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ECONOMIA | 16 giugno 2020, 17:00

Spese e finanziamenti post Covid, le famiglie fra rinunce e pianificazione finanziaria

Le spese che taglieranno di meno, quelle su cui non si scende a compromessi, sono l’educazione dei figli e la baby sitter

Spese e finanziamenti post Covid, le famiglie fra rinunce e pianificazione finanziaria

Più attenti alle spese da sostenere e ai risparmi. In ansia per la propria situazione finanziaria e alle prese con vecchie e nuove scelte sui soldi da investire, o da risparmiare, nel presente e nel futuro. Sono gli italiani alle prese con spese e finanziamenti post Covid.  Qualcosa hanno deciso di rimandarlo: l’acquisto di tecnologia, di pc e tablet, della lavatrice o del frigorifero.

Su alcune spese sono disponibili a tagliare: vacanze e tempo libero, ristorante e abbigliamento prima di tutto, se serve anche sul cibo. Ma le spese che taglieranno di meno, quelle su cui non si scende a compromessi, sono l’educazione dei figli e la baby sitter.  È arrivato il momento di fare progetti post Covid, o comunque di mettere mano al bilancio e di fare delle scelte su spese, risparmi e finanziamenti.

L’Osservatorio “The World After LOCKDOWN” di Nomisma e CRIF, realizzato su un campione di 1.000 italiani responsabili degli acquisti (18-65 anni), analizza l’impatto del lockdown sulle vite dei cittadini e restituisce un focus sulla pianificazione finanziaria delle famiglie. I dati che emergono dalla ricerca evidenziano consapevolezza e maturità da parte degli italiani verso la gestione del proprio budget familiare, persino maggiore rispetto alla crisi dello scorso decennio.

Questo potrebbe attribuirsi anche alla crescente diffusione della cultura del controllo e gestione delle proprie finanze, supportata dagli strumenti digitali.  Per salvaguardare i risparmi della propria famiglia – evidenzia l’indagine Nomisma/Crif –  il 21% degli italiani ridimensionerebbe il budget destinato a viaggi e vacanze, mentre il 20% quello relativo a ristoranti e consumi fuori casa. I cittadini sono orientati a stringere la cinghia anche sull’acquisto di abbigliamento e scarpe (14%) e, dove possibile, di cibo e spesa alimentare (6%)».

Su un aspetto non si risparmia, quello che riguarda i figli. In particolare, solo l’1% e il 2% delle famiglie ridurrà le voci di spesa destinate a baby sitter ed educazione dei figli (anche perché per molte famiglie la baby sitter o i centri estivi sono fondamentali per continuare a lavorare, senza contare il sacrificio di bambini e adolescenti in casa da mes). Il tech è invece il primo settore che risentirà dello slittamento di alcune spese. 

Un italiano su quattro rimanderà l’acquisto già programmato di PC, smartphone e tablet, mentre il 21% sposterà a data da destinarsi l’acquisto di grandi elettrodomestici come frigorifero, lavatrice, forno. Anche arredamento e mobili, seguiti dalle auto, rientrano tra le categorie principali di beni il cui l’acquisto può essere rinviato (per il 20% degli intervistati).  Poco più di un terzo degli italiani, pensando alla situazione finanziaria della propria famiglia tra 6 mesi, si sente in ansia. Per oltre la metà è ora importante la pianificazione delle spese e la definizione di obiettivi di risparmio.

Tutto questo coinvolge i finanziamenti in corso, fra mutui e prestiti che si decide di rimandare oppure, in caso contrario, che ci si trova costretti a prendere.

Uno dei punti di attenzione per le famiglie è rappresentato dalla gestione dei finanziamenti in corso: dalla ricerca emerge che il 6% delle famiglie con un mutuo prima casa in corso ha richiesto la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti, mentre un altro 15% pensa che lo farà nei prossimi mesi. Relativamente a coloro che hanno invece dei prestiti in corso, a cui tipicamente sono collegati importi delle rate più contenuti, il 4% dichiara di aver già richiesto la sospensione delle rate mentre il 21% non esclude di richiederla nei prossimi mesi».

Durante il lockdown, il 6% degli italiani ha deciso di rinunciare alla richiesta di un finanziamento mentre il 9% ha rimandato di qualche mese questa scelta. Il 3% degli intervistati, invece, ha deciso di procedere comunque con la stipula di un prestito come programmato.  Esiste anche un 10% di italiani che, dopo la fine di questo periodo di emergenza e quarantena, ha deciso di chiedere un finanziamento che non aveva pianificato prima. Fra i finanziamenti che si vuole richiedere, spiccano quelli per l’Ecobonus con gli interventi per l’efficienza energetica di case e palazzi e quelli per il Sismabonus.

Chi deciderà di ricorrere a un finanziamento per sostenere l’acquisto di beni e servizi  pensa di farlo principalmente per spese impreviste causate dell’emergenza sanitaria (30%), spese mediche o dentistiche (29%), manutenzione/ristrutturazione casa (26%), esigenze di maggiore liquidità (26%), l’acquisto di un’auto (17%).    

Bruno Albertinelli

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