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Confcommercio VdA | 17 giugno 2020, 15:47

L’assestamento di bilancio non risponde alle esigenze delle imprese colpite dalla crisi coronavirus

Con spirito costruttivo e di collaborazione Rete Imprese Italia VdA ha presentato alla Commissione Consiliare permanente, nel corso dell’audizione di martedì 16 giugno 2020, numerose osservazioni e proposte di modifica al DDl 60/2020 recante “Assestamento al bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d’Aosta per l’anno 2020 e misure urgenti per contrastare gli effetti dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”

L’assestamento di bilancio non risponde alle esigenze delle imprese colpite dalla crisi coronavirus

In audizione Rete Imprese VdA ha illustrato le proposte di modifica ed integrazione al  testo, presentate congiuntamente da Stefano Fracasso, segretario di Confartigianato;  Graziano Dominidiato, presidente Confcommercio; Andrea Caruso Presidente CNA Costruzioni, attraverso le quali le associazioni di categoria ritengono che “solo così si possa dare  prospettive al rilancio delle attività che in Valle d’Aosta creano reddito, ricchezza e  occupazione”.

Il Ddl, nell’attuale stesura, secondo Rete Imprese Italia VdA, “non coglie gli obiettivi  necessari per contribuire a dare nuovi stimoli per la ripresa dell’economia valdostana. In  particolare non tiene contro dell’importanza sociale e di promozione turistica che svolgono  i negozi di vicinato, soprattutto nei paesi dove, per il turista, rappresentano l’unica possibilità per conoscere e scoprire la tipicità dei prodotti valdostani.

Rete Imprese Italia  VdA ha quindi proposto che venga esteso ai negozi di vicinato i voucher per le misure di  rilancio dei prodotti agroalimentari e a i piccoli esercizi con superficie di vendita inferiore ai 250 mq. E’ necessario soprattutto che l’importo degli acquisti sia ridotto da quattro a tre  volte il valore del voucher stesso e questo per favorire gli acquisti di prodotti  agroalimentari valdostani (Esempio: se il valore del voucher è di 100 euro l’ammontare  della spesa dovrà essere di almeno 300 euro a forte dei 400 euro previsti dal Ddl). 

Pur riconoscendo la validità e l’importanza dell’occupazione stagionale e a tempo  determinato, il Ddl non tiene nella dovuta considerazione la valenza socio economica dell’impegno affrontato da tante aziende che stanno facendo enormi sforzi per il  mantenimento dei dipendenti assunti a tempo indeterminato.

Rete Imprese Italia VdA chiede pertanto la riparametrazione, e per quanto possibile,  l’aumento delle risorse per garantire maggiori risorse destinate all’occupazione a tempo indeterminato. Inoltre, le proposte di modifica o di integrazione al Ddl presentate prevedono il sostegno  alle micro e piccole imprese che effettuano investimenti e/o ricostituiscono scorte di  magazzino dalla data di entrata in vigore della legge sino al 31/12/2021; la contribuzione a  fondo perso del 50 % del costo sostenuto per una spesa massima di € 50.000 (quindi  contributo massimo erogabile € 25.000); Per la parte eccedente l’importo di € 50.000 e  fino ad un massimo di spesa complessiva di € 150.000 possibilità di accesso, tramite i Confidi Regionali iscritti all’ art. 106 TUB, ad un finanziamento a tasso agevolato a valere  sui fondi regionali di cui alla Legge 5/2020.

E sempre per quanto riguarda l’accesso al credito Rete Imprese VdA chiede l’abbattimento  del costo del denaro da parte della Regione con il contributo in conto interessi già previsto  dalla LR 5/2020, nonché l’abbattimento del costo della garanzia rilasciata dal Confidi del  90% sempre da parte della Regione mediante contributo in conto esercizio.

“Riteniamo sia necessario in questo momento – spiegano Addario, Dominidiato e  Fracasso – che la gestione della pratica, sia della richiesta di contributo a fondo perso  che delle agevolazioni in conto interessi ed in conto esercizio possono essere  interamente affidate ai Confidi che già in passato si occupavano di questi aspetti”.

Infatti, il provvedimento suggerito da Rete Imprese Italia VdA, amplierebbe notevolmente  la platea di imprese che riprendono ad investire nella propria l’attività aggiornando gli  strumenti con cui operano ricorrendo a provvedimenti che diminuirebbero l’impatto del  costo sia dell’investimento stesso che il costo degli strumenti finanziari ai quali ricorrere  per il sostenimento della spesa.

Più in generale Rete Imprese Italia VdA “constatato che sono stati tagliati dei bonus ad  alcune categorie chiede che non vengano operate ulteriori riduzioni alle provvidenze in  essere e che venga estesa la possibilità di contributo per la formazione professionale anche  ai servizi di consulenza in materia di igiene degli alimenti, degli ambienti di lavoro”.

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