Le Messager Campagnard - 27 luglio 2020, 12:17

Più attenzione concreta alla montagna

Lo ha chiesto Confagricoltura agli Stati Generali dell'agricoltura. Danna 'dobbiamo ripensare allo sviluppo con una strategia di tipo sistemico e di sviluppo integrale

Morena Danna, assessore Comune Montjovet e coordinatore Confagricoltura VdA

Morena Danna, assessore Comune Montjovet e coordinatore Confagricoltura VdA

"Occorre porre al centro dell’agenda di interventi una strategia di sviluppo locale, che veda il suo perno nelle aziende agricole”. Lo sottolinea Confagricoltura, che ha partecipato con una propria delegazione agli Stati Generali della Montagna che si sono svolti a Roccaraso, in provincia dell’Aquila, venerdì e sabato scorsi (24 e 25 luglio).

“C’è un’Italia troppo spesso trascurata – dichiara il direttore della Confagricoltura della Valle d’Aosta Ercole Zuccaro (nella foto) – che è quella della montagna, delle aree interne, dei borghi, le cui debolezze strutturali, dalla rete viaria alla copertura digitale, hanno portato in molti casi all’abbandono e  all’esodo”.

In queste aree, tra le quali rientra anche la Valle d’Aosta con il proprio territorio completamente in zona montana, le ripercussioni sono molteplici: dalla carenza di servizi alla persona e alle imprese, al venir meno dei servizi ambientali, quali la cura del paesaggio e la prevenzione dal dissesto idrogeologico.

L’Italia “trascurata” conta 4 mila comuni - più della metà del totale -, il 60% del territorio nazionale, il 22% della popolazione, dove le aziende agricole hanno fatto da collante, hanno salvaguardato il territorio, hanno custodito il tessuto storico-culturale.

“Dobbiamo ripensare allo sviluppo del Paese – sostiene Morena Danna, coordinatore regionale di Confagricoltura in Valle d’Aosta  - con una strategia di tipo sistemico e di sviluppo integrale, sia dal punto di vista economico per la competitività delle aziende, sia da quello sociale e ambientale, superando i problemi di logistica, trasporti, viabilità, digitalizzazione. Per quanto riguarda i territori della nostra Valle – aggiunge Morena Danna – dobbiamo puntare a migliorare la qualità e la vivibilità del territorio per sviluppare economia e turismo. Inoltre, per quanto riguarda il settore primario, che in Valle d’Aosta può contare su 1.440 imprese agricole (iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio) e circa 2.000 occupati, è necessario incrementando le attività agro-silvo-pastorali, integrando i settori agricolo, industriale, artigianale, commerciale per la riscoperta e il rilancio di produzioni tipiche locali”.

Secondo Confagricoltura oggi ci sono tutte le premesse e le condizioni per far ripartire la montagna, attraverso la legge sui piccoli comuni, l’istituzione delle green community, l’attuazione del Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali, la prossima programmazione della Politica Agricola Comunitaria, le specifiche linee di intervento per le zone montane dei Fondi europei di coesione 2021-2027.

red. eco.

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