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FEDE E RELIGIONI | 18 luglio 2020, 18:00

Domani domenica 19 luglio saint Arséne – sainte Praxède

Ricordati che il perno della perfezione è la carità; chi vive di carità, vive in Dio, perché Dio è carità, come disse l'Apostolo. (San Pio da Pietrelcina)

Domani domenica 19 luglio saint Arséne – sainte Praxède

AGENDA DEL VESCOVO DI AOSTA MONS. FRANCO LOVIGNANA

Domenica 19 luglio
Cattedrale - ore 7.30
S. Messa

Martedì 21 luglio
Vescovado - mattono e pomeriggio
Udienze

Mercoledì 22 luglio
Vescovado - ore 9.00
Incontro con il Vicario Giudiziale TEIP

Vescovado - pomeriggio
Udienze

Giovedì 23 luglio
ore 8.30-12.30
Riunione in video conferenza del Comitato CEI per la valutazione
dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell'edilizia di culto

Curia Vescovile - ore 17.00
Riunione per la Casa della Carità

Venerdì 24 luglio
Vescovado - mattino
Udienze

Domenica 26 luglio
Cattedrale - ore 10.30
S. Messa per Cresime degli adulti

Martedì 28 luglio
Vescovado - mattino
Udienze

Mercoledì 29 luglio
Vescovado - pomeriggio
Udienze

Giovedì 30 luglio
ore 8.30-12.30
Riunione in video conferenza del Comitato CEI per la valutazione
dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell'edilizia di culto

 Le Messager Valdotain ricorda domenica 19 luglio saint Arséne – sainte Praxede

La Chiesa celebra   Sant' Arsenio il Grande Eremita

Arsenio era nato a Roma intorno al 354 da nobile famiglia senatoria. Nel 383 l'imperatore Teodosio lo volle a Costantinopoli per affidargli l'educazione dei figli Arcadio e Onorio. Vi restò undici anni, fino al 394, quando in seguito a una profonda crisi spirituale ottenne l'esonero da quell'incarico per ritirarsi nel deserto egiziano. Chiedendo a Dio una sicura via per giungere alla salvezza, una voce misteriosa gli avrebbe risposto: «Fuggi gli uomini». Il quarantenne Arsenio seguì alla lettera il consiglio: sbarcato ad Alessandria d'Egitto, si aggregò alla comunità degli anacoreti di Scete, in pieno deserto. Trascorreva notti intere in preghiera e meditazione: una preghiera fatta più di lacrime che di parole, poiché egli ebbe da Dio il "dono del pianto". Dal 434 al 450, che si presume sia l'anno della morte, Arsenio dovette vivere lontano dalla tranquilla Scete, invasa da una tribù libica. Morì a Troe presso Menfi. Di lui, oltre a una cronistoria e a sagge massime, riferite da Daniele di Pharan, amico di due discepoli di Arsenio, ci resta addirittura un ritratto in cui appare di bell'aspetto, maestosamente alto e asciutto.

Il sole sorge alle ore 5,49 e tramonta alle ore 21,12

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