di innovazione, in particolare, Confcommercio-Imprese per l'Italia è impegnata da anni per una profonda rivalutazione, a tutti i livelli, dell'innovazione nei servizi, meno studiata e meno conosciuta rispetto alla più tradizionale innovazione "manifatturiera", sia a livello accademico che di policy makers, anche a causa di antichi pregiudizi.

          Più in generale le priorità che Confcommercio VdA indica ai partiti ed ai candidati alle elezioni regionali e comunali sono: fisco, lavoro, abusivismo/legalità e condivisione delle decisioni e delle scelte che riguardano i vari aspetti dei comparti del commercio, della ristorazione, turismo e del Terziario in generale.

 A tal proposito il Comitato di Presidenza di Confcommercio VdA chiede certezze sulla sua partecipazione ai futuri tavoli decisionali riguardanti tutte le problematiche del settore.

FISCO

 Da uno studio di Confcommercio Nazionale emerge la progressiva desertificazione dei centri storici per quanto concerne le attività commerciali: ciò comporta un danno incalcolabile a tutto il tessuto economico e sociale. Le cause sono principalmente dovute alle difficoltà di accesso ai centri storici, il loro progressivo spopolamento ed anche agli alti canoni di locazione. Da qui discende la proposta forte che prevede meno tasse e più incentivi per le imprese che hanno un’attività commerciale o che intendono crearne una nei centri storici.

SUPPORTO E  RILANCIO DEL COMMERCIO AL DETTAGLIO

Il Comitato di Presidenza di Confcommercio VdA ribadisce la validità del documento presentato come Rete Imprese per l’Italia Valle d’Aosta ALLA 2 Commissione Consiliare con le proposte per il supporto e il rilancio del commercio al dettaglio e dell'artigianato a seguito dell'emergenza sanitaria da Covid-19, proposte che solo in parte e con risorse ridotte sono state recepite dalla Giunta Regionale e dal Consiglio Valle. Si tratta di un documento estremamente importante, per questo chiediamo ai partiti e alle liste di rispondere punto per punto su come intendono concretizzare le richieste, perché “senza una strategia organica e accompagnata da risorse e progettualità adeguate il mondo delle micro, piccole e medie imprese del commercio al dettaglio, dell’artigianato e del turismo, già investito da un profondo processo di mutamento generato dalla grande distribuzione prima e dal commercio on line dopo, ma tutt’ora presidio sociale ed economico decisivo in molte realtà locali - rischia semplicemente di scomparire travolto dall’emergenza sanitaria”. Per questo il Comitato di Presidenza di Confcommercio VdA chiede di incentivare la frequentazione e l'acquisto nei negozi di prossimità.

Per il Comitato di Presidenza di Confcommercio VdA altri temi prioritari, e sui quali chiediamo impegni precisi ai partiti e ai candidati, riguardano: no all’ulteriore apertura di grandi centri commerciali, no a ulteriori liberalizzazioni, reintroduzione di una regolazione minima per le aperture dei negozi, eliminazione del vantaggio competitivo per gli agricoltori nelle attività di distribuzione e somministrazione; il rafforzamento degli strumenti di "microcredito" imprenditoriale, e rilancio dei confidi.

La burocrazia è una vecchia malattia che in Italia e in Valle d’Aosta ha prodotto e continua a produrre effetti dannosi, effetti pericolosi perché incide pesantemente sul rapporto di fiducia tra imprenditori e pubblica amministrazione.

 Confcommercio ricorda ai partiti e ai candidati che i conti annuali per gli adempimenti burocratici per le micro e piccolissime imprese assommano complessivamente a circa 8.000 euro per ogni impresa, un prezzo che nessuna impresa merita di pagare.

Ai partiti e ai candidati chiediamo come e quando pensano di operare una drastica sburocratizzazione e semplificazione.

