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INTEGRAZIONE E SOLIDARIETÀ | 14 giugno 2020, 18:00

Non lasciamo soli i nonni, su 34.000 decessi Covid il 42% aveva più di 80 anni

Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani, in occasione della Giornata mondiale sulla consapevolezza degli abusi sulle persone anziane, che si celebra il 15 giugno, intende richiamare l’attenzione di ciascuno sulla crescita esponenziale delle violenze perpetrate ai danni degli anziani

Non lasciamo soli i nonni, su 34.000 decessi Covid il 42% aveva più di 80 anni

La giornata è stata istituita nel 2006 dalla Rete internazionale per la prevenzione degli abusi sugli  anziani (INPEA) e, successivamente, nel 2011, ufficialmente riconosciuta anche dall'Assemblea  Generale delle Nazioni Unite con risoluzione A / RES / 66/127.  Il ruolo degli anziani è fondamentale per il mantenimento di una società sana. 

I loro diritti umani sono garantiti dall’art. 2 della Costituzione (principio fondamentale  dell’inviolabilità dei diritti dell’uomo) e dall’art. 25 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione  Europea (diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita  sociale e culturale).  Sono memoria storica vivente, fonte inesauribile di conoscenza e saggezza utile sia per la famiglia  che per l’intera comunità, talvolta anche garanti dell’unità familiare e del sostentamento economico  di figli e nipoti, nonché principale sostegno alla carriera dei figli-genitori. 

Secondo i dati OCSE, oggi ci sono oltre 900 milioni di persone nel mondo di età superiore ai 60  anni, che, secondo il trend di invecchiamento della popolazione legato al calo delle nascite e  all’allungamento della vita media, entro il 2050 dovrebbero salire a 2,4 miliardi.  L’incremento della popolazione anziana richiede maggiori protezione e cura di una categoria molto  debole.

Noi italiani, con il 7,5% della popolazione ottagenuaria, siamo una delle popolazioni più longeve, secondi solo ai giapponesi; eppure secondo le stime della Società italiana di gerontologia e geriatria  (Sigg), un anziano su tre è vittima di abusi: 2,9 milioni sono gli anziani maltrattati  psicologicamente, 600.000 quelli che subiscono truffe finanziarie, 400.000 le vittime di violenze  fisiche, 100.000 gli 'over 65' oggetto di abusi sessuali. 

Truffe, minacce, percosse, maltrattamenti, umiliazioni, abbandono, trascuratezza, atteggiamenti  aggressivi, inadeguata assistenza infermieristica, l’abuso sugli anziani si può manifestare attraverso  svariate maniere, compresa la mancanza di attenzioni appropriate, il cui esito può comportare danno  o disagio e che, purtroppo, non trova ancora una specifica definizione in un’apposita fattispecie  delittuosa.  Le cause della peggiorata condizione degli anziani come soggetti deboli della società sono  determinate da diverse ragioni.

Secondo il progetto europeo pilota sulla prevenzione degli abusi agli anziani denominato “Quadro  europeo di riferimento on-line per la prevenzione dell’abuso e dell’abbandono degli anziani” , le  cause delle violenze sono da individuarsi nell’aumento della dipendenza da assistenza e cura o dal  supporto economico, fisico o emotivo, e nell’isolamento sociale.  In una epoca in cui la famiglia vive la sua crisi peggiore, costretta a frammentarsi a causa di  esigenze lavorative e a non prendersi cura degli anziani, questi vengono lasciati soli o, se non  autosufficienti, affidati alle cure delle strutture di assistenza. 

Anche la pandemia ha messo in luce la vulnerabilità di tale parte di popolazione, la quale ha patito  inenarrabili sofferenze determinate dall’impossibilità / incapacità di mettersi in salvo, specie se  ricoverati presso le RSA o le case di cura a lungo termine con altri degenti affetti da covid-19, e  all’insufficienza delle dotazioni tecniche delle strutture ospedaliere impegnate nell’emergenza.  Una simile inadeguatezza di mezzi talvolta ha costretto i medici ad erogare una sanità selettiva:  ossia la distinzione tra chi ha il diritto di vivere e di ricevere cure medice e chi no.

I dati generali della pandemia in Italia che riguardano gli anziani sono impressionanti: secondo  l’Istituto superiore della sanità, su un totale di oltre 34.000 decessi, l’età media dei pazienti deceduti e positivi è di 81 anni e la maggior parte dei decessi (il 42.2%), si è avuta nella fascia di età tra 80 e  89 anni.  Una perdita inestimabile per la nostra società.  Gli anziani sono un patrimonio prezioso e vanno tutelati, con standard di protezione più elevati, e  valorizzati dalle giovani generazioni per evitare che la vecchiaia diventi uno stato di mera  sopravvivenza senza scopi, né stimoli né apprezzamenti.  Ancor più, però, riteniamo che occorra recuperare il valore delle relazioni tra generazioni per ridare  vita e significato agli anni di longevità dei nostri anziani.  Nel dire “i nostri anziani” non vogliamo riferirci solo ai familiari ma a tutti gli anziani.

Un bambino  che vede un anziano, indipendentemente dalla parantela, lo chiama “nonno” sin da subito.  Facciamolo anche noi, ritroviamo quella tenerezza, familiarità e umanità che, inavvertitamente,  perdiamo strada facendo. 

Il CNDDU, al fine di riavvalorare e promuovere il ruolo attivo degli anziani nella nostra società,  propone a tutti i docenti di ogni ordine e grado di progettare per il prossimo anno scolastico azioni  educative interdisciplinari che prevedano la partecipazione degli anziani delle comunità locali.  Riteniamo urgente, visto il trend delle nascite e dei matrimoni, valorizzare con opportuni interventi  finanziari da parte del Governo il ruolo dei nonni, in quanto le prospettive non sono rosee: senza un  provvedimento correttivo, a nostro avviso, si rischia di veder scomparire nei prossimi vent’anni tali  figure parentali.

Per riequilibrare situazioni familiari caratterizzate da forte disagio, soprattutto a causa  dell’endemica mancanza di strutture adeguate nel meridione, si chiede di poter rimediare all’iniqua,  da tutti i punti di vista, condizione dei docenti fuori sede e dei precari, i quali, tra le tante difficoltà  economiche incontrate per vivere a migliaia di chilometri da casa, non possono farsi carico  dell’assistenza ai propri genitori, né in prima persona, a causa della lontananza, né affidata a terzi, a  causa della decurtazione del proprio potere d’acquisto.

Gli anziani devono essere abbandonati?  Per la giornata lanciamo l’hashtag #nonnononseisolo, per farlo arrivare a tutti i nonni/anziani  d’Italia, con un sentimento di vicinanza e affetto. 

prof.ssa Veronica Radici CNDDU

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