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ECONOMIA | 01 giugno 2020, 11:13

L'OPINIONE DEL COMMERCIALISTA PAOLO LAURENCET: La fake degli assistenti civici

PRUDENZA IL CORONAVIRUS E' IN AGGUATO - Attenzione non facciamoci ingannare dal fatto che siano volontari, il provvedimento costa allo Stato e quindi a noi contribuenti poco meno di 5 milioni di euro

L'OPINIONE DEL COMMERCIALISTA PAOLO LAURENCET: La fake degli assistenti civici

“L’umanità avrà la sorte che saprà meritarsi”, così recita una delle massime di Albert Einstein, forse non tra le più note, ma temo, in questo periodo, molto attuale e rappresentativa di quanto stiamo vivendo. Ho voluto esordire con un piccolo tributo al più importante fisico del XX secolo, per alcuni fatti che lo riguardano e che in un primo momento avevo rubricato quali fake news, dovendomi poi ricredere.

Infatti non tutti sanno, ed io ero tra questi, che gli fu offerta la guida dello Stato di Israele nel 1952, alla morte del presidente Weizmann, ma Einstein rifiutò perché riteneva di non aver le competenze per portare a termine in modo ottimale l’incarico. Uno dei più celebri fisici della storia della scienza, attivo in diversi altri ambiti, dalla filosofia alla politica, rinunciò alla carica di presidente perché valutò di non avere la dovuta preparazione. Questa vicenda, ai giorni nostri, incredibile, nel senso letterario della parola, meriterebbe una riflessione da parte di tutti.

Alla decisione del premio Nobel, fanno da contraltare i tanti, mi verrebbe da scrivere i troppi, che non solo non stanno facendo bene il loro lavoro, ma trovano spesso il tempo per autocelebrarsi e in conclusione non risparmiano le prediche a noi italiani.

In tema ricordo che il Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, ci ha detto, in una recente intervista che "gli italiani sono stati inondati di denaro". Peccato che la realtà non corrisponda affatto alla sue parole: non è riuscito ancora a pagare la Cassa integrazione ai lavoratori, tanto che oggi oltre il 70% è stato anticipato dalle aziende; ha pagato i 600 euro con un enorme ritardo. Non solo, ma il Presidente Tridico, tace riguardo all’incasso, in data 18 maggio, dei contributi “fissi” INPS di artigiani e commercianti.

Trattasi di importi che vanno dai 950 ai 1.100 euro che nonostante la grave recessione, il Governo ha ritenuto di dover incassare comunque. Come consuetudine la conferma della possibilità di poterne rinviare il versamento è arrivata sul filo di lana, il giorno della scadenza, quando tecnicamente era impossibile sospendere i pagamenti.

Per non parlare del Commissario Domenico Arcuri, il quale anche lui a mezzo stampa, ha dichiarato "evitiamo che i reagenti per analizzare i tamponi diventino le mascherine della fase due”. Come se parlasse con un suo amico immaginario, mentre quello che è successo sulle mascherine è responsabilità sua. Al commissario non era andata neanche troppo bene con i respiratori, molti dei quali non sono ancora stati consegnati, e per i quali le regioni hanno dovuto provvedere autonomamente.

Ma soprattutto, questa settimana l’assoluto protagonista è il Ministro Francesco Boccia. Sua è l’ordinanza che istituisce gli “assistenti civici”. Questa sì, avrebbe dovuto essere una fake news, e invece è pronto il bando per reclutare 60 mila assistenti civici “che saranno a disposizione dei sindaci con il loro sorriso" per far rispettare le norme sul distanziamento. Secondo quanto spiegato dal ministro i volontari dovrebbero fare “moral suasion”. Attenzione non facciamoci ingannare dal fatto che siano volontari, il provvedimento costa allo Stato e quindi a noi contribuenti poco meno di 5 milioni di euro.

Come possiamo pensare che 60 mila persone, formate non si sa come, con un bando che arriverà persino in ritardo, si mettano a girare l’Italia per dire agli italiani cosa devono fare, sulla base di norme di cui nessuno capisce nulla. Il ministro Boccia anziché perdere tempo con queste idee estemporanee, forse dovrebbe dedicarsi ai quasi 7 miliardi di fondi europei disponibili dal primo giorno dell’emergenza finanziaria e ancora impantanati nelle sabbie mobili della burocrazia

In tema di ciò che sapremo meritarci, dovremo avere la massima attenzione e cautela, quando e se in futuro saremo chiamati a rinnovare l’attuale classe dirigente. Non potrà essere considerato superfluo o accessorio il fatto che sappiano comprare le mascherine, far arrivare la cassa integrazione, spendere i fondi europei, assicurarsi che le Regioni costruiscano un piano dettagliato di protezione sanitaria.