E’ fuori discussione che la sburocratizzazione passa da una ristrutturazione e riorganizzazione della Pubblica Amministrazione. La prima cosa da fare e far cessare lo smart working che tanti disagi e ritardi causa alle imprese.

 E su questo tema ripetiamo la domanda ai partiti e ai candidati chiediamo come e quando pensano di intervenire per rendere più efficace la pubblica amministrazione.

ABUSIVISMO E LEGALITA’

Anche se non si registrano eclatanti casi di abusivismo è viva la preoccupazione, nei momenti di crisi come quella che stiamo vivendo, per la concorrenza sleale praticata da chi la esercita. Infatti casi di vendita di articoli contraffatti ne sono stati registrati così come numerosi sono i venditori ambulanti di merce varia di quali non si conosce se hanno l’autorizzazione per farlo.

A tutela dei consumatori e per contrastare l’abusivismo ambulante Confcommercio VdA chiede che venga creato un logo di riconoscimento di chi esercita l’attività nel rispetto delle norme di legge. Non si comprende perché negozi ed esercizi pubblici sono tenuti ad esporre tabelle e autorizzazione, mentre i consumatori sono avvicinati da venditori ambulanti dei quali non si conoscono le generalità né la legalità dell’attività svolta.

Un comparto in cui si registra una crescita delle vendite irregolari di prodotti/servizi, e che sfugge ai controlli, è quello dell’online. Tra attività irregolari, fraudolente o del tutto sommerse, il nero dell’online è infatti oramai fenomeno oltre i livelli di guardia. Un abusivismo che danneggia le imprese oneste e nasconde spesso pericoli anche per i consumatori.

Di grande impatto economico è inoltre l’abusivismo contro il quale si devono confrontare i professionisti della bellezza. Fenomeno che si è grandemente sviluppato in concomitanza della sospensione delle attività per decreto.

Prestazioni svolte in maniera irregolare, da soggetti incuranti delle prescrizioni hanno approfittato per offrire servizi domicilio. Indipendentemente dalla concorrenza sleale si tratta anche di tutela del consumatore. Gli abusivi operano a dispetto della formazione obbligatoria, senza rispettare i requisiti igienico-sanitari dei locali.

Confcommercio VdA  per contrastare alla radice un fenomeno che mina la legalità, favorisce l’evasione, e penalizza il consumatore chiede alle forze politiche di impegnarsi per almeno una volta all’anno, in concomitanza con la Settimana della Legalità, a promuovere una campagna informativa per il contrasto all'abusivismo commerciale e alla contraffazione nonché alla fornitura di servizi da persone non abilitate in collaborazione.

MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE IN MATERIA DI COMMERCIO

1: Redazione di un piano specifico di programmazione commerciale

Con riferimento a quanto previsto dal quadro legislativo Comunitario e alle norme Nazionali in materia di commercio, dovrà essere redatto a integrazione e modificazione degli strumenti Regionali un piano specifico di programmazione commerciale che abbia almeno alcuni dei seguenti contenuti:

 ·        studio preliminare della realtà territoriale, demografica e dei flussi

·        individuazione degli obiettivi (turismo, prodotti del territorio ecc.)

·        definizione degli indirizzi e delle politiche commerciali

·        prescrizione dei principi delle direttive e dei requisiti a cui si dovranno uniformare le reti distributive

·        sburocratizzazione delle procedure di attuazione

·        integrazione delle compatibilità ambientali delle strutture di vendita con le norme e i contenuti dello strumento urbanistico di programmazione territoriale Regionale

·        individuazione delle modalità di recepimento dei contenuti del piano mediante l’adeguamento dei P.R.G a livello Comunale

Detto piano commerciale dovrà essere uno strumento per una politica pluriennale e avere natura snella ed elastica per adeguamenti e modifiche, che indichi  interventi puntuali di riqualificazione dei sistemi di offerta commerciali, legati ai centri storici e all’insediamento della media dimensione nelle aree centrali urbane, dove il mantenimento o l’inserimento delle strutture commerciali per evitare che il degrado delle reti commerciali locali, come stiamo assistendo, continui ad aggravare il decadimento di intere aree favorendo la realizzazione di progetti  di  ampliamenti e riqualificazione di superfici commerciali che assumano i temi della sostenibilità ambientale e  della  qualità  architettonica.

