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ECONOMIA | 25 giugno 2020, 17:17

Le prospettive dell’estate valdostana 2020

Turismo =k 'In poche righe non possiamo essere esaustivi e dare una fotografica completa della situazione del turismo ma crediamo fortemente che i dati possano aiutare a migliorare l’offerta e ad indirizzare le scelte imprenditoriali degli operatori di questo importante settore. Disponiamo di molti dati sui flussi delle aziende turistiche, statistiche sugli operatori del ricettivo, studi sulle caratteristiche dei turisti e molte altre analisi in campo turistico-ricettivo'

Le prospettive dell’estate valdostana 2020

Come si prospetta l’estate 2020 per il turismo valdostano? Quale è la situazione generale che può essere visualizzata in questo momento? L’Osservatorio turistico della Valle d’Aosta di turismOK cerca di dare risposta a queste domande con l’utilizzo delle informazioni raccolte da più fonti:  non si analizzano esclusivamente flussi turistici nelle strutture ricettive ufficiali, ma anche numero di accessi stradali nella nostra regione e nelle valli laterali, le visite ai siti web turistici, l’utilizzo di canali  di intermediazione, ecc..

Si possono indicare alcuni dati e considerazioni per poter studiare il fenomeno turistico nell’attuale estate post-riapertura a partire dal livello di prenotazioni verso le quali, come prospettato, il turismo valdostano è attualmente indietro rispetto agli anni precedenti. In particolare, nelle località turistiche storicamente forti, il grosso delle prenotazioni per l’intera estate era già pressoché sold out.

Così non è per questa estate 2020, l’effetto è però parzialmente compensato da uno slittamento della finestra di prenotazione in avanti e quindi un maggior volume percentuale di prenotazioni sotto data: si passa quindi da una booking window di 29 giorni a una di 9.

In effetti, i dati confermano che su 100 siti web di strutture ricettive valdostane prese a campione, si registra a giugno 2020 un +16% delle visite rispetto allo stesso periodo del 2019.

La domanda turistica per la montagna è attualmente caratterizzata da picchi di traffico a livello di richieste ai quali fanno seguito alcune conferme e un alto numero di cancellazioni, questa situazione riscontrabile non solo in Valle d’Aosta, ma è stato osservato in regioni competitor come ad esempio il Trentino.

Quello che si può riscontrare è che le strutture con politiche di cancellazione più flessibili hanno mediamente un volume di operazioni (in termini di prenotazioni/cancellazioni) molto più consistente delle strutture con policy più restrittive.

Mentre a livello di tariffe, sono risultate poche le strutture che hanno cercato di giocare d’anticipo, abbassando sensibilmente le tariffe. La maggioranza si è attestata sui livelli storici, accettando e in qualche caso cercando volutamente l’abbassamento dei tassi di occupazione, ritenendo più sicuro, a livello sanitario e amministrativo, gestire minori volumi non rischiando di incorrere in sanzioni.

Spiragli positivi sembrano esistere per gli alloggi autonomi e le case vacanze come anche per le località turistiche di secondo piano (e zone a basso livello di urbanizzazione) che stanno sperimentando livelli di occupazione mediamente pre-Covid. In queste strutture ricettive non mancano situazioni migliorative rispetto al passato, a differenza della soluzione Hotel senza colazione che, a dispetto delle previsioni, sta mostrando risultati poco soddisfacenti.

L’Osservatorio turistico della Valle d’Aosta si è poi focalizzato sul terzo weekend di giugno 2020 considerando dati appena raccolti e che possono dare un’immagine il più possibile aderente alla realtà attuale.

Prendendo in considerazione il fine settimana dal 19 al 21 giugno, la situazione turistica valdostana si presenta in timida ripresa del turismo in Valle d’Aosta: gli accessi stradali dal Piemonte sono aumentati del 9.7% rispetto allo stesso week end del 2019 con un’impressione di un’importante ripresa in termini di numeri turistici in tutte le località.

Da sottolineare però la forte presenza di proprietari di seconde case e di turisti escursionisti (frequentatori che non dormono nella nostra regione): tale fatto può essere ricondotto ai dati di 61 strutture ricettive ufficiali prese a campione in cui, nel weekend considerato, hanno circa la metà dei propri ospiti (sempre rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019). Non in tutte le strutture si registrano gli stessi dati ad esempio si può segnalare la migliore partenza di Cogne tanto nel comparto alberghiero che extralberghiero.

Allo stato attuale l’orizzonte è ancora coperto dall’incertezza, il parere dell’Osservatorio turistico di turismOK è che i segnali di ripresa, anche se deboli e a volte non immediatamente percepibili, sono presenti facendo ben sperare in una ripresa per il turismo regionale estivo.

red.

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