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Salute in Valle d'Aosta | 17 giugno 2020, 18:38

Cogne laboratorio di studio sul contagio da Covid-19; fisico Truc, 'freddo propagatore del virus'

Cogne laboratorio di studio sul contagio da Covid-19; fisico Truc, 'freddo propagatore del virus'

Su 837 abitanti di Cogne testati tra residenti e non, 29 - ovvero il 3,4% - sono risultati positivi al Covid-19. Il dato emerge da uno studio epidemiologico promosso dal Comune di Cogne, in collaborazione con l'Irv di Aosta e il laboratorio Salus di Genova, attraverso esami sierologici. I test hanno interessato circa il 70% della popolazione di Cogne, con soggetti di età compresa tra 10 a 93 anni.

I positivi sono stati 16 uomini e 13 donne (due tra 0 e 25 anni, 12 tra 26 e 50 anni, 11 tra 51 e 75 anni e quattro oltre i 75 anni). Tra di loro gli asintomatici sono stati il 75%.

 

Fabio Truc

 

 

 

 

"Il dato non si discosta dalla media nazionale - ha spiegato oggi in videoconferenza il fisico Fabio Truc, coinvolto nel progetto - e la positività rientra in un range medio. Il virus si è propagato ma ha creato pochi malati gravi e molti asintomatici. Nel mese di marzo Cogne era affollata e le possibilità di contaminazione erano alte. Uno studio ora cercherà di individuare la catena della trasmissione del virus e se ci sono stati focolai. E' interessante fare un'indagine genetica".

Il primo caso positivo sintomatico è del 10 marzo, il secondo del 13 marzo, il terzo (una donna) il 14 marzo e il quarto il 22 marzo. Sono stati eseguiti in quella fase 107 tamponi che hanno rivelato un quinto positivo asintomatico. "Poi c'è stata una zona 'grigia' - ha aggiunto Truc - con altri quattro soggetti, due risultati positivi, su cui ci sono dei dubbi".

"A fine febbraio Cogne era molto frequentata - ha detto il sindaco, Franco Allera - perchè era la settimana di Carnevale. Avevamo il pienone negli alberghi e nelle seconde case quando è scoppiata l'emergenza. In quei mesi la popolazione, residenti e non residenti, si sono comportati molto bene. Ci sono stati solo quattro casi di malattia conclamata. Allora ci è venuta la curiosità di vedere se siamo stati un'isola felice oppure se il virus era entrato in qualche modo in contatto con il paese, per questo abbiamo avviato un'indagine sierologica".

Secondo Truc, inoltre, il freddo può aver contribuito in maniera determinante alla diffusione del coronavirus. "La Valle d'Aosta - ha spiegato - è stata colpita quando le temperature erano basse. Altrimenti non vedo altre caratteristiche ambientali che giustifichino la diffusione del virus nella regione alpina, certamente non l'inquinamento. La densità di popolazione è un fattore importante, vedi la Lombardia, ma la Valle d'Aosta non ce l'ha elevata". Dallo studio, che ha raccolto dati sulle temperature, emerge che "sotto i 25 gradi il virus risulta indebolito". Per quanto riguarda la contaminazione da coronavirus in Valle d'Aosta "la grande massa di turisti a fine febbraio potrebbe aver creato le condizioni, la finestra temporale correla con la potenziale fonte di contagio portata dai villeggianti".

i.d. - ansa-rava

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