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Confcommercio VdA | 19 maggio 2020, 09:37

Sangalli su consumi: rischio danni permanenti a economia

PRUDENZA IL CORONAVIRUS E' IN AGGUATO - con lockdown, consumi -47,6% ad aprile e Pil -16% a maggio

Sangalli su consumi: rischio danni permanenti a economia

“Ad aprile, i consumi sono crollati del 47 per cento col rischio di danni permanenti all'economia. E’ iniziata la Fase 2, sosteniamo il coraggio e la responsabilità delle imprese che tra mille difficoltà ripartono. Sosteniamo la sicurezza individuale che diventa sicurezza collettiva. Sosteniamo questa voglia di ripresa con indennizzi più robusti e liquidità vera. E con più certezze. Serve un piano di ricostruzione complessiva del Paese che oggi ancora non c’è”.

Così il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commenta i dati diffusi dall'Ufficio Studi di Confcommercio.

Da ieri potevano riaprire riaprire circa 800 mila imprese, ma il completo lockdown di aprile ha avuto conseguenze che il sistema economico italiano non ha mai sperimentato dopo la seconda guerra mondiale. Infatti, dopo la flessione del 30,1% di marzo, nel mese scorso i consumi sono crollati, rispetto ad aprile 2019, del 47,6%. Pochissimi i segmenti che sono riusciti a registrare un segno positivo (alimentazione domestica, comunicazioni ed energia), per molti altri, invece, soprattutto quelli legati alle attività complementari alla fruizione del tempo libero, la domanda è stata praticamente nulla (tab. 2). Cifre quasi inverosimili che, purtroppo, testimoniano gli effetti derivanti dalla sospensione, non solo di gran parte delle attività produttive, ma anche di quelle sociali e relazionali dirette. E la ripartenza, iniziata già dopo Pasqua e in via di rafforzamento nella prima settimana di maggio, come risulta sia dai consumi giornalieri di energia elettrica che dalle percorrenze dei veicoli leggeri, si presenta ancora densa di difficoltà. La questione più grave è la concentrazione delle perdite su pochi importanti settori, come il turismo e l’intrattenimento, che sono anche quelli più soggetti a forme di distanziamento e rigidi protocolli di sicurezza, ma anche la mobilità e l’abbigliamento. Pertanto, la fine del lockdown non sarà uguale per tutti. Ma soprattutto, dopo la riapertura si avvertiranno anche dolorosi effetti su reddito e ricchezza che si protrarranno ben oltre l’anno in corso.

Anche per queste ragioni, il rimbalzo congiunturale del 10,5% del Pil, stimato per il mese di maggio, appare modesto se confrontato alle cadute di marzo ed aprile e, nel confronto annuo, la riduzione è ancora del 16%.

Non basteranno gli ulteriori recuperi di attività attesi da giugno in poi per cambiare significativamente la rappresentazione statistica di una realtà fragile e profondamente deteriorata. Una realtà in cui l’eccesso di burocrazia, male endemico di cui soffre il nostro Paese, ha presentato il suo conto anche durante la pandemia e nella quale anche l’efficacia dei provvedimenti messi in cantiere dalle autorità nazionali e internazionali rimane un’ulteriore incognita.

PIL MENSILE

Il quadro congiunturale, ormai nel pieno della crisi innescata dal Covid-19, presenta andamenti piuttosto preoccupanti dei principali indicatori. A marzo la produzione industriale ha evidenziato un forte calo congiunturale del 28,4%, al netto dei fattori stagionali, e una flessione del 29,3% su base annua. L’occupazione in marzo continua a diminuire proseguendo lungo una tendenza emersa già in novembre.

Considerando il peggioramento delle condizioni economiche registrato in marzo e aprile e la ripartenza indebolita dalle misure di contenimento da Covid-19, si stima per il mese in corso una crescita congiunturale del PIL, al netto dei fattori stagionali, del 10,5%, dato che porterebbe a una decrescita del 16% rispetto allo stesso mese del 2019.

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