Urgono poi nuovi format di offerta capaci di soddisfare nuove fasce di utenti e differenti comportamenti d’acquisto. Per questo è necessario rilanciare e potenziare il marchio “Valle d’Aosta” globale per dare nuovo impulso alle produzioni locali prevedendo anche voucher per stimolare gli acquisti.

In particolare per Aosta:

A- Nuova pianificazione urbanistica

Il sistema urbanistico di Aosta rappresenta il punto di partenza per fare della Città la Capitale della Valle d’Aosta. E’ quindi necessaria una nuova pianificazione urbanistica che sappia coniugare il passato storico con le nuove tendenze nel rispetto dell’identità valdostana.

Il tutto deve partire dalla consapevolezza che uno dei killers causa della chiusura dei tanti negozi nei centri storici, ma non solo, è il caro affitti.

E quindi per ridare fiato al commercio sono necessarie:

- una più consona imposizione fiscale a livello locale,

- una valida politica della sosta

- potenziamento di un adeguato arredo urbano

- incentivi per il rifacimento di insegne e vetrine

-una più favorevole politica delle concessioni per l’utilizzo dello spazio pubblico

-incentivi pubblici per gli operatori che migliorano gli spazi esterni ai negozi

-definizione di accordi tra Comuni e proprietari immobiliari per il canone agevolato.

Oltre a quanto detto in precedenza Aosta città dovrà darsi in particolare quale principale obiettivo lo sviluppo della vocazione turistica del suo territorio.

Per questo sarà necessaria la pedonalizzazione del centro della città che comporterà l’obbligo di interventi legati alla viabilità e al potenziamento della sosta

di prossimità oltre allo sviluppo dei nodi strategici (area F8, Puchoz, Polo universitario e piazza della Repubblica, Ospedale etc)

Inoltre una maggiore integrazione con il tessuto urbano cittadino di zone come Tzambarlet e in generale le aree a sud della ferrovia.

Tutto ciò in modo tutti questi interventi possano integrarsi e dialogare fra loro.

Solo in questo modo si potrà ottenere oltre che una città più vivibile e armoniosa pronta a sviluppare le proprie vocazioni e dove l’attività del commercio potrà svolgere il proprio ruolo in modo sempre più attivo.

Per ottenere tutto ciò è necessario una politica coraggiosa e sarà indispensabile la collaborazione tra pubblico e privato mediante in particolare dell’uso del project financing per la realizzazione e gestione di opere di interesse pubblico oltre a interventi pubblici snelli ed efficienti, se vogliamo uscire dagli scarsi risultati ottenuti sino ad oggi e dal rischio di rimanere in un limbo senza soluzione.

La città è un patrimonio ed un bene che tutti noi dobbiamo difendere e rivalutare per una qualità della vita sempre migliore.

Il commercio ha un ruolo di tramite tra produzione e consumo ed è indispensabile la ricerca di un equilibrato aspetto del sistema distributivo con l’attivazione di una serie di meccanismi di integrazione misurata e competitiva tra le diverse formule distributive quali il commercio di vicinato, medie e grandi strutture di vendita e l’ambulantato.

         Solo in questo modo si potrà contribuire all’ottenimento degli obiettivi di sviluppo armonioso e vivibile di una città sostenibile, mediante le azioni e le sfide di una politica capace, seria, attenta e responsabile.

 In tale contesto è urgente definire il futuro di Piazza Arco d’Augusto così come la destinazione dell’area F8 che non può essere la spada di Damocle maneggiata da una o dall’altra giunta municipale.

