Aosta Capitale - 25 giugno 2020, 15:26

Aosta: Dal 30 giugno riparte la spesa del 'buono alimentare'

Aosta: Dal 30 giugno riparte la spesa del 'buono alimentare'

Al termine del secondo periodo di raccolta delle istanze per il cosiddetto 'bonus alimentare', il Comune di Aosta ha ricevuto circa 50 richieste di accesso al servizio che prevede l'acquisto e la consegna a domicilio di generi alimentari e di prima necessità. Le forniture sono erogate alle famiglie dagli operatori delle cooperative sociali che collaborano con il Comune nella coprogettazione di servizi per le persone anziane.

Le domande pervenute saranno ora esaminate dagli Uffici comunali anche alla luce delle previsioni contenute nel 'Regolamento delle modalità di erogazione del servizio spesa correlato all’emergenza epidemiologica da Covid-19' approvato dal Consiglio comunale lo scorso 17 giugno.

Conclusa questa operazione, martedì 30 giugno è previsto l’avvio delle consegne a domicilio che interesseranno anche i nuclei familiari più esposti agli effetti economici causati dalla pandemia da coronavirus SARS-CoV-2, già mappati in occasione della prima tornata alimentare e rimasti in situazione di difficoltà economica anche al termine del “lockdown”.

L'entità del sostegno sarà determinato con il metodo già impiegato nell'ultima tornata di elargizione del bonus alimentare, vale a dire con la divisione dell'importo disponibile per la somma di tutti i componenti di tutti i nuclei aventi diritto, moltiplicato per la consistenza diciascun nucleo.

Commenta l'assessore alle Politiche sociali, Luca Girasole: "Ringraziando gli uffici e le cooperative sociali per il lavoro svolto in maniera egregia, nonostante tutte le difficoltà del periodo, evidenzio che la consistenza ridotta delle nuove domande presentate ci fa ben sperare per il futuro, anche se il loro numero, sommato a quello delle istanze già raccolte nel corso della prima tornata di erogazione del bonus alimentare, evidenzia che una fetta consistente della popolazione aostana versa ancora in condizioni di precarietà a causa dellacrisi causata dall’epidemia, e necessita per questo motivo, di interventi più incisivi sui quali stiamo lavorando insieme agli operatori del settore sociale".

i.d.

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