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L'arrière pensée | 08 giugno 2020, 08:00

Nomine bimodali

Nomine bimodali

Il principale problema che l’amministrazione regionale sta vivendo riguarda lo stato di ordinaria amministrazione nel quale sta operando. Molte cose non si possono (devono) fare, molte altre è meglio non farle e poi ci sono le eccezioni. Certo è che a Palazzo c’è sempre la possibilità di trovare una spiegazione, una motivazione per determinate scelte. L’importante è avere il famoso parere di legittimità e, perché no, qualche paragrafo della delibera che ben puntella la scelta.

Questi non sono elementi introvabili a Palazzo, anzi spesso ce ne sono fin troppi. Così capita che nel caso delle nomine regionali l’equilibrio di galleggiamento dell’una e dell’altra risulti spesso precario. E’, infatti, capitato che in alcuni casi si sia proceduto senza colpo ferire, per l’intero periodo di riferimento e nominando soggetti più o meno schierati e “amici”, anche molto amici ed anche molto schierati. In altri, dove in realtà la nomina andava fatta il prima possibile per ristabilire il numero deliberante, le cose si sono dovute spingere sino all’avvenuto autoaffondamento del CdA stesso.

Parliamo di Finaosta dove la nomina finale è stata resa valida per un solo anno a differenza del normale mandato concesso a tutti i Consigli di Amministrazione. Infatti nella realtà più importante della Regione, che vede in questi giorni la fine del processo di ispezione da parte della Banca d’italia con sorpresa finale, la scelta è stata quella di limitare il mandato dei soggetti interessati ad un solo anno, anche in considerazione dello stato di prorogatio della Giunta regionale. Si consideri, a tal riguardo, una cosa: è stato proprio il CdA dimezzato a nominare (non senza polemiche) la centrale figura del DG.

Interessante, perché invece le nomine di IVAT e di altre realtà (vedi le tanto ambite autostrade), sono state fatte come se nulla fosse per l’intero mandato consentito, proprio senza colpo ferir! Il tutto per la gioia dei nominanti, meno per quelli che invece a tavola non sono stati invitati e qui la stella piange, come di consueto.

Perché quindi c’è stata una disparità di trattamento tra una realtà ed un’altra? Sicuramente la Finaosta riveste una importanza capitale nel funzionamento dell’apparato delle partecipate a livello regionale, ma per certi versi anche IVAT risulta essere molto importante, soprattutto per l’intera filiera artigiana. Perché dunque un trattamento “bimodale” così evidente? Sarà forse l’effetto della schizofrenia di cui è affetto questo governo in prorogatio oppure dipende dai nomi degli interessati e di altri equilibri non noti?

Père Joseph

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