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Chez Nous | 28 aprile 2020, 15:00

Il problema sono i guai dei genitori che lavorano

RESTIAMO A CASA – Il governo centrale nulla ha detto sulla precaria situazione dei genitori che lavorano e dei loro figli nel suo discorso

Il problema sono i guai dei genitori che lavorano

Non entro nella polemica nata dalle dichiarazioni dell’assessore regionale all’istruzione, Chantal Certan, che ha annunciato la possibilità che scuole vengano riaperte a metà maggio. La priorità penso che non sia se aprire o non le scuole.

La priorità oggi risolvere il problema dei genitori che dovranno tornare la lavoro. Il governo centrale nulla ha detto sulla precaria situazione dei genitori che lavorano e dei loro figli nel suo ultimo discorso.

A giorni la maggior parte delle persone può riprendere il lavoro abituale al più tardi dall'inizio o la metà di maggio, i genitori che lavorano sono in difficoltà. Scuole, asili nido e asili nido saranno chiusi senza offerte alternative per bambini e genitori che lavorano allo stesso tempo.

"Mi chiedo in quale mondo il Primo Ministro Giuseppe Conte e il suo team scientifico vivano e se ci siano famiglie con bambini", ha detto Renate Gebhard, membro della Camera dell'SVP, "perché i piani precedenti ignorano completamente la realtà". Quasi per un effetto smemoratezza la Valle d’Aosta si ‘appoggia’ senza se e senza ma alle decisioni del Governo centrale. Infatti lo Statuto speciale ci mette a disposizioni spazi decisionali, ma nessuno pare avere la volontà di occuparli.

I Decreti governativi non sono sufficienti per soddisfare le esigenze dei genitori che lavorano. Chi ha la possibilità di decidere lo faccia in fretta; crei le condizioni per dare le risposte attese ai genitori che lavorano avendo ben presente che una cosa sono le scuole di città e le scuole di montagna.

Un lettore si è detto sconcertato per le dichiarazioni dell’assessora e tra l’altro ha scritto: “Mi chiedo, vista la complessità, l’analisi tecnica che richiede e i costi che implica, come pensa di scriverne e attuarne uno simile in meno di un mese nelle scuole valdostane, compresi i piccoli comuni, considerato che, dopo quasi due mesi di chiusura, ancora oggi alcuni alunni svolgono solo mezzora al giorno di video lezione, di alcuni professori si sono perse le tracce e altri, con problemi di aggiornamento tecnologico, riescono a mandare link a lezioni di altri professori? Se questi professori sono assenti a parzialmente presenti in una situazione di assoluta sicurezza, pensa forse l’assessore che gli stessi saranno disponibili a rischiare di rientrare in classe per assecondare questa delirante scelta di anticipare i tempi di ripresa della scuola che tanto mi ricorda il messaggio: venite a sciare da noi, qui non ti ammali?”.

Sono questi i problemi da approfondire e risolvere. Altro che annunciare possibili aperture. E’ necessario pensare ai genitori che dovranno rientrare al lavoro. A chi lasciano i figli? Dovranno rinunciare ad uno stipendio?

pi.mi.

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