 Il Comitato Di Presidenza di Confcommercio VdA chiede come candidati e forze politiche intendano operare e con quali mezzi e risorse per la valorizzazione del Centro Storico con un’adeguata illuminazione pubblica e natalizia.

Il Comitato Di Presidenza di Confcommercio VdA ritiene fondamentale un rapido sviluppo di installazioni artistiche per caratterizzare la Città di Aosta oggi Capitale non si sa di cosa. E’ di primaria importanza la creazione da parte della nuova amministrazione comunale di una sinergia fra le associazioni di categoria finalizzata alla realizzazione di un programma unificato di espansione territoriale e artistico – culturale.

B- Problematica Parcheggi

E’ necessario un cambiamento radicale, sia per gli avventori che per i residenti, con massima apertura al dialogo riguardo la rivisitazione e un aggiornamento del regolamento urbano per attività commerciali, questo per dare nuove opportunità alle vie dove il commercio è in difficoltà.

La zona est di Aosta ha necessità di posti auto pubblici in quanto ne è pressoché sprovvista così come si deve dare immediata soluzione all’area Nuova Università che da porta ovest di Aosta è la porta dello squallore urbanistico e dell’arredo urbano della Città.

C- Mercato Coperto

Confcommercio VdA ritiene fondamentale la rapida ristrutturazione del Mercato Coperto prevedendo un futuro per la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari della Valle d’Aosta e dei prodotti tipici valdostani.

Per tutti i Comuni Valdostani

Risulta indispensabile uno strumento attuativo di pianificazione relativo alle problematiche della distribuzione commerciale sul territorio Comunale che caratterizzi lo sviluppo e l’evoluzione nel suo complesso e che si rapporti e recepisca i contenuti dello strumento Regionale.

         Inoltre dovranno essere individuati precisi obiettivi di pianificazione al fine di regolamentare le diverse destinazioni funzionali, in altre parole un vero e proprio programma pluriennale di sviluppo e regolamentazione del settore commerciale che contenga:

 ·        studio preventivo del quadro demografico, di attività della popolazione e del sistema distributivo commerciale esistente e di prossimità oltre al quadro dei servizi urbani e valutazione della criticità.

·        individuazione degli obiettivi e scelte del piano

·        definizione degli indirizzi e delle politiche commerciali

·        prescrizione delle norme di attuazione, delle regole e delle categorie ammissibili

·        riqualificazione, razionalizzazione e ammodernamento degli insediamenti Comunali esistenti

·        forte disincentivazione al consumo di aree libere favorendo interventi in aree dismesse o il recupero e la riqualificazione di strutture urbane esistenti.

·        integrazione delle attività commerciali con diversi sistemi produttivi

·        attenzione al rapporto con il movimento delle persone e delle merci in funzione delle scelte di localizzazione degli spazi

·        incentivazione del permanere del commercio di vicinato come essenziale servizio di prossimità

Quanto sopra per l’ottenimento degli obiettivi programmatori e favorire uno sviluppo armonico dell’attività del commercio nell’ambito territoriale e di prossimità con la necessaria integrazione al Piano urbanistico di programmazione territoriale.

2: Modificazioni al Regolamento regionale 11 ottobre 2007, n. 2

 (Definizione dei requisiti igienico-sanitari per l'esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, ai sensi dell'articolo 20, comma 5, della legge regionale 3 gennaio 2006, n. 1).

La Confcommercio Valle d’Aosta ha lavorato per mesi al fine di giungere ad un aggiornamento dell’attuale regolamento sui requisiti igienico sanitari delle attività di somministrazione alimenti. Il lavoro è stato svolto in sinergia con l’ufficio legislativo FIPE Nazionale, con l’Assessorato Regionale alla Sanità, il Celva, i Funzionari e uffici d’igiene e le altre Associazioni; tale regolamento, estremamente importante per la categoria che rappresentiamo, non solo non è stato approvato ma nemmeno portato in discussione in Consiglio Valle.

