/ Consiglio Valle

Consiglio Valle | 07 luglio 2020, 23:00

La Révolution des bandeaux du maire

Fino ad ora si onoscevano le tre révolution de socques. Nel 1799, nel 1800 e nel 1853. Oggi amaramente assistiamo alla protesta dei Sindaci

La Révolution des bandeaux du maire

 

All'incirca 1799, 1800, 1853: sono cifre che alla maggior parte dei Consiglieri non dicono nulla e li consiglio a non giocarli al lotto. Sono quattro date che segnano come il popolo valdostano, nel momento del bisogno, ritrovi l’unità. E l’unità oggi la ritrova attraverso i sindaci che manifesteranno in piazza Deffeyes per il trattamento riservato dal Consiglio Valle alle casse comunali.

Insomma siamo alla quarta révolution de socques. Nel 1799, nel 1800, nel 1853, tra i valdostani cresceva il malcontento per le imposizioni fiscali, soprattutto destinate al mantenimento degli eserciti occupanti, che si facevano sempre più pesanti ma anche perché il potere oltraggiava l’etnia e le tradizioni civili e religiose di un popolo fiero di essere in tramontano.

Oggi la miccia che ha fatto scoppiare la quarta révolution de socques è il governo autoctono che vuole decidere per i comuni e dove non può decidere per i comuni e taglia loro i fondi. Insomma oggi il Consiglio Valle è come il governo centrale che regola i flussi nelle casse regionali in base alle proprie esigenze calpestando l’autonomia dei Comuni stessi.

Oggi come allora le condizioni economiche e sociali della Valle d’Aosta peggiorano a causa della decadenza del commercio, delle epidemie, ma chi detiene il potere non si rende conto che i cittadini sono esasperati dalle vessazioni di ogni tipo.

Le prime tre révolution de socques furono chiamate così dal nome dei tipici zoccoli dei valdostani che indossavano i contadini ‘rivoluzionari’. La quarta la si può chiamare révolution des bandeaux du maire perché sono i sindaci ad entrare ad Aosta e occupare piazza Deffeyes contro gli usurpatori dei diritti dei Comuni.

Infatti, recentemente il Consiglio Valle, con una maggioranza liquida e le facce di bronzo dei franchi tiratori ha approvato una legge che ha ridotto del 50% la somma da iscrivere a bilancio concordata dal Comitato esecutivo del Cpel con il Governo regionale, e poi ben esplicitata in II e V Commissione consigliare; dall’altro la definizione di un vincolo di destinazione alla cifra di 150 mila euro concessa a ciascun Comune.

I duchetti di piazza Deffeyes ritengono di poter e dovere condizionare l’attività dei Comuni.

Giustamente Franco Manes, presidente del Celva e oggi leader della Révolution des bandeaux du maire : “Non si possono prendere in giro gli enti locali e il lavoro fatto sinora”. E giustamente ha fatto un richiamo al rispetto che deve esserci sempre tra rappresentanti delle Istituzioni e persone.

Il vero problema, come ha sottolineato Manes è che il Consiglio regionale da troppo tempo non ha una maggioranza, che è sciolto e che martedì ha approvato un disegno di legge che “ci vede ai margini”.

Finita l’emergenza dei 100 giorni del Covid è come se nessuno dei sindaci abbia fatto niente. “Ormai – ha sottolineato Manes - abbiamo superato qualsiasi dialettica politica, come se la colpa fosse dei Comuni. E non è, questo, un problema di appartenenza politica”.

E invece buona parte dei 35 sostenuti dai voltagabbana, dagli specialistia del salto della quaglia, dai camaleonti che con il loro voto hanno disprezzato, offeso, oltraggiato, prevaricato, sopraffatto, violato e calpestato i Comuni e chi ha eletto i sindaci.

E faranno bene  chiedere ad ognuno dei 35 duchetti di esprimersi pubblicamente e a viso aperto, e non nel segreto dell’urna, come fanno i codardi e se sono d'accordo di ripristinare quanto concordato dai Sindaci con il Governo e le Commissioni.

Ed i Valdostani sappiano che la Révolution des bandeaux du maire vuole sostenere nei fatti le istanze degli enti locali, dei cittadini, delle imprese e dei territori.

 

piero.minuzzo@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore