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Consiglio Valle | 31 luglio 2020, 22:44

I due papi, il papa nero ed convitato di pietra

I due papi, il papa nero ed convitato di pietra

Chi ha letto e studiato i Promessi sposi ricorderà la metafora del Manzoni quando descrive  Renzo che va dall’avvocato Azzeccagarbugli portandogli in dono quattro capponi che tiene in mano stringendoli per le zampe legate insieme e a testa in giù, con le povere bestie “le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”. La metafora è più che mai valida oggi per la politica valdostani che invece dei capponi ha due papi, un papa nero ed un candidato papa.

Infatti, nel misero panorama politico del momento che viviamo, ci sono due papi - come ormai vengono chiamati, nei corridoi del Palazzo -  che animano la scena in questa fine legislatura post CoViD19. Per gli addetti ai lavori sono Albert Chatrian e Luigi Bertschy, usciti dal conclave di Alliance che loro stesso hanno convocato e celebrato a loro immagine e somiglianza con l’obiettivo di tessere le sorti di questa campagna elettorale, al fine poter ancora esistere nella prossima legislatura. Punto che accomuna tanti dei politichini di questo periodo, di tutto l’agone politico, con l’ansia da riconferma, che da più parti cercano collocazione in vista di una (non probabile)  rielezione e che sarebbero pronti a tutto per farlo.

Così sul fronte dei due papi di Torgnon e Hône, dopo aver creato Alliance per unire ALPE e UVP, con poca risposta delle basi, hanno proseguito il mélange così da finire in coalizione con Stella Alpina, di Marquis e Marzi, e aggregando anche Italia Viva, partito nazionale che in Valle fa riferimento a Giovanni Sandri, e che porterà con sé anche l’area dei fratelli Vicenzo e Claudio Calì, alla faccia della tanto vituperata area socialista, che in tanti in quel campo dicevano di non volere.

Ma si sa, la politica e l’arte del possibile.

Un accordo annunciato a livello nazionale, con Italia Viva, basato, peraltro, sembra, su intese nate in occasione del referendum renziano del 2016 ... di corta memoria, visto che Alpe e UVP si erano espresse nettamente contro. Ma anche qui.... Paris vaut bien une messe ...

Ma i due papi non hanno fatto i conti con il convitato di pietra dell’impero di Pollein, Marco Viérin, che non vuole mancare a questo appuntamento elettorale. Un appuntamento troppo ghiotto per chi ha esperienza in un momento di vuoto, e che é rimasto fintamente in disparte in un primo momento.

Con zampata felina, in questi giorni sta preparando il gran ritorno, con un colpo da fuoriclasse politico, che metterebbe ko tanti, già troppo convinti di spopolare con la preferenza unica. E che non accetta veti, che in realtà spaventano molti, per il semplice rischio di poter poi ricadere su chi li mette.

Il papa di Pollein, che vede una grande occasione, che potrebbe segnare due colpi in una sola mossa: ottenere il gran rientro e utilizzare questo nuovo contenitore per ricostruire una nuova Stella Alpina, a matrice democristiana; alla faccia di Alliance che punta su Stella Alpina per conquistare il quorum.

 Se a questo si aggiunge l‘ira dell‘UV per gli scalpi di Barocco finito in Stella e Peinetti confluito nel calderone, diventa in salita una possibile coalizione per le regionali, che pare ormai tramontata, per tanti unionisti che non vogliono ‘morire democristiani’

Pare che in campo UV ci siano difficoltà a formare la lista, sia per le defezioni a causa della concomitanza con le elezioni comunali, per sindaci che preferiscono tenersi la certezza locale, piuttosto che entrare nella gazzarra regionale, ma anche a causa dello spettro del papa nero, Augusto Rollandin, che in queste ore avrebbe concepito un soggetto politico ‘nuovo’ in vista di una sua candidatura alle regionali in una lista di fedelissimi, compreso l’assessore Baccega, e che tiene fermi gran parte di potenziali candidati nel Mouvement i quali preferiscono declinare l’invito piuttosto che schierarsi pro o contro.

Sul fronte Vallée d’Aoste-Mouv’-Ensemble tutto tace, per un progetto che sta cercando di rimettere assieme i fondatori e la base UVP delle origini, pezzi della diaspora unionista, assieme ad elementi di novità. Ma che potrebbe raggruppare anche i delusi dall’ingresso di Alliance in Stella Alpina e l’accordo con una forza nazionale, che poco ha a che vedere con la ricostituzione del fronte autonomista tanto annunciato, per un progetto politico, quello di "Vallée d’Aoste-Mouv’-Ensemble, che potrebbe essere la sorpresa di questa tornata, assieme al coup de théâtre che potrebbe riservare l’Empeureur .

Per completare il panorama dell’area autonomista, un progetto di coerenza pare essere rappresentato da Pays d’Aoste Souverain, che ha segnato un punto importante arruolando Paolo Louvin, fratello di Robert, facendo accusare un ennesimo colpo all’area ex ALPE - Bertin e collocandosi come un’altra novità interessante.

Dunque una area autonomista frammentata e schizofrenica; due papi per poche poltrone, in attesa del terzo incomodo di Pollein ma con l‘arrivo probabile anche del papa nero di Brusson.

Affaire à suivre

Auriculaire

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