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ATTUALITÀ | 18 maggio 2020, 12:04

Rifugi alpini a rischio riduzione 50% della ricettività

Il Rifugio Vittorio Emanuele II

Il Rifugio Vittorio Emanuele II

"Stiamo studiando i protocolli, ma sembra abbastanza chiaro che per noi la capienza sarà ridotta di più del 50%".E' questa la prospettiva della Fase 2 in alta quota, descritta all'Ansa da Remo Blanc, gestore del rifugio Vittorio Emanuele II a Valsavarenche, frequentatissima meta escursionistica estiva e base alpinistica, con 120 posti letto, per la salita ai 4.000 metri della cima del Gran Paradiso.

Il 5 maggio scorso Piergiorgio Barrel, presidente dell'Associazione rifugi della Valle d'Aosta, sentito da Aostacronaca aveva ipotizzato il montaggio di tende in prossimità dei rifugi alpini e tavoli all'aperto per accogliere quanti più escursionisti e alpinisti possibili. Blanc la fa meno semplice: "Pensiamo di riaprire il 25 giugno - spiega - ma stiamo studiando come applicare le regole di distanziamento alla nostra situazione; con camerate anche di 15/20 posti e tavolate non sarà facile".

Un altro grosso problema riguarda le sanificazioni: "Non è chiara la frequenza con cui dovremo sanificare i bagni in comune, a oltre 2.700 metri di quota con la corrente elettrica che va e viene, non è comunque facile lavorare". Pesano anche le incognite di un mercato turistico che dovrà contare soprattutto sulla clientela italiana: "Il 60-70 per cento degli alpinisti che vengono da noi - prosegue il gestore del rifugio alpino - proviene dalla Francia e dalla Germania e non sappiamo chi verrà quest'anno: le agenzie che organizzano le spedizioni non sanno cosa fare, molte hanno disdetto e le altre stanno aspettando".

i.d. - ansa-rava

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