Quest’ultimo mi pare un tema completamente trascurato dalle Istituzioni. Non si è voluto prevedere una differenziazione geografica fatta in base al numero dei contagi e alla disponibilità di strutture sanitarie, tamponi, analisi sierologiche, dispositivi di protezione. In poche parole il Governo ha, ancora una volta, scelto la soluzione più facile in termini di azione pubblica. A fronte di situazioni regionali differenti, sia per quanto riguarda l’andamento epidemico, sia per quanto riguarda l’esperienza maturata in risposta all’epidemia, sarebbe stato preferibile pianificare una riapertura differenziata tra le regioni italiane, invece manca un programma puntuale che tenga conto delle capacità del Paese di controllare possibili nuovi focolai epidemici.

Anche nella nostra Regione , purtroppo, non mi pare esista un piano concreto per affrontare questa fase. Si è discusso molto della task force organizzata per progettare la nuova gestione sanitaria; è stata oggetto di cronaca la negoziazione tra l’assessore alla sanità e la Clinica di Saint Pierre per la realizzazione presso quest’ultima dell’ospedale covid regionale. Peraltro dai retroscena emersi è sembrata più una trattativa in stile calciomercato, viste le continue smentite delle parti coinvolte, piuttosto che un ragionamento politico. Senza la pretesa di voler formulare una ricetta, poiché molti esperti pronosticano una ricomparsa del virus questo autunno, credo che possa essere utile organizzare i laboratori di analisi regionali così che siano in grado di eseguire test diagnostici molecolari e sierologici per giungere ad una diagnosi differenziale tra manifestazioni respiratorie influenzali e sintomi del COVID-19. Come credo siano fondamentali la condivisione e lo studio dei dati sanitari emersi in questi mesi. Inoltre il progetto regionale sanitario così come quello economico dovrebbero entrambi avere un’attenzione particolare al tema delle scuole. Si è discusso di riaprire le scuole a giugno e a luglio. Ora siamo in attesa di un piano per riaprire a settembre; pare che manchino le risorse. In tutto questo le scuole paritarie non possono essere dimenticate o discriminate in termini di risorse economiche loro destinate.

Concludo, e questa settimana non poteva andare diversamente, con un mio pensiero dedicato allo scrittore Roberto Saviano. Come noto, ospite nella trasmissione di Fabio Fazio, ha di fatto accusato noi commercialisti di collaborare con la criminalità organizzata. In particolare Saviano ritiene che la nostra categoria sia solita segnalare alla camorra le imprese in crisi perché divengano preda degli usurai. Non è mia intenzione tornare sull’accaduto per sottolineare come affermazioni di questo genere rischiano di far radicare nell’opinione pubblica la grave equazione commercialisti uguale malaffare, con il danno evidente per la nostra categoria. Sul tema correttamente sono già tempestivamente intervenuti colleghi più autorevoli del sottoscritto, e almeno la politica d’opposizione ha sottolineato la gravità delle parole di Saviano invitandolo alle scuse. Non vorrei nemmeno che ora diventassimo dei martiri. Abbiamo scelto la nostra professione e siamo consapevoli che può essere anche un lavoro ingrato. Ciò che mi preme sottolineare è che viviamo in un paese in cui personaggi pubblici, come lo è Saviano, possano permettersi affermazioni superficiali e in pochi secondi diffamare una intera categoria professionale. Questa volta è accaduto a noi, la prossima sarà il turno degli avvocati, o degli architetti? E’ inutile fare la morale alla Germania quando sui loro quotidiani descrivono noi italiani come i mafiosi che attendono i soldi dall’Europa se poi sulla televisione nazionale si consentono frasi e commenti del genere.

D’altronde, la posizione dell’attuale Governo è piuttosto chiara nei confronti dei liberi professionisti. Nei vari decreti siamo spesso ai margini se non esclusi. Il fondo perduto ci è negato. Considerato che anche noi facciamo parte dell’umanità e che quindi seguendo il ragionamento di Einstein avremo la sorte che sapremo meritarci, magari sarà il caso di uscire dai nostri studi e almeno una volta fare sentire la nostra voce.

Paolo Laurencet

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