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FEDE E RELIGIONI | 14 luglio 2020, 10:07

Testimoni di Geova in Valle 'in ansia per violazione diritti religioni in Russia'

Denis Christensen

Denis Christensen

I Testimoni di Geova valdostani sono preoccupati "Per un'improvvisa recrudescenza della persecuzione dei nostri confratelli in Russia", fa sapere il portavoce locale del culto, Bruno Fossaluzza.

Dennis Christensen, un cittadino danese residente in Russia dove era stato arrestato nel 2017, era stato il primo testimone di Geova a essere condannato nel Paese governato da Putin, nel febbraio 2019, a sei anni di colonia penale per “appartenenza a un’organizzazione estremista”, secondo una legge entrata in vigore nel 2002. Sarebbe stato anche il primo a essere rilasciato, dato che il 24 giugno il tribunale di Lgov aveva deciso di commutare il resto della pena in una multa di 400.000 rubli (poco meno di 5000 euro).

Tuttavia, la procura del distretto di Kursk si è opposta al provvedimento di scarcerazione. Così, il 26 giugno Christensen è stato riportato nella colonia penale n. 3 di Lgov. Il motivo, del tutto pretestuoso, è che durante la detenzione avrebbe violato un paio di norme del regolamento interno, tra cui essersi trovato nella mensa a un orario sbagliato. La Russia ha sottoscritto trattati internazionali che la obbligano a rispettare la libertà di religione. Nel 2010 è stata anche condannata dalla Corte europea dei diritti umani.

"Dovrebbe cessare, dunque, di perseguitare i testimoni di Geova - sottolinea Fossaluzza - mentre invece decine di fedeli sono in carcere e attendono di essere processati da quando nel 2016 la Corte suprema ha bollato come 'estremista' la nostra religione cristiana". 

i.d.

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