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I consigli di nonna Luisa | 07 luglio 2020, 10:26

Il dono, e il grazie, di AIAC: «La raccolta fondi ci ha reso una grande famiglia»

L'associazione italiana amministratori di condominio, che proprio quest'anno ha raggiunto i 10 anni, ha destinato 800 pacchi alimentari ad altrettante famiglie bisognose: «Tanti cuori si sono uniti in un unico cuore: grazie di essere stati al nostro fianco»

Il dono, e il grazie, di AIAC: «La raccolta fondi ci ha reso una grande famiglia»

Il mondo è tenuto insieme da vincoli d'amore e dedizione. La storia non registra i quotidiani episodi d'amore e dedizione. Registra solo quelli di conflitto e guerra. Gli atti d'amore e generosità sono molto più frequenti... GANDHI

AIAC, Associazione Italiana Amministratori di Condominio, una giovane e dinamica realtà nazionale, che abbraccia Amministratori di Condominio desiderosi di distinguersi e di dare un nuovo volto alla professione più bistrattata e screditata nel panorama nazionale, ha compiuto il primo giugno i suoi primi 10 anni. «Un anniversario che è venuto a coincidere con un momento storico che nessuno di noi dimenticherà mai più; un momento in cui le corse si sono fermate, le distanze ampliate, il tempo dilatato e abbiamo dovuto fare i conti con noi stessi, con le nostre priorità e poi con tutto ciò che ci circonda, dagli affetti al lavoro, e - ora più che mai - dobbiamo fare i conti con un futuro incerto che prosegue così, tra dubbi e speranze. Alcuni di noi sono stati colpiti in prima persona, altri hanno perso i propri affetti, altri ancora hanno perso il lavoro, ma tutti, indistintamente, abbiamo attraversato il tunnel della paura e dello sconcerto, sospesi nell’ignoto».

Come restare indifferenti? Come restare fermi? 

«Non siamo stati fermi, non siamo riusciti a restare passivi, ma l’impulso di fare qualcosa di concreto ed utile, pur con tutti gli ostacoli del momento, ha smosso la quiete apparente delle nostre giornate, intrappolate in una sorta di prigionia forzata, e il gruppo AIAC - un gruppo di persone attive, di cuore, propositive - ha teso la propria mano per rendere possibile una carezza ai cuori più affranti. Così la raccolta fondi AIAC AIUTOITALIA ha preso forma, giorno dopo giorno, e alla stessa abbiamo voluto dare impulso organizzando momenti formativi a distanza. Così tanti cuori si sono uniti in un unico cuore: dagli Organizzatori, ai Formatori (che si sono spesi gratuitamente per rendere possibile questa iniziativa), ai Partecipanti che hanno dato senso e valore a questi momenti. E, poco alla volta, stando vicini quasi quotidianamente, come una vera grande Famiglia, abbiamo raccolto i nostri frutti. Frutti che abbiamo scelto di non devolvere alla Protezione Civile che, grazie alla generosità di tante persone, ha già raccolto milioni di euro; anche gli Ospedali di Brescia e Bergamo, tanto provati, hanno incontrato e ricevuto tantissima solidarietà. Per cui il nostro sguardo lo abbiamo rivolto a chi, in modo diverso, sta comunque soffrendo e subendo ancora di più in questa situazione. Abbiamo scelto di dare il nostro abbraccio virtuale, la nostra carezza, a circa 800 famiglie italiane in difficoltà mediante la distribuzione di pacchi alimentari, ciascuno contenente 8 kg di beni di consumo a lunga scadenza. Un simbolo di speranza, uno spiraglio di luce nel buio. Con questa raccolta abbiamo anche contribuito all’acquisto di 2 frigoriferi per l’Ospedale di Busto Arsizio, che li ha espressamente richiesti».

Perché è importante parlarne?

«Perché riteniamo debbano essere raccontate anche e soprattutto le cose belle, quelle che dovrebbero diventare ed essere la normalità, non l’eccezione! Siamo talmente assuefatti dalle brutte notizie, dai tristi fatti di cronaca, che sembrano essere diventati questi la normalità. I moti di gentilezza, le azioni del cuore restano spesso taciute e invece dovrebbero essere divulgate allo stesso modo, anzi molto di più e sempre di più, perché sono queste le cose a cui ci dovremmo abituare, sono queste le cose da emulare e replicare e far diventare pane quotidiano. Certamente sarebbe un mondo migliore. È importante parlarne anche perché gli Amministratori di Condominio, che siamo soliti apostrofare con aggettivi poco gradevoli, sono persone e professionisti come tutti gli altri, persone di buona volontà e di cuore e se è stato possibile fare questo, oggi, è grazie a loro. I pregiudizi spesso fanno da padroni, ma sono una sorta di paraocchi che ci impediscono di vedere e di credere a ciò che si trova al di là del nostro campo visivo. Mai lasciarsi sopraffare dai pregiudizi e dalle convinzioni che si sono radicate nel tempo o magari per una brutta esperienza! Capita a tutti purtroppo e con tutte le categorie professionali, nessuna esclusa. Con l’occasione ringraziamo quei Comuni d’Italia che si sono dimostrati sensibili all’iniziativa e vicini ai propri cittadini sostenendo questo progetto e dandoci la possibilità di avvicinarci a loro con questo gesto di speranza».

Ip

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