Ne consegue che Il Comitato di Presidenza di Confcommercio Vda chiede una solerte modifica della Legge Regionale n. 1/2006 snellendo e semplificando il sopracitato regolamento

MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE N. 8/2020

Anzitutto preme rilevare che quanto affermato – anche con dichiarazioni a mezzo stampa - da alcune forze politiche nei giorni seguenti la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del citato Provvedimento, secondo cui le novità introdotte con l’art. 85 della Legge Regionale n. 8/2020 con riferimento alle imprese agricole sarebbero “null’altro che l’attuazione a livello regionale dell’art. 4 del Decreto Legislativo n. 228 del 18.05.20001”, sia, quantomeno parzialmente, inesatto.

Vale la pena ricordare, infatti che il tenore letterale dell’art. 4, comma 8-bis del citato Decreto  Legislativo (così come modificato dalla Legge 27 dicembre 2017, n. 205), consente alle imprese agricole:

·        la vendita diretta dei prodotti agricoli (“anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo, mediante l'utilizzo di strutture mobili nella disponibilità dell'impresa agricola, anche in modalità itinerante su aree pubbliche o private”);

·        il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita, utilizzando i locali e gli arredi nella disponibilità dell’imprenditore agricolo, con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario.

In buona sostanza, se è vero che il legislatore nazionale ha sensibilmente ampliato il Governo delle attività suscettibili di esser effettuate dalle imprese agricole, tra queste non è compresa l’attività di somministrazione, il cui svolgimento è riservato ai pubblici esercizi di cui alle Legge n. 287/1991.

La legge regionale n. 8/2020, diversamente, attribuisce a tutte le aziende agricole la facoltà di proporre la degustazione dei prodotti aziendali, accompagnati da pane e vino del territorio, consentendo, per la presentazione e la somministrazione, l’uso della cucina dell’abitazione e l’impiego unicamente di stoviglie monouso in materiale biodegradabile e compostabile, in osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario (art. 85).

Ciò considerato, a nostro avviso, i maggiori profili di criticità della legge regionale si rinvengono, anzitutto, nella sua non conformità al dettato normativo nazionale sopra citato, che ragionevolmente, come già anticipato, non attribuisce alle imprese agricole la facoltà di esercitare l’attività di somministrazione, bensì unicamente la vendita diretta con consumo immediato presso i locali e con gli arredi già nella disponibilità dell’azienda. Il consumo immediato, diversamente dalla somministrazione, sta a rappresentare una modalità di fruizione dei prodotti accessoria ed estemporanea, nella quale, peraltro, è escluso il servizio assistito. Questo, a ben vedere, non si esaurisce nella semplice presenza o meno di camerieri, ma rinvia ad un concreto assetto dell’organizzazione dell’offerta, propria degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.

 Altro aspetto di estrema rilevanza consiste poi nell’aver previsto la possibilità di fare uso “della cucina dell’abitazione” per l’attività di somministrazione, in sostanza dando il via libera a una sorta di “Home restaurant di prodotti agricoli”, in aperto contrasto con il principio dello “stesso mercato, stesse regole”.

 Quanto poi alle modifiche introdotte alla disciplina sulle attività di agriturismo, la previsione del limite di 30 coperti medi giornalieri, calcolati su base mensile, consentirà alle stesse di servire anche più di 100 clienti nelle giornate del fine settimana (a condizione che poi vi sia una compensazione nelle giornate feriali), di fatto svincolandole dai limiti che il legislatore aveva previsto a giustificazione del regime speciale nel quale operano.

In base a quanto sopra riportato il Comitato di Presidenza di Confcommercio VdA chiede un immediato ripensamento a quanto approvato con la Legge Regionale 8/2020, sottolineando che la ristorazione non può permettersi, soprattutto in una congiuntura difficile come questa, ulteriori asimmetrie concorrenziali da parte di imprese (agriturismi e attività agricole) che svolgono la stessa attività ma con un sistema di regolazione fin troppo agevolato.

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