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Consiglio Valle | 19 aprile 2020, 12:31

Migliaia di valdostani chiedono al Presidente Testolin di poter tornare a vivere la montagna

RESTIAMO A CASA - Ma, sostiene il promotore della petizione, Sergio Enrico, senza trascurare la possibilità di riprendere le attività all'aria aperta pur nel rispetto delle norme di distanziamento sociale. Tra i primi firmatari anche lo scrittore Paolo Cognetti

Migliaia di valdostani chiedono al Presidente Testolin di poter tornare a vivere la montagna

Sta raggiungendo a tempo di record e presto avrà abbondantemente superato la quota di cinquemila firme, la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org dal valdostano Sergio Enrico, che chiede al Presidente della Giunta l'allentamento delle misure restrittive che vietano le attività en plein air per il rischio di contagio da Covid-19.

"Riteniamo che le restrizioni sulla vita all'aria aperta, a cui siamo soggetti in Valle Strd'Aosta, siano esagerate rispetto ai reali effetti di contagio -  spiega la guida escursionistica della bassa Valle - e chiediamo al Presidente della Giunta e Prefetto, Renzo Testolin, un atto di attenzione per il benessere dei propri cittadini".

Per Sergio Enrico (foto a lato) "è necessario cercare un'unione di intenti per imporre alla popolazione solo le norme effettivamente necessarie a fermare il contagio e non questi 'arresti domiciliari' estremamente pericolosi ed a rischio di anticostituzionalità. La salute non è solo assenza di virus, ma un concetto più vasto. Quindi, sapendo che il problema proseguirà per mesi, se non per anni, chiediamo di poterci muovere, da soli o con gli stretti familiari all'aperto, ovunque si voglia purché si evitino gli assembramenti".

Dopo aver contattato residenti in diverse zone della Valle d'Aosta per capire se il problema è reale, Enrico e altri escursionisti e alpinisti hanno deciso di lanciare la petizione via web. "Siamo un popolo di montanari -  si legge nell'incipit della petizione - siamo abituati alle fatiche e alle restrizioni, al lavoro manuale, al freddo e alla solitudine, ma non a vivere lontani dai nostri boschi, dai pascoli, dai torrenti. Un montanaro chiuso in casa si ammala nel corpo e nello spirito". I promotori dell'iniziativa si dicono "del tutto consapevoli della gravità dell'epidemia in corso", tuttavia credono "che le misure per contenerla vadano adeguate a un territorio e a una popolazione. Chi va a camminare nel bosco da solo o con la sua famiglia, chi va a far legna, a coltivare l'orto, chi porta il suo bambino in un prato non può contagiare né essere contagiato da nessuno. Queste attività sono i fondamenti della nostra vita quotidiana, e un bosco è luogo molto più sicuro dal virus rispetto ai supermercati o agli uffici dove ci è concesso andare". La distanza dagli altri "non ci preoccupa troppo, e il mantenerla, nel prossimo futuro, diventerà una responsabilità individuale, non una legge da far rispettare a suon di multe: per cui meglio cominciare a essere responsabili fin da ora".

Pertanto la petizione chiede al Presidente Testolin di "allentare da subito le regole relative all’attività motoria, adeguandosi a quelle delle altre Regioni (eliminare il vincolo per motivi di salute) e permettere un minimo di attività di manutenzione del territorio all'aperto; permettere, ai singoli e ai componenti dello stesso nucleo familiare, di effettuare attività motoria all’aperto; le attività agricole, che sono da sempre la base che forma il tessuto culturale e tradizionale della nostra Regione, vengano permesse ai proprietari e affittuari degli appezzamenti, anche se non hanno la partita Iva e se l’orto, il frutteto o il prato da pulire non sia nei pressi dell'abitazione, purché effettuate da singolo o da componenti dello stesso nucleo familiare".

E' chiesto inoltre di prevedere dal 4 maggio la possibilità di svolgere sport all’aria aperta ai singoli e ai componenti dello stesso nucleo familiare e in una fase successiva, sempre entro il mese di maggio, la possibilità di svolgere sport all’aria aperta in gruppi, di non più di cinque persone, mantenendo il distanziamento sociale.

p.g.

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