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Chez Nous | 09 maggio 2020, 12:00

Vendeurs de pot

PRUDENZA IL CORONAVIRUS E' IN AGGUATO

Vendeurs de pot

Mi scuserà il consigliere regionale della Lega, Diego Lucianaz, se uso una sua definizione. In commissione, per l’audizione di chi su cosa e come fare per la Fase 2 dovrebbe decidere, spazientito dai giri di parole dei diseurs de mots ha sbottato siete: venditori di pentole.

Ho cercato ma tra chi ha preso parte alle commissioni non sono riuscito scoprire se qualcuno, in passato, è stato un venditore di pentole, ma ho constatato che sono tanti quelli che parlano del sesso degli angeli mentre la gente muore e gli imprenditori falliscono.

Da quando è scoppiata la pandemia abbiamo assistito a tutto ed al contrario di tutto. Dal venite in Valle d’Aosta che si sta bene al rimanete a casa vostra perché ci contagiate. Il tutto, quando è stato affrontato, è stato affrontato con approssimazione, senza alcuna strategia, navigando con vista a venti centimetri da naso senza far ricorso a persone di comprovata professionalità.

L’Uv dava indicazioni sull’agire ed il presidente della Regione, che è un unionista, si smarcava con l’astensione in occasione del voto in Consiglio Valle. E’ di ieri una presa di posizione del Comité Fédéral che chiede riaperture degli esercizi commerciali, con buon senso e senza aspettare decisioni romane. Forse l’Uv si è fatta coraggio dopo la presa di posizione del SVP che ha deciso autonomamente senza aspettare i romani.

Ma l’UV si ricorda che il Presidente Prefetto della Regione semiautonoma con 5 deleghe è  di sua espressione? O lo ha perso di vista?

Per non parlare della vergognosa pantomima sulla nomina della Commissione per la Fase 2 sanitaria. A scorrere i nomi ci si accorge che c’è chi non ha mai visto una siringa; c’è chi l’ospedale lo conosce solo perché ha chiesto assistenza; c’è chi mai ha avuto a che sul piano operativo con la sanità; non un medico di quelli che hanno messo in piedi in quattro e quattr’otto l’ospedale Covid-19.

Dopo tanti tira e molla per recuperate le sedie necessarie per soddisfare Cencelli e tutte i forze politiche della maggioranza la Commissione è stata nominata e tra i 15 tra burocrati e funzionari figura anche il professor Renato Balduzzi che nel 2012 era Ministro della Sanità e padre della riforma sanitaria che alla luce del condid-9 ripropone le perplessità dell’epoca.

Il 9 luglio 2012 il Sole 24 Ore  scriveva: “Il taglio imposto dalla spending review, sommata alla manovra del 2011, al settore sanitario ammonta a 7,9 miliardi di euro tra il 2012 e il 2014. A precisarlo é stato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, intervenuto oggi a un convegno del Pd sulla sanità. «Circa 900 milioni sono relativi al 2012, 4,3 miliardi é il definanziamento per il 2013 - ha spiegato Balduzzi - e 2,7 miliardi per il 2014, per un totale di 7,9 miliardi di euro». «I posti letto degli ospedali pubblici diminuiranno di circa 7 mila unità a partire dal 2013», ha aggiunto Balduzzi, mentre le regioni entro novembre dovranno presentare l'atto di riprogrammazione dei posti letto che dovrebbe poi attuarsi in tre anni. In virtù di quella riforma la Valle d’Aosta ha dovuto diminuire i posti per acuti e aumentati i post-acuti. A proposito cito il filosofo Umberto Galimberti: "Sono trent’anni che il Paese non è governato: accorgerci ora che abbiamo cinquemila letti in terapia intensiva quando la Germania ne ha 28 mila, scoprire che le carceri sono in subbuglio e che è possibile scappare sui tetti, ammettere adesso che andavano costruite altre strutture perché i detenuti potessero vivere in condizioni almeno vivibili; è il conto che stiamo pagando per essere stati distratti, per non aver preteso una guida vera. Per non parlare del debito pubblico: un macigno che si farà ancora più pesante per sopperire alle difficoltà economiche di questi mesi" (per chi volesse saperne di più clicchi QUI).

Ma se la politica è subisce i processi del coronavirus, l’Usl non pare essere protagonista nel gestire l’emergenza. Non è un caso che Andrea Manfrin, capogruppo della Lega in Consiglio Valle abbia detto: “Siamo  nel pieno della fase 2 dell’emergenza Covid-19 e i vertici dell'Azienda USL della  Valle d’Aosta hanno ammesso che, nella bozza del piano per affrontare questa fase, non c’è ancora una sola misura sanitaria". Una denuncia pesantissima alla quale, per il momento, il Commissario né l’assessore alla sanità né il presidente della Regione hanno risposto.

E’ pur vero che l’ospedale Covid-19 è stato realizzato ed ha funzionato da vera eccellenza della sanità valdostana, ma solo perché ha prevalso il senso di responsabilità di medici, infermieri, tecnici e personale sanitario che hanno agito pensando ai contagiati senza attendere direttive o avere ostacoli burocratici. Ma ora tutti aspettano il verbo della Commissione.

Come ha scritto Panta Rey recentemente tutti si occupano degli aspetti economici forse perché i morti non urlano e non votano. Ha ragione.

Ma è altrettanto vero che anche per i provvedimenti a sostegno degli imprenditori tardano, vanno a rilento. Anche per la crisi economica è stato istituito un tavolo del quale fanno parte illustri personalità che non hanno mai gestito un’azienda, avuto rapporti con dipendenti, che non hanno mai fatto i conti con scadenze fiscali, affitti, bollette, fornitori e non sanno cosa comporta mettere in cassa integrazione i dipendenti. E si potrebbe continuare a lungo.

Ma ha già riassunto tutto Diego Lucianaz; abbiamo a che fare con troppi vendeurs de pot. Fateci votare al più presto.

piero.minuzzo@gmail.com

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