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CRONACA | 09 giugno 2020, 10:30

Costi di disattivazione e dismissione linea fissa

Come cambiano i costi nel 2020: TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali. Gli operatori sono inoltre tenuti ad effettuare una comunicazione di tali costi all’Autorità con cadenza annuale

Costi di disattivazione e dismissione linea fissa

Con l’introduzione della nuova normativa fissata dall’AGCOM, gli operatori di telefonia fissa hanno adeguato le condizioni contrattuali delle loro offerte, fissato dei costi ben precisi che il cliente dovrà affrontare nel caso in cui proceda con la richiesta di disattivazione di una linea fissa, sia per passaggio ad altro operatore che per cessazione completa della linea. 

Gli operatori sono inoltre tenuti ad effettuare una comunicazione di tali costi all’Autorità con cadenza annuale.  Ecco, quindi, quali sono i costi di disattivazione fissati dagli operatori a partire da gennaio 2020.

TIM: contributo di 5 Euro in caso di passaggio ad altro operatore, 30 Euro in caso di cessazione della linea fissa;

Vodafone: contributo di 28 Euro da corrispondere sia in caso di passaggio ad altro operatore che in caso di richiesta di cessazione della linea fissa;

Wind Tre: sia in caso di cessazione del servizio che di passaggio ad un altro operatore, sarà addebitato per l’intera vigenza del contratto il valore più basso tra i costi reali supportati da Wind Tre per il mercato fisso, ovvero i costi sostenuti per dismettere la linea o trasferire il servizio (variabili da un minimo di 55 Euro a 94 Euro), ed il “valore del contratto”, ovvero una mensilità di canone prevista dallo stesso contratto;

Fastweb: sia in caso di cessazione del servizio che di passaggio ad un altro operatore, sarà necessario corrispondere un contributo di disattivazione pari 29,95 Euro;

Tiscali: sia in caso di cessazione del servizio che di passaggio ad un altro operatore, sarà necessario corrispondere un contributo di disattivazione pari ad una mensilità di canone; per linee wireless J4+ non è previsto alcun costo di disattivazione;  Va ricordato che tali importi si applicano a prescindere, anche se si è superato il vincolo contrattuale (in questo caso, però, non è possibile per l’operatore applicare eventuali penali).

Inoltre, tali costi non si applicano quando il passaggio a un altro operatore o la dismissione della linea sono decisi in seguito alla rimodulazione o alle modifiche unilaterali del contratto, ad esempio per condizioni economiche meno vantaggiose per l’utente.

Prima di procedere con il passaggio ad altro operatore oppure con la richiesta di disattivazione della linea, è fortemente consigliabile richiedere tutte le informazioni relative ai costi richiesti dal proprio provider. Contattando il servizio clienti si riceveranno tutte le informazioni necessarie per poter valutare l’effettiva convenienza di un cambio di offerta tramite passaggio ad altro operatore.

Gli operatori hanno adeguato, rapidamente, le loro offerte alla nuova delibera AGCOM ma ci sono sempre da considerare i costi extra legati ai pagamenti rateali che vengono, silenziosamente, inclusi nel canone mensile.

Il contributo di attivazione ed il costo del modem Wi-Fi sono, infatti, spesso inseriti nel costo mensile dell’offerta con la clausola che, in caso di recesso anticipato, il cliente dovrà versare le rate mancanti in un’unica soluzione oppure dovrà continuare con il pagamento rateale.

Bruno Albertinelli

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