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Chez Nous | 18 aprile 2020, 13:30

Cattivi pensieri

RESTIAMO A CASA -

Cattivi pensieri

Di questi tempi meglio essere inviperiti che depressi. Chi è inviperito reagisce alla malasorte. Il depresso aiuta a diffondere la malasorte. Chi è inviperito riesce a vedere un lumino in fondo alla galleria dell’angoscia e del dolore. Chi è depresso costruisce il muro per non vedere la fiammella della speranza. Se poi c’è chi è inviperito per la malasorte e per la mala gestione della malasorte allora nella nostra Petite Patrie trova pane per i suoi denti.

Tanto si parla dei troppi anziani morti ospiti nelle micro comunità. Con un briciolo di cinismo si può dire che ci sono tanti anziani morti perché tanti anziani sono stati affidati alle micro comunità invece di tenere i nonni in casa. Per la società del bel vivere, del consumismo, dell’ apericena, della palestra, dei propri spazi i nonni e gli anziani sono un peso ed ecco allora che i nonni e gli anziani, in particolare nel Italia del nord, sono un impedimento per il godere della società del bel vivere.

E allora ecco che le micro comunità sopperiscono alle necessità della società del bel vivere. Un tempo c’erano gli ospizi per i poveri. Ma erano strutture per chi non aveva possibilità di mantenimento e che sopravvivevano facendo affidamento sulla Divina Provvidenza e alla generosità dei più fortunati.

Gli ospizi, con la società del bel vivere, sono diventati  residenze per anziani dove i ricchi relegavano i loro nonni. E poi sono nate le residenze socio assistenziali le mitiche Rsa che alla luce della strage degli anziani di questi giorni il medesimo acronimo si può tradurre in Restiamo Senza Anziani. Le Rsa sono una mesta mescolanza tra residenze per anziani e evoluti ospizi di un tempo. E quindi se ora piangiamo i tanti nonni morti è il risultato del bel vivere. Hanno un bel raccontare che i nonni sono le nostre radici, la nostra storia, la nostra cultura. Hanno un bel dire che i nonni sono una ricchezza per i nipoti e i pronipoti. Ma se i nonni sono rinchiusi in una micro comunità (che poi è l’ospizio evoluto di un tempo) a chi insegnano la nostra storia? A chi ricordano le nostre radici? Quando mai un nonno in ospizio ha la possibilità di trascorrere qualche ora con i nipotini?

Tanti nonni non ci sono più. Sono morti per il coronavirus. Ma sono gli stessi nonni che non c’erano neanche prima perché sono stati confinati nelle micro comunità come sentenziato dal bel vivere. Ieri piangevano loro, i nonni, per il dolore causato dal confinamento. Oggi piangono i figli ma è il dispiacere del bel vivere. E quello che stupisce oggi che c'è chi rivendica giustizia per i nonni morti di coronavirus ospiti degli ospizi perché per il bel vivere non potevano essere accuditi in famiglia.

Il Papa ha detto: “C’è bisogno degli anziani per dare la saggezza. Parlate con i vostri nipotini. E ancora: “«In un mondo come quello attuale, nel quale sono spesso mitizzate la forza e l’apparenza, voi – ha detto agli anziani - avete la missione di testimoniare i valori che contano davvero e che rimangono per sempre, perché sono inscritti nel cuore di ogni essere umano e garantiti dalla Parola di Dio. Proprio in quanto persone della cosiddetta terza età voi, o meglio noi – perché anch’io ne faccio parte –, siamo chiamati a operare per lo sviluppo della cultura della vita, testimoniando che ogni stagione dell’esistenza è un dono di Dio e ha una sua bellezza e una sua importanza, anche se segnate da fragilità”.

Un patrimonio dunque che il bel vivere lo depaupera negli ospizi, anche se moderni.

piero.minuzzo@gmail.com

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