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Chez Nous | 04 luglio 2020, 12:50

Bolsonari

I 35 ad un centralismo romano rispondono con il centralismo di Piazza Deffeyes

Bolsonari

Non so se bolsonari si nasce o si diventa. Proponendo però per la seconda opzione visti i comportamenti di coloro che dopo aver costruito le fortune politiche da amministratori comunali hanno deciso di tagliare le gambe ai sindaci sforbiciando i fondo ai Comuni.

Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, diventato famoso per i suoi sistemi prossimi alle dittature e che predica il concetto: morire è la fine di tutti noi. E tutti noi stiamo morendo per via dei nostri bolsonari che, forti di propri numeri dimezzati, hanno messo in croce i Comuni ed i nostri Amministratori.

E’ da bolsonaro non tenere conto delle richieste fatte, per conto dei cittadini, dagli eletti dei cittadini per amministrare i comuni. E’ da bolsonaro che 35 uomini e donne d’oro votino contro 74 sindaci. Basta il pallottoliere, ma nemmeno quello serve, per capire che 35 è minoranza rispetto a 74. Ma tant’è hanno, i 35, tagliato le gambe ai sindaci, all’economia comunale, alle micro attività di paese.

Da mesi ai valdostani sfuggono le dinamiche del Consiglio Valle che a lungo ha giocato sulla pelle della Petite Patrie. Che ha agito con la finestra aperta sulle elezioni regionali e comunali.

La discussione sull’assestamento di bilancio, che dovrebbe aiutare la Valle d’Aosta a ripartire, è stata l’occasione per vedere la vera faccia dei 35 con tutte le loro contraddizioni, incapacità, ignoranze in materia, i loro ricatti politici, i giochi delle tre carte o i giochetti sui più tavoli della Giunta. Salvo poche eccezioni i Sindaci sanno interpretare i bisogni delle loro comunità.

Non possono certo essere i 35 a capire la quotidianità di chi è costretto a mettere assieme la fame con la sete.

Ha ragione Christian Sarteur, segretario Pays d'Aoste Souverain quando afferma: “Un consiglio regionale ormai ampiamente scaduto, arroccato nella sua torre d’avorio, ha abbandonato i comuni valdostani come satelliti nello spazio, dimostrando di aver perso qualsiasi legame con la realtà” e chiede  “ampia libertà ai Sindaci, reali referenti delle necessità locali”.

Il Consiglio Valle ha scelto di ostacolare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e togliere efficacia, trasparenza e vicinanza a cittadini  delle  Amministrazioni comunali. Insomma ad un centralismo romano i 35 rispondono con il centralismo di Piazza Deffeyes.

L’emergenza coronavirus ha riportato in primo piano il ruolo dei Sindaci quali  titolari del potere di emanare ordinanze urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciavano l'incolumità pubblica. Ma passata, si fa per dire, l’emergenza i 35 hanno deciso di risalire sul trespolo.

In un’intervista rilasciata all’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (https://www.fondazioneifel.it/images/COESIONE/Interviste_LaVoceDeiSindaciDelleAreeInterne.pdf pag. 35) il sindaco di Arvier, Mauro Lucianaz, alla domanda: Con la legge dei piccoli comuni si potenzia la funzione associata di funzioni di governo e sviluppo socioeconomico dei sindaci? Ha risposto: "Abbiamo una legge regionale sulle funzioni associate che di fatto nessuno di noi – 74 comuni della Val d’Aosta – ha voluto: ci viene imposto di gestire tutta una serie di servizi in forma associata e lo stiamo facendo sul nostro territorio; ciò non porta grandi benefici (di fatto la burocrazia è sempre la stessa) e anzi porta a un peggioramento della gestione amministrativa. I servizi associati stanno portando alla morte dei singoli comuni: per disperazione andrà a finire che i piccoli comuni chiederanno di essere accorpati tra di loro. Del resto a forza di gestire i servizi insieme, si snatura il ruolo di ogni singolo comune e di ogni sindaco".

Ora il Consiglio regionale ha deciso di tagliare anche le risorse. Tanto, come dicono i bolsonari, tutti dobbiamo morire.

piero.minuzzo@gmail.com

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