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FEDE E RELIGIONI | 02 luglio 2020, 18:00

Domani venerdì 3 luglio saint Thomas

Benedico di cuore Iddio che mi ha fatto conoscere delle anime veramente buone ed anche ad esse ho annunziato che le loro anime sono la vigna di Dio; la cisterna è la fede; la torre è la speranza; il torchio è la santa carità; la siepe è la legge di Dio che le separa dai figli del secolo. (San Pio da Pietrelcina)

Domani venerdì 3 luglio saint Thomas

AGENDA DEL VESCOVO DI AOSTA MONS. FRANCO LOVIGNANA

Venerdì 3 luglio

Vescovado - mattino

Udienze

Martedì 7 luglio

Vescovado - mattino

Udienze

Mercoledì 8 luglio

Curia Vescovile - ore 17.00

Riunione per la Casa della Carità

Giovedì 9 luglio

ore 8.30-12.30

Riunione in video conferenza del Comitato CEI per la valutazione

dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto

Venerdì 10 luglio

Vescovado - mattino

Udienze

Sabato 11 luglio

Saint-Oyen, Monastero Regina Pacis - ore 11.00

S. Messa per la solennità di San Benedetto abate

Martedì 14 luglio

Vescovado - mattino

Udienze

Giovedì 16 luglio

ore 8.30-12.30

Riunione in video conferenza del Comitato CEI per la valutazione

dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto

Quart, Monastero Mater Misericordiae - ore 18.00

S. Messa per la solennità della B.V. Maria del Monte Carmelo

Le Messager Valdotain ricorda venerdì 3 luglio saint Thomas

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Il suo nome, in aramaico, significa “gemello”. Ci sono ignoti luogo di nascita e mestiere. Il Vangelo di Giovanni, al capitolo 11, ci fa sentire subito la sua voce, non proprio entusiasta. Gesù ha lasciato la Giudea, diventata pericolosa: ma all’improvviso decide di ritornarci, andando a Betania, dove è morto il suo amico Lazzaro. I discepoli trovano che è rischioso, ma Gesù ha deciso: si va. E qui si fa sentire la voce di Tommaso, obbediente e pessimistica: "Andiamo anche noi a morire con lui". E’ sicuro che la cosa finirà male; tuttavia non abbandona Gesù: preferisce condividere la sua disgrazia, anche brontolando.

Facciamo torto a Tommaso ricordando solo il suo momento famoso di incredulità dopo la risurrezione. Lui è ben altro che un seguace tiepido. Ma credere non gli è facile, e non vuol fingere che lo sia. Dice le sue difficoltà, si mostra com’è, ci somiglia, ci aiuta. Eccolo all’ultima Cena (Giovanni 14), stavolta come interrogante un po’ disorientato. Gesù sta per andare al Getsemani e dice che va a preparare per tutti un posto nella casa del Padre, soggiungendo: "E del luogo dove io vado voi conoscete la via". Obietta subito Tommaso, candido e confuso: "Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo conoscere la via?". Scolaro un po’ duro di testa, ma sempre schietto, quando non capisce una cosa lo dice. E Gesù riassume per lui tutto l’insegnamento: "Io sono la via, la verità e la vita". Ora arriviamo alla sua uscita più clamorosa, che gli resterà appiccicata per sempre, e troppo severamente. Giovanni, capitolo 20: Gesù è risorto; è apparso ai discepoli, tra i quali non c’era Tommaso. E lui, sentendo parlare di risurrezione “solo da loro”, esige di toccare con mano. E’ a loro che parla, non a Gesù. E Gesù viene, otto giorni dopo, lo invita a “controllare”... Ed ecco che Tommaso, il pignolo, vola fulmineo ed entusiasta alla conclusione, chiamando Gesù: “Mio Signore e mio Dio!”, come nessuno finora aveva mai fatto. E quasi gli suggerisce quella promessa per tutti, in tutti i tempi: "Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno".

Il sole sorge alle ore 5,32 e tramonta alle ore 21,24

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