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ECONOMIA | 06 luglio 2020, 17:21

Confindustria VdA lancia l'allarme, 'Economia valdostana post Covid in ginocchio'

Il presidente, Giancarlo Giachino, 'la tenuta anche sociale della nostra regione rischia di essere compromessa e quindi occorre agire con la massima urgenza'

Giancarlo Giachino, presidente Confindustria VdA

Giancarlo Giachino, presidente Confindustria VdA

Tutti i settori dell'economia valdostana hanno sperimentato, seppure con diversa intensità, gli effetti negativi del blocco delle produzioni indotto dai provvedimenti governativi di continenza del Covid-19. Lo rileva l'indagine di Confindustria VdA sul terzo trimestre 2020; "il peggioramento degli indicatori è eloquente e generalizzato - si legge nel rapporto della confederazione degli industriali - negative le previsioni sull’occupazione che si attesta su di un -4,55%, dato che seppur negativo ha fatto registrare una certa tenuta grazie all’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Si impenna il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni rispetto allo scorso trimestre: prevede di farne ricorso più del 45% delle imprese rispetto al 10% della precedente rilevazione". 

Inoltre più del 45% delle imprese valdostane prevede una diminuzione della produzione e solo il 17% si attende un aumento. Il saldo (pari a -29 punti percentuali) peggiora di più di 30 punti. Drammatiche sono anche le previsioni sugli ordinativi: il 40% del campione riscontra una contrazione; il saldo ottimisti-pessimisti fa registrare un -22,50%.

Crolla anche l’export dove quasi il 50% delle imprese prevede una diminuzione e il saldo si attesta su di un -44% peggiorando di più di 50 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Per Confindustria VdA, il dato sconta la generale ondata di chiusure che ha interessato tutti i principali Paesi di esportazione dei prodotti regionali. Varia un poco la composizione del carnet ordini, in particolare aumentano le aziende con ordini per meno di un mese (23,08%) e diminuiscono quelle con visibilità da uno e tre mesi (34,62%) mentre aumentano quelle con ordinativi oltre i tre mesi (42,31%). Di conseguenza, si riducono le aziende con programmi di investimento di un certo impegno che passano dal 32% della precedente rilevazione al 19% dell’attuale.

Ancora, oltre il 50% delle imprese ritiene di non effettuare nessun investimento per quest'anno, mentre per ora il tasso di utilizzo della capacità produttiva fa registrare solo un leggero calo (dal 65,45% al 63,79).

La media complessiva dei tempi di pagamento è di 65 giorni (contro i 52 della precedente rilevazione) e di 57 giorni per la Pubblica Amministrazione. Infine, aumenta di più di 10 punti percentuali il numero di imprese che segnalano ritardi negli incassi (51,16%).

"La rilevazione concernente il terzo trimestre del 2020 ci restituisce un contesto caratterizzato quasi esclusivamente da variazioni negative – dichiara Giancarlo Giachino, Presidente di Confindustria Valle d’Aosta – ed è solo per gli interventi governativi che hanno permesso il ricorso agli ammortizzatori sociali ed ai provvedimenti che di fatto impediscono i licenziamenti che si è riusciti ad evitare una vera e propria catastrofe dal punto di vista occupazionale".

Per Giachino, quello che oggi appare compromessa "è la tenuta economica e sociale della nostra regione e quindi occorre agire con la massima urgenza per sostenere la liquidità delle imprese, aiutare le famiglie, mantenere la continuità delle filiere e ciò cui stiamo assistendo negli ultimi giorni non ci mostra certo un quadro confortante di una politica in grado di rispondere prontamente alla gravità della crisi che stiamo affrontando".

red. eco.

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