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Chez Nous | 18 luglio 2020, 12:11

Succede ma...

Succede ma...

Succede che una persona venga iscritta all’Ordine di farmacisti. Succede che la medesima venga assunta in una farmacia pubblica. Succede che distribuisce medicinali, fornisce consigli sulle terapie e quant’altro si verifica in una farmacia. Succede che dopo 89 questa sparisce. Succede che dopo quasi tre mesi, vista la sua latitanza dal posto di lavoro, qualcuno inizia a indagare. Succede che le indagini portano alla scoperta che la persona in questione, non è farmacista perché non ha conseguito la laurea. Chi doveva controllare?

Succede che un imprenditore costretto a chiudere per decreto l’attività presenta domanda per ottenere i fondi messi a disposizione dal Governo. Succede che passano mesi prima che gli uffici gli rispondano. Succede che non ha ancora l’accredito in banca. Succede che i suoi dipendenti non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione. Tutto perché devono controllare fatture e documentazione. Valle più una fattura o una laurea?

Succede che il Consiglio Valle dibatta per mesi su una legge per gli aiuti post covid. Succede che l’approva. Succede che si accorgono che non è il massimo. Succede che la legge taglia i fondi ai Comuni. Succede che i sindaci protestano. Succede tutti, o quasi, di dichiarano dalla parte dei sindaci dopo aver approvato la legge. Ma al momento dell’approvazione dov’erano?

Succede che le categorie professionali vengono convocate per esprimere opinioni e suggestioni sulla stessa legge che ha tagliato i fondi ai sindaci. Succede che la legge viene approvata ma per la maggior parte non vengono prese in considerazione le proposte delle associazioni. Succede che le associazioni si lamentano per il mancato rispetto delle intese. Pourquoi sono state convocate le categorie?

Succede che le candidature a sindaco di Aosta si susseguano. Succede che vengono presentate le persone ma dei programmi nemmeno l’ombra.

Succede che le facce diventano così fantasmi impalpabili perché nulla presentano di concreto su come risolvere i problemi.

Infatti succede che servono iniziative per la riurbanizzazione plurifunzionale accompagnata da misure a favore dell'ambiente; la creazione di possibilità occupazionali sostenibili; spazi aperti; conservazione e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale, migliorare l’ illuminazione.

Succede che per uscire dal guado servono sviluppo dell'imprenditorialità, patti e iniziative locali per l'occupazione con aiuti e servizi alle piccole e medie imprese, agli esercizi commerciali; iniziative culturali, sportive e ricreative in grado in essere un volano turistico.

Succede che è necessario uscire dal degrado ambientale, sociale ed economico nei quali è precipitata, in questi ultimi anni, Aosta città del turismo montano.

Pur non guardando al passato è impossibile dimenticare che in questi anni le associazioni di categoria non hanno avuto modo di condividere scelte per dare un nuovo volto alla nostra Capitale. Troppe iniziative sono state frutto di cervellotiche scelte dettate più dal voler fare qualcosa a tutti i costi piuttosto che guardare ai reali bisogni della città, dei cittadini, dei commercianti, degli esercenti, dei ristoratori e al futuro di Aosta. Sono state dette e riportate dichiarazioni contraddittorie tra loro tanto da denotare l’assoluto scollamento tra il Comune, il territorio e gli operatori commerciali.

Le scelte dell’Amministrazione vengono operate a seconda dell’interesse di chi deve decidere. Quando fa comodo coinvolge le Associazioni, quando fa comodo gli operatori a seconda della zona e questo per crearsi una giustificazione in caso di polemiche alimentate dall’assurdità delle scelte.

Eppure le associazioni hanno sempre manifestato e dimostrato disponibilità al confronto costruttivo per proporre scelte condivise, di fare sentire la voce di chi sul territorio vive, opera, crea occupazione, reddito e ricchezza.

L’Amministrazione comunale ha operato in assoluta solitudine dalle panchine-parallelepipedo di Piazza Arco d’Augusto e poi della Cattedrale costate 40mila euro e ora volatilizzate, alle panchine-fiorire di via Losanna che, oltre alla pericolosità, nulla hanno a che vedere con Aosta Città turistica di montagna.

Panchine-fioriere che nemmeno all’estrema periferia di un paese lacustre della bassa padana sarebbero gradite.

Non basta una fioriera per dare un nuovo volto urbanistico ad una via; servono interventi strutturali programmati e condivisi nel rispetto della vocazione della via stessa.

Succede che le Associazioni di categoria non sono più disposte ad accettare passivamente le imposizione di qualsivoglia Amministrazione comunale così come è avvenuto per la finta pedonalizzazione di Piazza Arco d’Augusto che non è stata condivisa e senza alcun confronto per valutare possibili soluzioni alternative.

Di più, l’Amministrazione comunale di Aosta ha deciso di realizzare lo skate park eliminando posti auto già carenti nella zona est di Aosta, nei pressi della Cittadella dei Giovani e altri luoghi di aggregazione e sale convegni. Nulla di contrario allo Skate parck, ma tutto è stato fatto senza tenere alcun conto di chi come Confcommercio rappresenta in città oltre 500 associati e che aveva possibili soluzioni alternative. Per non parlare della decadenza del mercato coperto. 

Succede che la battaglia contro lo squallore di certe vie con negozi chiusi e vetrine oscurate è da combattere per il decoro e la bellezza, ma anche come leva per l’economia locale; lo stesso vale per capannoni sfitti e cadenti compresi certi immobili pubblici delle aree periferiche, che sono una desolazione; ma tant’è si preferisce costruire il nuovo per mere speculazioni edilizie.

...Pourquoi tout ça?

piero.minuzzo@gmail.com

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