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Confcommercio VdA | 22 luglio 2020, 13:37

Con deroghe a legge somministrazione danneggiati operatori del settore

Dominidiato ‘Ancora una volta, per la necessità di voti in aula, il Consiglio Valle ha perso l’occasione per assumere un provvedimento che tenga conto delle realtà commerciali e turistiche della Valle’

Graziano Dominidiato

Graziano Dominidiato

Confcommercio-Fpe VdA manifesta perplessità e disorientamento per lo stato confusionale che caratterizza l’attività legislativa del Consiglio Valle. E’ infatti entrata in vigore la legge concernente "Proroghe e semplificazioni in materia di agricoltura e commercio", nella quale, senza alcuna intesa con le categorie interessate e per volontà di Rete Civica, sono state inserite e sono ora in vigore due importanti disposizioni: la prima ‘nei pressi di strutture agrituristiche possono essere previsti spazi aperti destinati all'insediamento temporaneo di un massimo di tre tende o caravan, per un massimo di nove persone ospitate, alle quali siano riservati un servizio igienico, una doccia e un lavabo’; la seconda ‘In deroga a quanto disposto dall'articolo 4, a tutte le aziende agricole, che già non siano scritte nell'elenco degli operatori agrituristici, è consentito proporre la degustazione dei soli prodotti aziendali, accompagnati da pane e vino del territorio, a un massimo di venti persone al giorno, per la cui presentazione e somministrazione sono consentiti l'uso della cucina dell'abitazione e l'impiego unicamente di stoviglie monouso in materiale biodegradabile e compostabile, con l’osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario di cui all'articolo 30-bis della legge 9 agosto 2013, n. 98’.

“Non voglio aggettivare un provvedimento che considero insensato, offensivo e penalizzante per chi esercita l’attività di somministrazione come attività primaria e al quale viene richiesto il rispetto di decine di norme igienico sanitarie, aggiornamenti professionali, autorizzazioni e nulla osta”, sottolinea ancora Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio-Fipe VdA.

Ancora una volta le categorie interessate sono state lasciate all’oscuro di un provvedimento di grande importanza e di notevole impatto economico.

“Tutto questo conclude Dominidiato – perché la politica scambia la mediazione, che è una virtù di chi opera per il bene comune, con il ricatto di chi fa pesare il proprio voto per interessi di partitici”.

Con questa legge la Valle d’Aosta rischia di diventare un camping diffuso senza regolamentazioni igienico-sanitarie e fiscali. Una qualsivoglia cucina domestica può diventare una struttura per fornire pasti; un qualsivoglia servizio igienico può diventare un servizio pubblico e tutto questo con buona pace di Rete Civica che ha fatto di tutto affinché questa modifica alla legge regionale venisse inserita e approvata e tutto ciò influirà negativamente sull’intero comparto della ristorazione e ricettività.

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