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CULTURA | 30 giugno 2020, 17:00

LUGLIO nella storia dei Carabinieri

Quello del 2020 è un calendario “narrativo”, da leggere. Racconta del quotidiano eroismo dei carabinieri, attraverso le tavole realizzate dall’artista Mimmo Paladino, accompagnate da toccanti testi scritti da Margaret Mazzantini, scrittrice di fama mondiale

LUGLIO nella storia dei Carabinieri

In verità, chi ci pensava più a quel corso di pronto intervento, a quel bambolotto simulatore, a quelle manovre, non ricordavo nemmeno di averlo fatto. Era un pomeriggio di svago, senza divisa, camminavo in jeans accanto a mia moglie in un centro commerciale. Le urla arrivarono inaspettate, sembrava il rantolo di un animale ferito a morte.

Mia moglie lo sa, mi prende in giro, sei sempre in servizio, dice, non ti rilassi mai, osservi il mondo come se dovessi sempre stanare un pericolo. Salto la folla, mi abbasso sul marciapiede, sotto una vetrina di televisori accesi, un bambino giace inerte, sembra piccolissimo. Le urla sono quelle della madre, quelle di una bestia scuoiata. Il figlio improvvisamente ha smesso di respirare dopo una crisi di pianto. Il corpo è piccolo, come farò a trovare il cuore? Ma non penso, agisco. Uno, due, tre, comincio a praticare il massaggio cardiaco, non sono sicuro di ricordare.

Invece ricordo, sono al parossismo, la calma è impossibile eppure è necessaria. Le costole sembrano paglia di un cestino. La folla è dietro di me, compresa mia moglie che vorrebbe fuggire per non vedere quella scena. Non ce la farò, penso, non ce la sto facendo. Devo farcela. Urlo a qualcuno di chiamare il 118 mentre mi avvicino alla bocca, stringo le narici, insufflo l’aria, come ho fatto con il bambolotto simulatore. La bocca è calda e il bambino è sudato. Sono teso, concentrato, il panico mi guida senza distrazioni, dalla bocca al cuore, alternando le due pratiche vitali.

Mi hanno detto che è durato pochi minuti, io credo di aver vissuto in quei pochi minuti un tempo più esteso di una vita, ho visto molte cose, mi sono sentito solo al mondo, abbandonato da tutto e tutti, solo con quel bambino. Francesco si chiama, mi sono rialzato, ho sentito il vecchio rumore dei legamenti rotti durante un’esercitazione, ho detto sono io, sono le mie ginocchia, potrò raccontare questa storia infinite volte, tremando di felicità, intorno il mondo era un po’ sfuocato e ci ho messo un po’ per tornare presente.

Margaret Mazzantini

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