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Chez Nous | 13 giugno 2020, 12:00

Horror vacui

Di horror vacui può guarire. Non servono maghi o demiurghi. Serve solo buona volontà e la tanta responsabilità che abbonda nella società civile e nei giovani che non avranno esperienza ma tanta voglia di imparare e fare

Horror vacui

La Petite Patrie invoca il cambiamento. E’ vero. Ma c’è qualche politichino ha equivocato pensando che cambiamento sia cambiare appartenenza politica. Per questo vediamo chi si è fatto il partitino su misura come un abito pret a porter, chi ha lasciato un gruppo per costituirne un altro; insomma ha cambiato secondo i propri interessi.

La Petite Patrie chiede cambiamento ma c’è chi ha pensato che cambiamento significhi nuovi pastrocchi. Nuovi gruppi, nuove alleanze, nuovi cambi di casacca, nuovi tradimenti, ancora serpi covate in seno. Sono personaggi senza personalità ma all’estenuante ricerca di una poltrona. Personaggi che a dicembre del 2018, dopo averlo costruito a giugno 2018, hanno fatto saltare il banco leghista pensando di disintegrare la Lega che con responsabilità, in questa fase di Covid, ha mantenuto il profilo basso per non creare confusione nei valdostani, ha lavorato sotto traccia per contribuire a superare le tante emergenze causate dalla pandemia, ha evitato la polemica politica.

Ma la Lega è ancora al suo posto granitica e convinta di tornare a governare, mentre chi ha rovesciato e destabilizzato maggioranze a seconda delle singole esigenze particolari, dimenticando quelle generali della Petite Patrie, si è frantumato e polverizzato e pagherà dazio alla prossima tornata elettorale.

La tempesta che si scatenerà nelle urne, favorita dalla preferenza unica, sarà il capolinea per tanti improvvisati politichini che hanno fatto carriera all’ombra di chi aveva gambe per pedalare. In tanti salteranno per lasciare il posto a movimenti e liste civiche che si stanno formando: Projet Maire, Rinascimento Valle d’Aosta di Giovanni Girardini che già hanno diffuso loghi è idee, sono solo due delle nuove possibili proposte.

Ci sono gli autonomisti arpitani. Poi ci sono gli autonomisti che puntano su Augusto Rollandin. Poi ci sono quelli del centro destra destra. Poi ci sono quelli della sinistra sinistra con Rete Civica e Pd. Poi ci sono ci sono i 5 Stelle particolarmente appannati. Poi ci sono gli unionisti che non si sa che fine hanno fatto. Poi ci sono gli unionisti autosospesi. Poi ci sono gli unionisti minacciati di espulsione che non sono stati espulsi. Poi ci sono gli unionisti, come il presidente del Leone rampante, che dovevano dimettersi il giorno dopo l’approvazione del bilancio ma sono ancora seduti sulla poltrona d’oro. Poi ci sono quelli che sostengono una giunta dimezzata. Poi ci sono quelli che contano uno e ricattano tutti gli altri. Poi ci sono quelli di Alliance Valdotaine che perdono i pezzi. Poi ci sono quelli che pensano di potersi riciclare con altre sigle nazionali ferme al 2 o tre per cento. Poi ci sono quelli… E si potrebbe continuare a lungo.

Alla fine della lista ci sono i Valdostani che vivono una fase di horror vacui per il vuoto pneumatico che ha risucchiato la Valle d’Aosta. Un vuoto politico che ha nel casinò la massima espressione di quanto la politica abbia condizionato in negativo la gestione. Infatti la nostra casa da gioco ha iniziato a recuperare con il Commissario voluto dalla Lega che ha lasciato politichetta e politichini fuori dalla porta la politica.

La Valle d’Aosta, già sedata da inizio 2019, è in catalessi ma la politica non è in grado né ha le capacità per somministrarle  una forte dose di energia e ottimismo; si limitata a essere a rimorchio di Roma o dei burocrati. Altro che Autonomia, Autodeterminazione e scelte politiche. La Giunta litiga con le Commissioni; le Commissioni vogliono condizionare la Giunta, i consiglieri che pensano ai fatti loro assistono impassibili in attesa di vedersi accreditare in banca l’indennità.

E intanto le attività economiche, quelle che non chiudono, languono; le famiglie sono sempre più povere, gli aiuti tardano ad arrivare. Sembra quasi che ci sia un disegno occulto per mantenere la Petite Patrie in un stato di depressione, mentre  sarebbe necessario mettere in campo le energie migliori, le intelligenze più attente al bene comune che all’occupazione del potere.

E’ l’ora del cambiamento. E’ l’ora che i valori della Valdostanità vengano recuperati per essere messi a disposizione della Petite Patrie. Si deve ripartire con progetti che irrobustiscano la Valle facendo bene i conti sulle nostre disponibilità finanziare. Ma soprattutto è necessario che la politica torni a governare e la smetta di delegare le scelte alla burocrazia.

Il Covid-19 ci ha insegnato molto, non disperdiamo esperienze positive e competenze creative. Lo dobbiamo a chi è morto per il coronavirus; lo dobbiamo a chi si è sacrificato per la comunità tutta; lo dobbiamo a chi ha perso il lavoro; lo dobbiamo ai tanti imprenditorie che sono stati costretti a cessare l’attività.

L’horror vacui, il terrore del vuoto post elettorale, lo si legge negli occhi dei valdostani afflitti dalla rassegnazione che alla latitanza della politica valdostana non ci sia soluzione. E invece la soluzione c’è. Basta lasciare a casa gli opportunisti, gli specialisti del salto della quaglia, gli oppositori di professione, i destabilizzatori per vocazione della poltrona.

Di horror vacui può guarire. Non servono maghi o demiurghi. Serve solo buona volontà e la tanta responsabilità che abbonda nella società civile e nei giovani che non avranno esperienza ma tanta voglia di imparare e fare.

piero.minuzzo@gmail.com

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